• Calcio,  Ispirazioni

    Addio Franco

    Si è spento oggi Franco Baresi. Uno dei più grandi difensori della storia del calcio mondiale.

    Un giocatore da pallone d’oro. Una bandiera.il capitano.

    Franco: I campioni sono per sempre

    Fuori da ogni retorica: il tuo ricordo sarà eterno.

  • Calcio

    Italia, nuovo CT ma soliti problemi: il cambio in panchina non basta

    Dopo la nomina di Mancini come nuovo (?) CT della nazionale, ho visto girare online alcune potenziali formazioni azzurre. Tutte mi fanno provare un brivido lungo la schiena.

    Ma veramente crediamo di poter tornare competitivi con il semplice cambio del commissario tecnico?

    Pensiamo davvero di risolvere problemi radicati da anni in un sistema calcio datato e asfittico affidandoci a Malagò, Mancini e Ranieri alla guida della FIGC?

    Persino il Polpo Paul ha “tiltato” di brutto! Ecco l’effetto Figc!

    Ci vorranno anni per vedere dei risultati, ma è fondamentale ripartire dalle basi e rifondarle, a cominciare dal settore giovanile.

    Oggi, però, voglio concentrarmi sul potenziale undici di Mancini.

    Si parte:

    Portiere: Donnarumma. È il nostro “fenomeno”, un punto fermo imprescindibile. Carnesecchi è un ottimo secondo. Giudizio Reparto decisamente coperto!

    Difesa: Palestra, Mancini, Calafiori, Bastoni, Dimarco, Scalvini. Nomi di discreto livello, ma siamo sicuri che contro gli attacchi di Francia o Argentina riusciranno a tenere botta per novanta minuti? E Leoni? Tornerà a giocare? Giudizio Reparto: appena sufficiente!

    Centrocampo: Barella, Tonali, Pisilli. Oddio, spero ci sia un uomo in più in mezzo al campo! Così mi sembra una mediana decisamente troppo leggera, anche se il materiale a disposizione è tutt’altro che esaltante: Locatelli, Frattesi e Ricci sono i primi nomi che mi vengono in mente per completare la zona centrale. Giudizio Reparto: discreto!

    Attacco: Zaniolo, Kean, Pio Esposito, Retegui, Scamacca. Mio Dio. Il nulla più assoluto! Ma ci rendiamo conto che qualche anno fa uno come Montella faticava a trovare spazio e oggi sarebbe un titolare inamovibile? Ma potrei citare anche Gilardino, Pazzini… Giuro: faccio fatica a leggere certi nomi lì davanti. Ah, se non ci fosse stato il grave infortunio di Federico Chiesa… Giudizio Reparto: il vuoto assoluto!

    Quindi, cosa potrà mai fare il Mancio? “Inventarsi” in prima squadra qualche giovane dell’Under 21, naturalizzare nuovi oriundi, scovare altri “Zaniolo o Retegui” (magari con una sorte migliore rispetto ai vari Pafundi, Gnonto o Grifo) e…

    …sperare che il Mondiale venga allargato a 64 squadre e che la Nations League, primo banco di prova per l’ex fantasista della Sampdoria, non si trasformi in un massacro.

    Come la vedo male…

  • Calcio,  Chi ha fatto palo?

    Chi ha fatto palo? A Spasso nel Grottesco: Il Valzer dei CT e la Crisi del Calcio Italiano

    Per la serie “articoli invecchiati male”: dopo le righe di oggi, segue l’articolo che stavo scrivendo ieri.

    E quindi, alla fine: Pirlo non sarà CT della Nazionale perché Malagò ha scoperto che l’ex centrocampista è una spia del KGB! Maldini, preso a pesci in faccia, si è dimesso. Leonardo — che nessuno ha mai capito che cazzo stesse facendo in Federcalcio — è tornato nell’anonimato più totale.

    E dunque, dopo un mese di gestione Malagò? Non è cambiato assolutamente un cazzo. Siamo di nuovo al punto di partenza.

    Chi sarà il CT? Mancini? Conte? Baldini? Palladino? Ci sarà un Direttore Tecnico? Ma, soprattutto, ci sarà una rivoluzione nel calcio giocato?

    Perché fidatevi: dovesse arrivare anche Guardiola, in campo ci vanno i giocatori! E sono proprio loro a mancare! Non si possono nominare con una votazione, si devono “coltivare”.

