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Il campionato comincia, il VAR dorme, la Juve vince (e si torna in ufficio)
Comincia il campionato, cominciano le polemiche (e si torna a lavorare…)
Comincia la Serie A e, puntuali come le tasse, esplodono le prime polemiche stagionali.
Partiamo da Luciano Spalletti, che si è subito lamentato della prestazione decisamente incolore di Kolo Muani. Ma parliamoci chiaro: davvero c’è ancora qualcuno convinto che il francese sia un attaccante in grado di garantire 20 gol a campionato?
Spoiler: NO!
Spostiamoci poi su Genoa-Napoli, dove i rossoblù hanno protestato ferocemente per la rete azzurra firmata De Bruyne, viziata da un fallo a inizio azione a dir poco clamoroso e non sanzionato dall’arbitro.
A tal proposito, si è scatenato il solito teatrino: da una parte chi si è scagliato contro il mancato intervento del VAR, dall’altra chi si è persino complimentato con la sala video per non aver “interferito”!
La tesi di questi ultimi? “L’arbitro principale è quello di campo e il VAR non deve rompergli le scatole se ha già preso una decisione”.
Follia? Forse. Posso anche essere d’accordo — fino a un certo punto — sul fatto che la tecnologia non debba intervenire su ogni minimo contatto o per correggere errori veniali. Ma di fronte a una svista monumentale, se il VAR tace, mi chiedo: a che diavolo serve?
Ci ripetono fino alla nausea che il giudice supremo resta chi sta in campo. Ok, perfetto, ma allora mi chiedo:
- Non si può proprio revisionare questo protocollo?
- Per quale assurdo motivo non si può aiutare il direttore di gara a gestire 22 giocatori, riducendo al minimo gli errori decisivi?
Misteri della fede (calcistica).
Passando a cose decisamente più importanti: ho azzeccato il pronostico di Frosinone-Juventus! Va beh, d’accordo, non ho preso il risultato esatto (avevo ipotizzato uno 0-2…), ma il segno sì.
Il “Paul-nostico” del nostro polpo di fiducia, invece, è stato un disastro clamoroso (aveva previsto un 1-1, anche se va detto che la traversa finale del Frosinone mi ha fatto tremare per un secondo!).
La stagione è ancora lunghissima. Per fortuna, verrebbe da dire.
La fortuna invece la vedo po’ meno presente per il fatto che oggi si rientra ufficialmente al lavoro dopo le ferie… voglio morire!
P.S. Spero davvero che per Vicario si sia trattato soltanto di semplici crampi!
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Europei femminili Pallavolo 26 – Ferie al Capolinea: Spazio alle Emozioni Sportive
Si torna in trincea (ma con lo sport ad addolcire il rientro)
Le tanto attese ferie volgono al termine. È il momento di riporre la valigia, tornare in trincea e riprendere i soliti ritmi.
Sarà dura, inutile girarci attorno… ma non disperiamo: cerchiamo invece di reagire!
L’esempio dei nostri amati campioni dello sport deve esserci da ispirazione per ritrovare la carica giusta.
Nel frattempo, per fortuna, le emozioni sportive non mancano.
Sono cominciati gli Europei Femminili di Pallavolo con una partenza sprint: un doppio 3-0 per le ragazze di Velasco contro Croazia e Montenegro.

L’Italia comincia ad abbattere l’ex Jugoslavia! Oggi, però, ci aspetta la sfida contro le padrone di casa della Svezia, guidate dalla fenomenale Haak — stella di Conegliano. Un test decisamente più probante per le nostre campionesse olimpiche in carica.

2 vittorie su 2 contro Tito e compagni (che gioco di parole finissimo) Che dire?
La voglia di scappare e lasciarsi il lavoro alle spalle è tanta, ma gli impegni vanno onorati… o, al massimo, si deve iniziare a cercare una valida alternativa!
A rendere questo rientro meno amaro ci pensa anche il pallone: oggi ci sarà l’esordio bianconero nella nuova stagione della solita, vituperata Serie A.
Incrociamo le dita e speriamo in un’ulteriore gioia per iniziare col piede giusto!!!
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Il rumore del silenzio
Il silenzio che “sento” in questa zona della Francia, dove sono in vacanza, ha qualcosa di magico.

