• 90 Minuti di applausi,  Sport

    90 minuti di applausi: Kimi Antonelli ed il trionfo a Monza

    Dopo ben 60 anni dall’ultimo trionfo firmato da Ludovico Scarfiotti nel 1966, l’Italia torna finalmente a sul gradino più alto del podio a Monza. E a regalarci questo momento storico è un ragazzo prodigio: Kimi Antonelli.

    Un’impresa che contorna il mito e che si tinge ancor più di leggenda se guardiamo da dove è partita: dalla 19ª posizione in griglia.

    Una rimonta da antologia che stabilisce anche il nuovo record per la vittoria dalla posizione di partenza più arretrata nella storia del Gran Premio d’Italia.

    Leggenda a 19 anni? Questo è Kimi Antonelli!

    In queste ore qualcuno si chiede se l’Italia dei motori finisca per dividersi tra il tifo per la Ferrari e la passione travolgente per il talento puro di Kimi, ma la vera domanda è un’altra: che c’è di male nell’avere così tanta abbondanza?

    Godiamoci il momento!

    Con una prestazione del genere, sognare non è più un tabù: la corsa al Campionato Mondiale si fa sempre più concreta.

    Che fenomeno assoluto.

    Forza Kimi!

  • 90 Minuti di applausi,  Calcio,  Pensieri in libertà

    90 minuti di applausi: Marco Giampaolo – Il calvario del Maestro: verso l’immortalità!

    La vittoria all’esordio sulla panchina della Cremonese aveva gettato nel panico i fedelissimi di Marco Giampaolo: il Maestro aveva forse tradito se stesso?

    Com’era possibile che il Vate di Bellinzona iniziasse con un botto simile?

    Il sospetto è subito corso al lavoro pregresso di Nicola: c’era sicuramente il suo zampino dietro quel successo isolato.

    Il Maestro in versione “manga”. Concentrato e risoluto verso il successo!

    Fortunatamente, si è trattato solo di un passo falso.

    Le partite successive hanno riportato l’ordine naturale delle cose: dei tre punti non è rimasta nemmeno l’ombra, ma un pareggio e ben quattro sconfitte!

    Ed ora?

    La retrocessione è diventata una rassicurante certezza. D’altronde lo sappiamo: l’(in)successo è parte integrante del suo DNA, un marchio di fabbrica che non delude mai.

    Ma il vero tocco di classe, il capolavoro tattico definitivo, deve ancora compiersi: la sconfitta casalinga contro il Pisa ultimo in classifica, con annessa retrocessione quasi matematica. Se riuscisse in questa impresa, il Maestro raggiungerebbe finalmente l’immortalità sportiva.

    Si scherza, ovviamente… Amiamo tutti Marco Giampaolo (o almeno, lo amano i tifosi delle squadre avversarie)!

  • 90 Minuti di applausi,  Sport

    90 minuti di applausi: Alice Bellandi – la Regina Assoluta” del judo!

    Alice Bellandi scrive la storia del judo italiano: è la prima a vincere la Tripla Corona; Campionessa Olimpica (Parigi 24) Mondiale (Budapest 25) e ora anche d’Europa (Tblisi 26).

    Alice: Dominio totale nella categoria -78 kg

    Una carriera perfetta che a 27 anni ha raggiunto ogni traguardo.

    Ora il riposo sarebbe più che meritato, ma Alice ha ancora fame di vittorie?

    Io scommetto di sì!

  • 90 Minuti di applausi

    90 minuti di applausi: Basta tatticismi: in Europa si corre, in Italia si cammina.

    Ieri sera ho assistito a Real Madrid – Bayern Monaco e sono rimasto colpito…

    …Dalla tecnica vista in campo? Assolutamente no.

    Vinicius ha fallito un gol a porta vuota e ho visto disimpegni difensivi da brividi, con palloni persi stupidamente in zone pericolosissime.

    Eppure, il ritmo a cui venivano commessi anche questi errori era pazzesco.

    Il Bayern ha mantenuto un pressing alto e aggressivo per 70 minuti; il Real è uscito alla distanza solo negli ultimi venti, ma le sue ripartenze fulminee hanno tenuto la difesa tedesca in costante apnea.

    Lo ripeto: non ho visto giocate trascendentali e ormai nessuno sembra più capace di calciare una punizione come si deve. Ma in Europa si corre. Tutto parte da un arbitraggio che non fischia con la frequenza asfissiante della Serie A, permettendo al gioco di fluire.

    Ma qui sorge spontanea la domanda: com’è possibile che nel nostro campionato non ci sia la stessa fisicità? La Serie A è sempre stata considerata una palestra formativa d’eccellenza.