    E la domanda che mi pongo da un po’ è: ma al nuovo CT, cosa viene chiesto? La qualificazione al prossimo Mondiale? Se diventasse a 64 squadre, non sarebbe comunque un po’ pochino? 🙂

    Siamo veramente caduti così in basso?

    È proprio vero: al peggio non c’è mai fine ed il calcio italiano sta affossando anno dopo anno…

    Articolo originale:

    Nooo, non ci posso credere: Pirlo potrebbe saltare come guida della Nazionale! 

    E Pirlo, Pirlo non lo sa che quando passa ride tutta la città!

    Sembra che l’ex centrocampista di Inter, Milan e Juventus sia legato a un’agenzia di scommesse russa… …posso dirlo? Non ho approfondito i rapporti tra Pirlo, la Russia, Putin, Rasputin e la zarina Caterina, ma che figura di merda sta facendo la FIGC?

    Si era partiti parlando del ritorno di Conte: saltato! Pare che il suo calcio non piaccia a Maldini. Poi? Mancini! No, lui no, è “divisivo”. Allora puntiamo al grande nome: Guardiola!! Tranquilli: Maldini e Leonardo sono andati a parlare personalmente con l’allenatore catalano! Risposta? “Cazzo me ne frega della Nazionale italiana?!”

    Allora ok, Pirlo è l’uomo giusto! È pure amico di Maldini! Scelta fatta di pura “simpatia”, quindi?? E invece no!!

    Andrea deve saltare, ha rapporti con un’agenzia di scommesse russa! E non nominiamo Baldini, che alla gente torna in mente il calcio in culo a Di Carlo e salta pure lui!

    È chiaro che il tono dell’articolo sia canzonatorio, ma ciò non toglie che la gestione della comunicazione della Federcalcio sia semplicemente grottesca!

    E cosa ancora più assurda: chiunque sia il prossimo CT… non cambierà nulla nel calcio italiano!

    Ci si accontenterà di acciuffare la qualificazione al prossimo Mondiale e si dirà che si sta ripartendo, quando in realtà si sarà svolto soltanto il compitino, il minimo sindacale!

    Lo ripeto: l’Europeo vinto nel 2021 è stato meritato, ma non doveva essere il punto d’arrivo, bensì una nuova ripartenza. Ci vorranno almeno otto anni prima di rivedere i primi risultati degni del nostro (datato) blasone.

    Sperando che la nuova dirigenza cominci ad azzeccare mezza decisione.

    Aggiornamento: pare che il nuovo CT possa essere Thiago Motta… …se è uno scherzo, non fa ridere!

  • Calcio,  Chi ha fatto palo?

    Chi ha fatto palo? Questa non è la mia Juventus!

    Basta, smetto di tifare per quella squadra di Torino che si spaccia per la mia amata Juventus.

    Celik, Elmas, Ekhator… ma chi cazzo sono?!

    Mi spiace dirlo, ma non sono profili da Juve. Non sono giocatori capaci di riportarla in alto in classifica, esattamente dove le spetta stare.

    Non ci sono fondi per un mercato decente? Ok, noi tifosi ce ne faremo una ragione, ma evitate l’acquisto di profili da metà classifica!!

    Basta con questi innesti stile Sassuolo! Capisco l’impostazione di Carnevali, ma: sei alla guida della Juventus, cazzo!!

    Ma se persino Pellegrino del Parma ci schifa… potrà mai arrivare Brahim Diaz??

    Una nota positiva ci sarà??? Ebbene sì!, per fortuna, pare che Openda sia vicino al Lione. Ma bene, portiamolo in carriola in Francia…

    … purtroppo ci sarebbe da ricostruire ogni singolo reparto da zero!

    Non c’è un solo punto fermo da cui ripartire e, se si opera pure Yildiz, siamo da decimo posto.

    Mamma mia come la vedo nera.

    Devo decisamente cambiare argomento sul blog… la Juve mi sta consumando l’anima.

  • Calcio

    Calcio: Il 5-5-5 di Pirlo non ci salverà

    E alla fine, alla guida della Nazionale italiana di calcio, è arrivato Andreino Pirlo da Brescia.

    Ma veramente vi eravate illusi che potesse arrivare Guardiola?

    Dai ragazzi, siamo seri: nessun allenatore di prestigio avrebbe mai accettato di guidare una squadra con un futuro così nebuloso (ed ho volutamente usato un eufemismo). Mancini, Conte, Pep o persino Pioli non si sarebbero mai messi al timone di questa Armata Brancaleone.

    Mai un meme (che poi che cazzo significa meme?) fu più vero! Forza Andreino siamo tutti (?) con te!!

