• 90 Minuti di applausi,  Calcio,  Europa League 2026-27,  Juventus

    90 minuti di applausi: Una cinquina per voltare pagina

    5-0: chi lo avrebbe mai detto?

    Cinque gol della Juventus in una singola partita? Credo non succedesse da intere ere geologiche.

    Sì, d’accordo, siamo onesti: l’avversario poteva tranquillamente giocare nella nostra Serie C — o Lega Pro, o come diavolo si chiama adesso, che tanto non cambia un cazzo.

    Però, lasciatemelo dire: che bella sensazione.

    Speriamo possa essere un nuovo inizio per tutti!

    Dietro non abbiamo mai corso un rischio, ma è davanti che si è vista la vera magia. Ho visto un Alajbegovic ispiratissimo: amo già questo ragazzo!

    Devo ammettere che anche Nico si è dato parecchio da fare, e sapete bene quanto io non sia mai tenero con lui. 

    Woltemade mi ha convinto molto più di Kolo Muani, e persino Sarr, alla sua prima da titolare, non ha affatto sfigurato.

    “È solo una partita”, diranno i soliti espertoni del cazzo. Ma alla fine tutte le sfide, prese singolarmente, sono soltanto “una partita” — un’affermazione del genere non significa un cazzo di niente.

    Io credo che: Vincere aiuti a vincere. Serve a costruire fiducia in se stessi, e questa squadra, priva di veri leader, ne ha un bisogno viscerale.

    Forse ne avevo bisogno anch’io. Perché oggi ho preso una decisione enorme: ho scelto di interrompere il rapporto di lavoro che mandavo avanti da 3 anni.

    È un momento estremamente stressante, inutile nasconderlo. Le incognite pesano, ma a volte bisogna tagliare i ponti per ritrovare l’ossigeno, proprio come fa una squadra che decide finalmente di sbloccarsi e giocare a viso aperto.

    A presto per altri aggiornamenti. Intanto mi tengo stretta questa sensazione.

  • 90 Minuti di applausi,  Atletica

    90 (+90) Minuti di applausi: Oltre ogni Limite: Il Capolavoro di Gimbo e l’Impresa da Record di Pernici

    90? Ma che dico: 180 minuti di applausi per i fenomeni dell’atletica azzurra!

    In copertina c’è immancabilmente Gianmarco Tamberi — e chi non lo conosce? — affiancato da Francesco Pernici, l’uomo che ha riscritto la storia degli 800 metri piani cancellando lo storico primato di Marcello Fiasconaro che resisteva da oltre mezzo secolo.

    Quanto fatto vedere da Gianmarco Tamberi all’Ultimate Championship ha dell’incredibile: valicare l’asticella a 2,37 metri, firmando la miglior prestazione mondiale stagionale, ha un che di surreale.

    Gimbo ormai ha sconfinato nel divino. Non esistono aggettivi in grado di difinire la sua grandezza!

    Con questa vittoria, Gimbo può dire ufficialmente di aver vinto proprio: TUTTO!!

    Come abbiamo ripetuto spesso in passato: Tamberi è già andato ben oltre la leggenda, sconfinando in una dimensione quasi divina della competizione.

    Ma anche il giovane Francesco Pernici si è spinto oltre limiti che, per l’atletica italiana, sembravano ormai inavvicinabili. Fermare il cronometro a 1’42″67 significa non solo abbattere il muro storico dell’1’43”, ma sbriciolare il precedente record di ben 93 centesimi. Una prestazione semplicemente folle, irreale!

    Che prestazione! Che fenomeno: Francesco Permici! L’atletica italiana è in ottime mani!!

    Un’ultima menzione, ma non certo per importanza, va al magnifico trionfo di Larissa Iapichino nel salto in lungo, sempre nel contesto dell’Ultimate Championship.

    Grazie ragazzi, ci avete fatto sognare!

  • 90 Minuti di applausi,  Sport

    90 minuti di applausi: Kimi Antonelli ed il trionfo a Monza

    Dopo ben 60 anni dall’ultimo trionfo firmato da Ludovico Scarfiotti nel 1966, l’Italia torna finalmente a sul gradino più alto del podio a Monza. E a regalarci questo momento storico è un ragazzo prodigio: Kimi Antonelli.

    Un’impresa che contorna il mito e che si tinge ancor più di leggenda se guardiamo da dove è partita: dalla 19ª posizione in griglia.

    Una rimonta da antologia che stabilisce anche il nuovo record per la vittoria dalla posizione di partenza più arretrata nella storia del Gran Premio d’Italia.