Buone ferie anche da Paul!! Benzina per ricaricare le mie batterie scariche.
Se avrò la fortuna di invecchiare, voglio finire i miei giorni immerso in tanto “rumoroso” silenzio.
Buone ferie, amici! -
Il calcio d’agosto ha smesso di farci sognare
Ma quanto è diventato pietoso il calcio d’agosto?
Vi ricordate quando ci gasavamo per un triangolare tra Juventus, Benfica e, che so, Pergolettese? O per un torneo Birra Moretti? E chi era questo Ciro Ferrara?
O il prestigiosissimo Torneo Tim? Il Trofeo Berlusconi?
E la Gazzetta letta ogni mattina in vacanza al mare, sperando di leggere dell’acquisto di qualche nuovo giocatore da parte della propria squadra del cuore? I campetti disegnati con la potenziale squadra titolare?
Non ce la faccio, troppi ricordi.

Un nostalgico Paul! Purtroppo quel “calcio” è morto e sepolto Oggi il calcio è inflazionato.
Ne parlano in troppi: tv, social, siti, radio, quotidiani sportivi.
Tante, troppe partite: per la gioia dei tifosi? No, solo delle televisioni. E i tifosi cominciano a stancarsi.
In quanti di voi ricordano il Mondiale per Club della scorsa estate? Ci scommetto: in pochi. Eppure avrebbe dovuto avere una ribalta eccezionale.
Le coppe ormai non esistono più, sostituite dalle “leghe”.
Ma dai, se siete tifosi vi gasa di più una sfida da dentro o fuori, non dieci partite di una “league” in cui spesso ci sono match inutili.
La stragrande maggioranza delle squadre di calcio, però, sopravvive solo grazie agli introiti televisivi. Senza, sarebbe un’ecatombe sportiva.
E allora, per continuare a pompare denaro, cosa si fa? Si cercano nuovi mercati: le amichevoli estive si giocano negli States, in Australia. E il calcio si allontana sempre più dalla base, data troppe volte per scontata.
Il calcio ha perso il suo lato più romantico. Anzi, lo ha dimenticato: ormai è solo un’industria che deve produrre soldi.
Ci riuscirà sempre e comunque?
Attenzione a darlo per scontato, amici sportivi: il giocattolo potrebbe rompersi.
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Pellacani d’oro, Sinner ci manca e la Peugeot per Nico Gonzalez!
Sempre più stanco.
E mentre io mi consumo, l’Italia continua a fare incetta di medaglie agli Europei di nuoto di Parigi.
Non so se riuscirò ad arrivare a fine settimana… Davvero, le mie energie sono ridotte al lumicino.
(L’articolo è di martedì) Alle 10:00 si nuoterà la 10 km di fondo maschile con il mito Gregorio Paltrinieri. Nel pomeriggio, altra gara di tuffi con la Pellacani.

Chiara: se i complimenti arrivano anche da Paul…. Chapeau!!! Ah, vi siete accorti che i tornei di tennis senza la presenza di Jannik Sinner hanno molto meno appeal? Non se li fila nessuno! Siamo comunque in attesa degli US Open…
Sì, sto blaterando, me ne rendo conto! Ma saprò rifarmi non appena riuscirò a riposarmi.
Mmm, l’Inter interessata a Nico Gonzalez? Ho una Peugeot scassata con cui potrei anche accompagnarlo dai nerazzurri!
Meglio che la smetta di scrivere…
E invece merita un aggiornamento la fenomenale Chiara Pellacani, autrice di un’impresa mai riuscita prima (almeno tra gli atleti italiani): 4 medaglie d’oro nella stessa edizione degli Europei di nuoto, specialità tuffi!!
Mostruosa!!!
Tania Cagnotto non è poi così lontana!!!
Comunque, prometto che a breve tornerò a scrivere articoli ben più sensati!
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Caldo da morire, zanzare in sciopero e calciomercato
Potrei parlare del Mondiale di scherma dominato dagli italiani o dell’ottimo inizio degli Europei di nuoto a Parigi, dove Chiara Pellacani sta seguendo le orme della leggendaria Tania Cagnotto. E invece…
…invece mi lamenterò del caldo afoso di quest’estate!
Sì, lo so, d’estate deve fare caldo, ma negli ultimi anni il clima è diventato invivibile.