    E fidatevi, mi duole offendere la “nostra” Nazionale!

    La stessa squadra che ci ha fatto impazzire di gioia nel 1982 e nel 2006, che ci ha fatto esaltare a Italia ’90 e piangere in finale a USA ’94. Ma, detta fuori dai denti: siete ancora davvero affezionati a questi colori?

    Non voglio fare facile retorica, ma dopo tre Mondiali saltati e l’illusione dell’Europeo 2021 — vinto per carità meritatamente, la fortuna non c’entra un cazzo con quel trionfo, che però ha portato i massimi dirigenti ad ergersi a salvatori della patria, facendogli così tralasciare i problemi del calcio nostrano — qualcosa si è definitivamente rotto nel rapporto tra la Nazionale e i tifosi.

    Vi porto subito un esempio: quanto ci sta sul cazzo la settimana in cui la Serie A si ferma per fare spazio alle qualificazioni degli Azzurri? E stiamo parlando di una Serie A dal livello così basso da poter rivaleggiare a fatica con il campionato delle Fær Øer!

    Oppure ditemi: dopo la finale del Campionato Europeo, c’è stata una sola partita dell’Italia che vi abbia emozionato? Nessuna. Anche perché all’Europeo successivo abbiamo fatto pena e ai Mondiali non ci siamo andati!

    Come dite? Ah già, c’è anche la porcata della Nations League… Credo che guardare l’acqua che scorre nel cesso sia decisamente più emozionante.

    Cosa potrà fare Pirlo? Credo niente.

    “Calcio fluido, propositivo, di possesso e di attacco…” — no, non sto delirando, è un estratto della tesina di Pirlo per il patentino da allenatore — “con 11 giocatori attivi sia in fase difensiva che offensiva”.

    Ps: non ho volutamente citato il “calcio liquido” di Pirlo… era troppo facile associarlo alla dia**ea!

    A ‘sto punto, per il ruolo di CT, era davvero così assurdo pensare ad Oronzo Canà e al suo 5-5-5?

    Peccato solo che a questa Italia manchino undici Aristoteles.

    Siamo alla frutta, amici. E mi sa che è pure marcia!

    La mia espressione quando penso che a Pirlo i vertici della Figc avranno detto: “Qualifica l’Italia ai prossimi mondiali e ci avrai resi orgogliosi di te!” Fino a pochi anni fa si puntava alla vittoria!

    Ah, un’ultima domanda: ma se Pirlo riuscisse a far qualificare l’Italia ai prossimi Mondiali (che potrebbero essere a 567 squadre :), avrebbe già raggiunto gli obiettivi richiesti dalla FIGC??

    La stessa richiesta era stata fatta a Guardiola?

    Meditate, gente, meditate.

  • Calcio,  Juventus

    Rivoluzione Juve: tra esuberi d’oro, mercati sbarrati e la solita mediocrità

    Juventus, riparte il calciomercato dopo il Mondiale: novità? Direi proprio di no!

    È arrivato Carnevali come nuovo Amministratore Delegato (o almeno mi pare sia questo il suo ruolo in dirigenza).

    Devo essere sincero: preferisco di gran lunga l’atteggiamento più pragmatico e brillante del nuovo AD rispetto all’impostazione seria, ma assolutamente inefficace ed inefficiente, del “fu” Comolli. Quest’ultimo si è rivelato un’autentica delusione dal punto di vista gestionale, autore di una serie infinita di acquisti onerosi e privi di qualsivoglia senso logico. Basta citare i famigerati Openda e David.

    Ed ecco Paul, nuovo collaboratore di NV, che ci dá la sua previsione sulla prossima stagione dei bianconeri.

    Nomi non da Juve e l’illusione della rimonta

    Quest’anno leggo accostati alla Vecchia Signora nomi che non sembrano minimamente degni di una squadra dal passato glorioso come quello bianconero. Con tutto il rispetto per potenziali talenti (??) come Ekhator o Pellegrino del Parma, non credo siano i rinforzi adatti a riportare la Juve ai vertici del calcio italiano.

    Resto dell’idea che puntare semplicemente alla “zona Champions” sia una barzelletta per un club di questo livello: la Juve deve sempre lottare per vincere lo scudetto. Punto.

    Sono il primo a sostenere che, a livello europeo, si sia scavato un abisso tra le italiane e le corazzate della Premier League o le grandi di Spagna (Real Madrid, Barcellona e Atletico), senza dimenticare PSG o Bayern Monaco. È chiaro che non si possano colmare in una sola stagione le lacune e i disastri gestionali degli ultimi anni (tra Comolli e, prima di lui, Giuntoli), ma bisogna almeno iniziare a limitare i danni.