    Leggenda a 19 anni? Questo è Kimi Antonelli!

    In queste ore qualcuno si chiede se l’Italia dei motori finisca per dividersi tra il tifo per la Ferrari e la passione travolgente per il talento puro di Kimi, ma la vera domanda è un’altra: che c’è di male nell’avere così tanta abbondanza?

    Godiamoci il momento!

    Con una prestazione del genere, sognare non è più un tabù: la corsa al Campionato Mondiale si fa sempre più concreta.

    Che fenomeno assoluto.

    Forza Kimi!

  • 90 Minuti di applausi,  Calcio,  Pensieri in libertà

    90 minuti di applausi: Marco Giampaolo – Il calvario del Maestro: verso l’immortalità!

    La vittoria all’esordio sulla panchina della Cremonese aveva gettato nel panico i fedelissimi di Marco Giampaolo: il Maestro aveva forse tradito se stesso?

    Com’era possibile che il Vate di Bellinzona iniziasse con un botto simile?

    Il sospetto è subito corso al lavoro pregresso di Nicola: c’era sicuramente il suo zampino dietro quel successo isolato.

    Il Maestro in versione “manga”. Concentrato e risoluto verso il successo!

    Fortunatamente, si è trattato solo di un passo falso.

    Le partite successive hanno riportato l’ordine naturale delle cose: dei tre punti non è rimasta nemmeno l’ombra, ma un pareggio e ben quattro sconfitte!

    Ed ora?

    La retrocessione è diventata una rassicurante certezza. D’altronde lo sappiamo: l’(in)successo è parte integrante del suo DNA, un marchio di fabbrica che non delude mai.

    Ma il vero tocco di classe, il capolavoro tattico definitivo, deve ancora compiersi: la sconfitta casalinga contro il Pisa ultimo in classifica, con annessa retrocessione quasi matematica. Se riuscisse in questa impresa, il Maestro raggiungerebbe finalmente l’immortalità sportiva.

    Si scherza, ovviamente… Amiamo tutti Marco Giampaolo (o almeno, lo amano i tifosi delle squadre avversarie)!

  • 90 Minuti di applausi,  Sport

    90 minuti di applausi: Alice Bellandi – la Regina Assoluta” del judo!

    Alice Bellandi scrive la storia del judo italiano: è la prima a vincere la Tripla Corona; Campionessa Olimpica (Parigi 24) Mondiale (Budapest 25) e ora anche d’Europa (Tblisi 26).

    Alice: Dominio totale nella categoria -78 kg

    Una carriera perfetta che a 27 anni ha raggiunto ogni traguardo.

    Ora il riposo sarebbe più che meritato, ma Alice ha ancora fame di vittorie?

    Io scommetto di sì!

  • 90 Minuti di applausi

    90 minuti di applausi: Basta tatticismi: in Europa si corre, in Italia si cammina.

    Ieri sera ho assistito a Real Madrid – Bayern Monaco e sono rimasto colpito…

    …Dalla tecnica vista in campo? Assolutamente no.

    Vinicius ha fallito un gol a porta vuota e ho visto disimpegni difensivi da brividi, con palloni persi stupidamente in zone pericolosissime.

    Eppure, il ritmo a cui venivano commessi anche questi errori era pazzesco.

    Il Bayern ha mantenuto un pressing alto e aggressivo per 70 minuti; il Real è uscito alla distanza solo negli ultimi venti, ma le sue ripartenze fulminee hanno tenuto la difesa tedesca in costante apnea.

    Lo ripeto: non ho visto giocate trascendentali e ormai nessuno sembra più capace di calciare una punizione come si deve. Ma in Europa si corre. Tutto parte da un arbitraggio che non fischia con la frequenza asfissiante della Serie A, permettendo al gioco di fluire.

    Ma qui sorge spontanea la domanda: com’è possibile che nel nostro campionato non ci sia la stessa fisicità? La Serie A è sempre stata considerata una palestra formativa d’eccellenza.

    Prendiamo allenatori come Conte, un “sergente di ferro”: perché è riuscito a tenere ritmi altissimi in Premier League con il Chelsea, mentre col Napoli non è andata allo stesso modo? Mostrando invece uns squadra uscita prematuramente dalla Coppa Italia e che in Champions ha trotterellato senza mordente.

    Forse la risposta è quella che sostengo da sempre: è il livello degli interpreti a fare la differenza.

    Guardiamo le panchine di ieri: Kompany e Arbeloa… con tutto il rispetto, chi sono? La verità è nuda e cruda: le squadre più forti d’Europa sono quelle più ricche e gestite da dirigenti competenti.