Nonostante l’acquario full optional che gli abbiamo offerto, il povero Paul ha rischiato di finire fritto! L’afa è insopportabile, i 40 gradi sono ormai lo standard e persino le zanzare faticano a “lavorare” di notte. E se fanno fatica loro, immaginate quanto sia difficile restare concentrati anche in un comunissimo ufficio.
Per non parlare di chi lavora quotidianamente sotto il sole: a loro va tutta la mia solidarietà.
È un caldo davvero soffocante.
Tranquilli, non vi darò i soliti consigli banali da studio aperto!
Ma detto tra noi: voglio andare in ferie. Sono esausto.
Chiusura con nota calcistica: sono felice per il ritorno di Kolo Muani in bianconero, ma sono addirittura entusiasta per l’acquisto di Alajbegovic! Finalmente un nome che ha scaldato il cuore di noi tifosi…
…mmm, o forse lo ha sciolto?
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Tra Cenerentole mondiali e bidoni da algoritmo: buona la prima (ma non per Comolli)
Primi verdetti dal Mondiale Made in USA-Messico-Canada. Il Messico regola il Sudafrica con un solido 2-0, mentre la Corea del Sud ribalta la Cechia vincendo in rimonta per 2-1.
Beh, ho cominciato col botto, indovinando i primi due pronostici! Non che ci volesse un genio della tattica, sia chiaro, ma c’era chi definiva la Corea del Sud una “Cenerentola”… Grandi esperti, non c’è che dire.
Della cerimonia d’apertura non ho visto un minuto: le ritengo cerimonie inutili, fatte salve quelle olimpiche che, per il sottoscritto, restano un must assoluto e imperdibile.
Prime impressioni sul campo? Ho seguito solo il match inaugurale e il livello tecnico è sembrato decisamente basso. Di conseguenza, il mio interesse è già quasi pari a zero.
Trovo invece molto più succosa la notizia arrivata in queste ore dal mondo Juve: licenziato Damien Comolli.
Scelta sacrosanta da parte di John Elkann. L’ormai ex dirigente bianconero si è dimostrato un’autentica sciagura: impreparato e del tutto incapace di gestire un club del blasone della Vecchia Signora. I continui screzi con Luciano Spalletti, poi, non hanno certo aiutato il francese a salvare la posizione societaria.
Ora sembra in arrivo Carnevali… speriamo bene.
La speranza è che, da adesso in poi, le decisioni di mercato non vengano più affidate agli algoritmi.
Ma poi, che cazzo significa? Fatemi capire: quale cervellone informatico avrebbe suggerito gli acquisti di David, Openda e Zhegrova?
Segnatevi queste parole. Se su Sørloth sospendo il giudizio, non avendolo seguito all’Atlético, vi dico già che Kolo Muani è un altro bidone clamoroso.
E per concludere… Forza Azzurri! Portiamo a casa la quinta Coppa del Mondo! Ah, no… dimenticavo che in America noi non ci siamo nemmeno.
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Juventus tra sogni proibiti e dura realtà: il mercato che non fa più miracoli
Prima che cominci il Campionato del Mondo, di cosa possono parlare i quotidiani sportivi?
Ma certo, di (fanta)calciomercato!
Da anni ormai non girano più nomi altisonanti: la Serie A ha perso l’appeal delle annate d’oro. Nonostante tutto, continuiamo a leggere una marea di nomi che rimarranno soltanto righe d’inchiostro su una pagina di giornale.
Per quanto riguarda la Juventus, le sono già stati accostati diversi profili: il “Dibu” Martínez in porta, Brahim Díaz sulla trequarti, Kolo Muani e Sørloth per l’attacco.

Quanti e quali giocatori arriveranno realmente alla corte di Luciano Spalletti? Cazzo, non sono certo nomi che fanno gridare al miracolo! Fino a qualche mese fa si parlava di Alisson, Bernardo Silva e Lewandowski…
Ah, proprio in questo momento ho sentito fare i nomi di Luca Koleosho, attaccante di 22 anni in forza al Burnley, e del diciannovenne Mattia Liberali. Ci rendiamo facilmente conto che ormai stiamo parlando di un campionato che non ha nulla a che vedere con la ricchissima Premier League, con il duopolio spagnolo o con le dittature di Bayern Monaco e PSG nei rispettivi campionati.
Ma si tornerà mai agli antichi fasti? Onestamente credo di no.
Anzi, ho l’impressione che questo divario sia destinato a diventare una voragine incolmabile.
Basta. Staccate le macchine. Questo è spietatissimo accanimento terapeutico.