    Cessioni e ingaggi: da dove fare cassa

    Per prima cosa occorre ridurre al minimo le minusvalenze e liberarsi degli ingaggi più pesanti:

    • Jonathan David: Fortunatamente è arrivato a parametro zero, ma liberarsi del suo ingaggio — scandaloso per un attaccante dalle sue prestazioni — sarebbe fondamentale per le casse bianconere.
    • Loïs Openda: Ci siamo impegnati per oltre 40 milioni di euro per un giocatore che si è dimostrato del tutto inconsistente. Mi chiedo ancora cosa ci avesse visto Comolli e chi glielo abbia consigliato. Non pensavo fosse un fenomeno, ma nemmeno così inadeguato come ha dimostrato nell’intera stagione. Se non ricordo male, ha segnato forse un solo gol in tutte le occasioni concessegli prima da Tudor e poi da Spalletti.

    Un centrocampo senza regista

    Il reparto più lacunoso, insieme a un attacco asfittico, rimane il centrocampo.

    • Manuel Locatelli: Ragazzo di grandissima volontà e cuore, che dà sempre tutto per la maglia. È un ottimo incontrista, con grandi doti morali e di interdizione, ma non è un regista. Manca disperatamente un uomo che sappia fare gioco.
    • Douglas Luiz: Rientrato dal prestito (l’Aston Villa non lo ha riscattato), ha dimostrato che le sue qualità non sono di altissimo livello. Ha azzeccato una sola grande stagione in passato, ma questo non ne fa un giocatore da Juventus.
    • Képhren Thuram: Se arrivasse un’offerta adeguata, sacrificherei anche lui: non mi sembra un profilo capace di far compiere al reparto il salto di qualità definitivo.

    I vari Kostić e Miretti vanno ceduti. La Juve ha assoluto bisogno di liquidità prima di poter acquistare, viste le mancate entrate della Champions League (ringraziamo il Sassuolo per la percentuale incassata dalla cessione di Muharemović in Inghilterra, ma 20 milioni non bastano certo per rifare una squadra).

    Portiere e difesa: chi tenere e chi sacrificare

    • Michele Di Gregorio: Si è rivelato l’ennesimo acquisto sbagliato. Se qualche società fosse disposta a prenderlo, sarei pronto a portarcelo io stesso in macchina pur di non vederlo più tra i pali.
    • Mattia Perin: Invece di spendere decine di milioni per un nuovo portiere (a meno di non andare su un profilo top come Carnesecchi), si potrebbe finalmente affidare la maglia da titolare a Perin per una stagione, affiancandogli un giovane della scuola italiana.
    • Gleison Bremer: Ha 29 anni, sembra poco motivato e viene da una stagione tormentata dagli infortuni. Di fronte a un’offerta da 50-60 milioni lo cederei, per poi reinvestire su un profilo più fresco e fisico come Solet dell’Udinese.
    • Andrea Cambiaso: Potrebbe essere un’altra pedina di scambio importante per fare cassa, ma l’occasione per cederlo a cifre monstre al Manchester City sembra ormai sfumata.
    • Federico Gatti: Lo confermerei a occhi chiusi. Non capisco le voci di mercato su di lui: è uno dei pochissimi che ha sempre sputato il sangue e dato l’anima per i colori bianconeri.

    Attacco e pulizia degli “scarti”

    Da chi ripartire davanti? I capisaldi su cui ricostruire dovrebbero essere Kenan Yildiz e Francisco Conceição (pur con i suoi limiti in fase realizzativa).

    Per il resto, la lista degli esuberi da eliminare è fin troppo chiara:

    1. Arthur: (Sì, lo so che è un centrocampista…) Rientrato dall’ennesimo prestito e ancora a libro paga.
    2. Arkadiusz Milik: Purtroppo perennemente infortunato.
    3. Dušan Vlahović: Viste le sue intenzioni di non rinnovare, ben venga la separazione: che vada pure a giocare nei campionati più ricchi (ma chi lo vuole, poi?), visto il rendimento asfittico offerto a fronte di un ingaggio monstre.

    In conclusione

    La Juventus è un cantiere aperto, quasi completamente da rifondare. Sapendo che non si possono cedere 25 giocatori in una sola sessione, bisognerà lavorare con intelligenza: eliminare gli zavorramenti ingiustificati, valorizzare i pochi elementi di carattere e ricostruire una spina dorsale solida. Solo così si potrà evitare l’ennesima stagione fallimentare e tornare dove la storia della Juve impone di stare.