    Poter spendere aiuta, ma spendere male affossa (ogni riferimento alla Juventus è puramente voluto).

    Sono i campioni a decidere i match.

    Mi spiace per gli “esteti” che si esaltano davanti a un 4-4-2 o a un falso nueve: siete ridicoli.

    Il calcio è dei calciatori.

  • 90 Minuti di applausi,  Tennis

    90 minuti di applausi: Altro che 90… 900 minuti di applausi per il tennis italiano!

    90? Direi 900 minuti di applausi al tennis italiano!

    Al Master 1000 di Miami abbiamo portato in finale: Jannik Sinner nel singolare maschile, la coppia Paolini–Errani nel doppio femminile e il duo Bolelli–Vavassori nel doppio maschile.

    Dominio: TOTALE!

    Il match del “fenomeno dai capelli rossi” a cui ho assistito ha del surreale. La partita disputata da Zverev è stata impeccabile. No, non “quasi” perfetta: è stata perfetta.

    Il tennista tedesco non avrebbe potuto produrre un tennis più incisivo, preciso, aggressivo e performante di quello visto ieri. Il numero 3 al mondo ha giocato su livelli inimmaginabili. Eppure…

    …eppure ha perso due set a zero! Sinceramente, non me ne capacito.

    Prestazione mostruosa per il fenomenale Jannik Sinner!!!

    Sinner, dal canto suo, nel primo set ha servito con medie da extraterrestre. Ha tenuto duro nei punti più “pesanti” e ha piazzato la zampata del fuoriclasse nel tie-break del secondo set.

    Un’autentica lezione da maestro.

    Ormai gli aggettivi per questo ragazzo sono ampiamente esauriti.

    Ed ora, testa alla finale.

    Non sarà una passeggiata, ma con uno Jannik così… agli avversari rimangono soltanto le briciole.

    Forza azzurri! (Quelli veri, mica quelli del calcio).

  • 90 Minuti di applausi,  Juventus

    Chi ha fatto palo? Juventus: Senza leader e senz’anima: perché la “cura Spalletti” non basta ancora

    Analisi Critica: Il Momento della Juventus

    Non c’è niente da fare: quest’anno la Juve non riesce proprio a trovare continuità. Ogni volta che la squadra è chiamata a compiere l’ultimo passo verso una stagione quantomeno sufficiente — ovvero blindare la qualificazione in Champions — puntualmente si blocca.

    Mancanza di Carattere e Leadership

    Anche ieri sera abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione di come i bianconeri siano privi di personalità e di veri leader. Dopo un primo tempo dominato, il gruppo è andato in totale confusione subito dopo il pareggio del Sassuolo. Non c’è stata una reazione rabbiosa, né tantomeno ordinata; sono emerse solo tanta disorganizzazione e altrettanta paura.

    Ieri Kenan non ha brillato, rimani comunque un campionissimo!

    Il rigore sbagliato da Locatelli — che non mi sento di criticare eccessivamente, vista la buona stagione disputata dall’avvento di Spalletti — è stato calciato con il terrore negli occhi e nelle gambe. Un rigore si può sbagliare, succede spesso ultimamente e non solo alla Juve, ma non può trasformarsi in un “passaggio al portiere”. È il sintomo evidente che la palla pesava come un macigno tra i piedi del capitano.

    Il Fallimento del Mercato

    Spalletti l’ha capito: a questa rosa mancano qualità e carisma. I cambi di ieri hanno evidenziato, ancora una volta, quanto gli acquisti estivi siano stati errati. Sono entrati Milik, al rientro dopo un’assenza di due anni, e un Vlahovic non ancora pienamente recuperato da un brutto infortunio.

    Di David e Openda non c’è stata traccia: 6 milioni di ingaggio e 47 di riscatto che non hanno visto il campo.

    Per non parlare dell’ingresso di Koopmeiners: impatto nullo, nessuna scossa alla manovra. Al momento, 60 milioni sembrano letteralmente buttati.


    Conclusioni

    Solo la dirigenza sembra non voler capire che questa squadra è stata costruita per lottare per l’Europa “minore” e non per i vertici. L’eliminazione dalla Champions non ha cambiato nulla: non era una questione di doppio impegno, ma di interpreti.

    Bisogna rassegnarsi: sono gli uomini che scendono in campo a fare la differenza.

    So di sembrare un disco rotto, ma evidentemente è necessario ribadirlo a chi di calcio capisce ben poco, vertici bianconeri inclusi.

    Speriamo che la “cura Spalletti” porti frutti per la prossima stagione, perché questa è ormai andata totalmente a ramengo.