    Prendiamo allenatori come Conte, un “sergente di ferro”: perché è riuscito a tenere ritmi altissimi in Premier League con il Chelsea, mentre col Napoli non è andata allo stesso modo? Mostrando invece uns squadra uscita prematuramente dalla Coppa Italia e che in Champions ha trotterellato senza mordente.

    Forse la risposta è quella che sostengo da sempre: è il livello degli interpreti a fare la differenza.

    Guardiamo le panchine di ieri: Kompany e Arbeloa… con tutto il rispetto, chi sono? La verità è nuda e cruda: le squadre più forti d’Europa sono quelle più ricche e gestite da dirigenti competenti.

    Poter spendere aiuta, ma spendere male affossa (ogni riferimento alla Juventus è puramente voluto).

    Sono i campioni a decidere i match.

    Mi spiace per gli “esteti” che si esaltano davanti a un 4-4-2 o a un falso nueve: siete ridicoli.

    Il calcio è dei calciatori.

  • 90 Minuti di applausi,  Tennis

    90 minuti di applausi: Altro che 90… 900 minuti di applausi per il tennis italiano!

    90? Direi 900 minuti di applausi al tennis italiano!

    Al Master 1000 di Miami abbiamo portato in finale: Jannik Sinner nel singolare maschile, la coppia PaoliniErrani nel doppio femminile e il duo BolelliVavassori nel doppio maschile.

    Dominio: TOTALE!

    Il match del “fenomeno dai capelli rossi” a cui ho assistito ha del surreale. La partita disputata da Zverev è stata impeccabile. No, non “quasi” perfetta: è stata perfetta.

    Il tennista tedesco non avrebbe potuto produrre un tennis più incisivo, preciso, aggressivo e performante di quello visto ieri. Il numero 3 al mondo ha giocato su livelli inimmaginabili. Eppure…

    …eppure ha perso due set a zero! Sinceramente, non me ne capacito.

    Prestazione mostruosa per il fenomenale Jannik Sinner!!!

    Sinner, dal canto suo, nel primo set ha servito con medie da extraterrestre. Ha tenuto duro nei punti più “pesanti” e ha piazzato la zampata del fuoriclasse nel tie-break del secondo set.

    Un’autentica lezione da maestro.

    Ormai gli aggettivi per questo ragazzo sono ampiamente esauriti.

    Ed ora, testa alla finale.

    Non sarà una passeggiata, ma con uno Jannik così… agli avversari rimangono soltanto le briciole.

    Forza azzurri! (Quelli veri, mica quelli del calcio).

  • 90 Minuti di applausi,  Juventus

    Chi ha fatto palo? Juventus: Senza leader e senz’anima: perché la “cura Spalletti” non basta ancora

    Analisi Critica: Il Momento della Juventus

    Non c’è niente da fare: quest’anno la Juve non riesce proprio a trovare continuità. Ogni volta che la squadra è chiamata a compiere l’ultimo passo verso una stagione quantomeno sufficiente — ovvero blindare la qualificazione in Champions — puntualmente si blocca.

    Mancanza di Carattere e Leadership

    Anche ieri sera abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione di come i bianconeri siano privi di personalità e di veri leader. Dopo un primo tempo dominato, il gruppo è andato in totale confusione subito dopo il pareggio del Sassuolo. Non c’è stata una reazione rabbiosa, né tantomeno ordinata; sono emerse solo tanta disorganizzazione e altrettanta paura.

    Ieri Kenan non ha brillato, rimani comunque un campionissimo!

    Il rigore sbagliato da Locatelli — che non mi sento di criticare eccessivamente, vista la buona stagione disputata dall’avvento di Spalletti — è stato calciato con il terrore negli occhi e nelle gambe. Un rigore si può sbagliare, succede spesso ultimamente e non solo alla Juve, ma non può trasformarsi in un “passaggio al portiere”. È il sintomo evidente che la palla pesava come un macigno tra i piedi del capitano.

    Il Fallimento del Mercato

    Spalletti l’ha capito: a questa rosa mancano qualità e carisma. I cambi di ieri hanno evidenziato, ancora una volta, quanto gli acquisti estivi siano stati errati. Sono entrati Milik, al rientro dopo un’assenza di due anni, e un Vlahovic non ancora pienamente recuperato da un brutto infortunio.

    Di David e Openda non c’è stata traccia: 6 milioni di ingaggio e 47 di riscatto che non hanno visto il campo.