    Ci riusciremo?

    Ad oggi… direi proprio di no

  • Calcio

    Il nome non basta: perché il nuovo CT non salverà il calcio italiano

    Appena finito il Mondiale nordamericano, si torna subito a discutere sul prossimo CT azzurro.

    Pirlo, Mancini, Conte, Ranieri e ora si vocifera persino di un incontro tra Maldini e Guardiola. Ma siamo davvero sicuri che il nome altisonante sia la medicina alla pochezza del nostro movimento?

    Guardiamo i fatti: Carlo Ancelotti cos’ha ottenuto dalla Seleção? E Bielsa, da molti considerato un genio della tattica, cos’ha combinato al Mondiale?

    Guardiamo invece le due finaliste: De la Fuente e Scaloni non erano certo ritenuti due fenomeni della panchina, almeno sulla carta!

    Mi dispiace, ma il CT “di prestigio” non è la risposta a una situazione disastrosa come la nostra.

    E mi chiedo: eventualmente, quale risultato dovremmo pretendere da Pep?

    La semplice qualificazione al Mondiale 2030, i quarti, la vittoria finale? Il primo obiettivo mi sembra misero per un gigante della panchina come il catalano; l’ultimo, invece, del tutto irraggiungibile data la caratura tecnica dei nostri giocatori.

    E fidatevi, è assai improbabile che nei prossimi quattro anni nascano fior di campioni nella nostra amata penisola. E anche se nascessero… la vedo dura farli giocare in così tenera età! (Scusate, battuta pessima).

    Per l’ennesima volta, secondo il mio modesto parere, si sta cercando la scorciatoia sbagliata: la strada più veloce, ma anche la più illusoria.

    Per tornare davvero competitivi ci vorrà tempo, almeno 8-12 anni. Bisogna ripartire dalle giovanili e costruire una base solida di ragazzi su cui investire.

    Non so se sarò ancora qui a raccontarvelo tra dodici anni, ma il progetto deve essere per forza a lungo termine.

    Nel breve periodo accontentiamoci di partecipare al prossimo Europeo e al Mondiale 2030.

    Un passo alla volta: il divario con le altre grandi nazionali, oggi, è semplicemente troppo ampio.

  • Calcio,  Mondiali calcio 2026

    Mondiali 2026 – Assolo iberico: la Spagna conquista il Mondiale

    Si è concluso il Mondiale Made in USA: soccerfootball o calcio, chiamatelo come volete. Forse sarebbe più corretto fútbol, dato che a contendersi la finale sono state Spagna e Argentina.

    È stato un assolo iberico.

    Un dominio totale.

    Per 120 minuti, il gioco organizzato della Spagna ha avuto la meglio sulla garra e sulla fantasia argentina.

    Complimenti alla grandissima Spagna!

    Non credevo si sarebbe trattato di un simile monologo: solo la forza di volontà dell’Albiceleste, unita al peso enorme di una finale mondiale, ha impedito agli spagnoli di chiuderla nei 90 minuti regolamentari. Ma i valori visti in campo erano ben diversi.

    La Spagna ha impressionato. Per 119 minuti Messi e compagni non sono mai riusciti a tirare in porta. L’unico brivido? Un calcio d’angolo sul finire del secondo tempo supplementare. Veramente troppo poco!

    C’è poco altro da raccontare: ha vinto la squadra nettamente più forte. Ha vinto un collettivo guidato dal miglior giocatore del torneo, Rodri. Non è servito nemmeno il talento puro di Yamal per fare la differenza, il gol decisivo è stato segnato dal panchinaro Ferràn Torres (di certo non un “fenomeno”): la Spagna è stata un’orchestra perfetta. Raramente ho visto una nazionale giocare un calcio così armonioso e organizzato… sembrava quasi un club!

    Un mio caro amico lo avrebbe definito “pura poesia”.

    Anche l’età è dalla loro parte: dopo Europeo e Mondiale, questo ciclo potrebbe durare a lungo.

    È inutile girarci attorno: dopo il pareggio iniziale con Capo Verde (il calcio ha questo lato assurdo che lo rende unico), la Spagna ha letteralmente dominato ogni singola partita.

    Hanno vinto i più forti. Chapeau!

    P.S. Cara Italia: Cubarsí titolare in una finale mondiale a 19 anni… si può fare! Giocare a calcio non è come eseguire una toracotomia