    Per non parlare dell’ingresso di Koopmeiners: impatto nullo, nessuna scossa alla manovra. Al momento, 60 milioni sembrano letteralmente buttati.


    Conclusioni

    Solo la dirigenza sembra non voler capire che questa squadra è stata costruita per lottare per l’Europa “minore” e non per i vertici. L’eliminazione dalla Champions non ha cambiato nulla: non era una questione di doppio impegno, ma di interpreti.

    Bisogna rassegnarsi: sono gli uomini che scendono in campo a fare la differenza.

    So di sembrare un disco rotto, ma evidentemente è necessario ribadirlo a chi di calcio capisce ben poco, vertici bianconeri inclusi.

    Speriamo che la “cura Spalletti” porti frutti per la prossima stagione, perché questa è ormai andata totalmente a ramengo.

  • 90 Minuti di applausi

    90 minuti di applausi: Oltre la vetta: Andrea Kimi Antonelli e il trionfo che aspettavamo da vent’anni.

    Nel mio blog parlo di viaggi: quelli che durano una vita, mete ambite, traguardi sudati e vette conquistate.

    Oggi, però, voglio celebrare il viaggio straordinario di un ragazzo italiano di soli 19 anni che ha appena scritto una pagina di storia sportiva.

    Cos’hai fatto, Kimi???

    Dopo vent’anni di attesa, l’Italia torna finalmente a trionfare in un Gran Premio di Formula 1 grazie ad Andrea Kimi Antonelli.

    Pensate che l’ultima vittoria azzurra risaliva al 19 marzo 2006, quando Giancarlo Fisichella s’impose nel GP di Malesia. Erano passati esattamente vent’anni: Kimi non era nemmeno nato!

    Ormai è sulla bocca di tutti: alla guida della sua Mercedes, Antonelli ha dominato il Gran Premio di Cina, portando a casa anche pole position e giro veloce.

    È il secondo pilota più giovane della storia a vincere una gara (dietro solo a Max Verstappen), ma detiene già record impressionanti:

    • Pilota più giovane a segnare il giro veloce: 18 anni, 7 mesi e 11 giorni (GP Giappone 2025).
    • Pilota più giovane in testa a un Gran Premio: 18 anni, 7 mesi e 11 giorni.
    • Maggior numero di punti nella stagione di debutto: 150 (nel 2025).
    • Pilota più giovane a conquistare una pole position: 19 anni, 6 mesi e 18 giorni.

    Un autentico fenomeno di precocità che ha saputo mantenere una semplicità disarmante; quello che definiremmo, con affetto, un “bravo ragazzo”.

    Sono certo che questa vittoria sia solo il primo passo verso la scalata al Campionato del Mondo.

    E se a esaltare le tue gesta arrivano i complimenti di leggende come Alberto Tomba e fuoriclasse come Jannik Sinner, allora è chiaro: il futuro è tutto tuo, Andrea!

  • 90 Minuti di applausi,  Tennis

    90 minuti di applausi: Sinner e la memoria corta: ma non era un bluff?

    Ma non era finito?

    Per alcuni “tifosi” era solo un bluff.

    Sì, avete capito bene: sto parlando del fenomeno: Jannik Sinner.

    Viviamo in un mondo di scettici seriali, incapaci di cogliere il livello stratosferico del tennis attuale. Gente che etichetta come un “fallimento” una semifinale Slam (persa in cinque set contro Djokovic in Australia) o un quarto di finale in un ATP 500.

    Oops I did it again!

    Viene da chiedersi, allora, come abbiano interpretato la sua recente cavalcata a Indian Wells.

    Jannik ha conquistato il suo primo titolo nel deserto californiano senza concedere nemmeno un set.

    Con questo trionfo, ha completato la collezione dei Master 1000 sul cemento, aggiungendo l’ultimo tassello dopo Miami, Canada, Cincinnati, Shanghai e Parigi. È solo il terzo tennista della storia a riuscirci, eguagliando Federer e Djokovic. Non proprio due passanti.

    E che dire di Alcaraz, eliminato in semifinale da Medvedev? Lo darete per finito? In fase calante anche lui?

    La verità è che troppa gente non mastica affatto di sport.

    È un concetto che non ribadirò mai abbastanza: guardate pure tutto lo sport che volete, ma evitate di commentarlo. Spesso non siete in grado di interpretare ciò che i vostri occhi stanno vedendo.

    Ora Jannik dovrà affrontare la terra rossa, storicamente la superficie a lui più ostile.

    Un consiglio: non decretatene la fine della carriera se non dovesse vincere ogni singolo match.

    Fatevene una ragione: lui è già leggenda.