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Chi ha fatto Pa(o)lo? L’ennesimo capolavoro del “Maestro” Marco Giampaolo
L’articolo era rimasto a prendere polvere tra le bozze, ma di fronte a certi eventi ci sentiamo in dovere di dedicare qualche riga al “Maestro”.
Di chi stiamo parlando?
È lui, o non è lui?? Cerrrto che è lui:
Marco Giampaolo.

Un vero masterpiece!!! Dopo un avvio zoppicante in Serie B condito da due sconfitte consecutive, il mister è riuscito nella non facile impresa di farsi esonerare subito dopo una vittoria in Coppa Italia contro il Parma, club di Serie A.
Un tempismo perfetto, un’altra perla sportiva firmata da un allenatore che non smette mai di stupirci.
Sebbene il suo vero capolavoro rimanga la brevissima e disastrosa parentesi sulla panchina del Milan, essere sollevato dall’incarico dopo aver battuto una squadra di categoria superiore ha quel sapore di controsenso che solo lui sa regalare.
Un colpo da maestro vero.
Comunque niente paura, Marco: mantieni la calma. Siamo certi che tra un paio di mesi, puntuale come sempre, arriverà la chiamata di un top club 🙂
Perché la vera magia è proprio questa: incredibile ma vero, il “Maestro” non rimane mai senza panchina!!
Noi di NV saremo comunque sempre qui a fare il tifo per te.
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L’ultimo traguardo del Capitano: addio a Varenne, la leggenda del trotto
Con la scomparsa di Varenne a 31 anni, se ne va molto più di un gigante dell’ippica: perde il cuore un pezzo intero di storia dello sport italiano.

Buon viaggio, Campione! - Il mito dell’impossibile: Il Capitano non correva semplicemente, dominava con un’eleganza e una potenza che davano la sensazione irripetibile dell’invincibilità.
- L’orgoglio tricolore: Nei primi anni 2000, le sue imprese da Vincennes a Meadowlands fino a Solvalla hanno fatto innamorare un Paese intero, portando il trotto al centro delle domeniche italiane.
- Un’eredità eterna: 62 vittorie su 73 corse, il Grande Slam bissato, record del mondo frantumati.
Ora corre libero altrove, ma l’impronta che ha lasciato sul rettilineo della memoria non si cancellerà mai.
Buon viaggio, Campione.
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In ferie, ma travolto dall’orgoglio azzurro: le imprese indimenticabili dello sport italiano
Non pensavo che durante le mie vacanze in Francia avrei sentito l’urgenza di fermarmi a scrivere di sport. E invece, di fronte a prestazioni così mostruose, è impossibile rimanere in silenzio. Sono realmente senza parole.

Ormai Nadia ci ha abituati solo al metallo più prezioso! La giornata di ieri rimarrà scolpita a lungo nel mio cuore e nei libri di storia dello sport azzurro. Abbiamo assistito a qualcosa di straordinario: la splendida doppietta d’oro di Simona Quadarella negli 800 e 1500 stile libero agli Europei di Nuoto, le prodezze della giovanissima Sara Curtis,

Simona ha poi doppiato la prima medaglia con l’oro nei 1500! la fame e la classe di Nadia Battocletti, regina incontrastata nei 5000 e 10.000 metri, la grande prestazione di Dariya Derkach nel salto triplo e, infine, l’ennesima gemma dell’infinito, leggendario, divino Gianmarco Tamberi nel salto in alto.

La leggenda di Gimbo è finita! Con lui si sconfina nel DIVINO! Grazie a tutti questi atleti per le emozioni purissime e travolgenti che ci hanno regalato. Questo è solo un assaggio: tornerò molto presto a parlare di ognuno di loro!
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È morto Livio Berruti
Lutto nel mondo dello sport italiano: a 87 anni è morto Livio Berruti, leggenda ed eroe dell’atletica leggera italiana.
Vinse un mitico oro all’Olimpiade di Roma del 1960 nei 200 metri.

Riposa in pace Leggenda Nel 2006 era stato uno degli otto italiani portatori della bandiera olimpica alla cerimonia di chiusura dei Giochi invernali di Torino, la sua città.
Riposa in pace leggenda.
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Addio Franco
Si è spento oggi Franco Baresi. Uno dei più grandi difensori della storia del calcio mondiale.
Un giocatore da pallone d’oro. Una bandiera.il capitano.

Franco: I campioni sono per sempre Fuori da ogni retorica: il tuo ricordo sarà eterno.
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1982 Campioni del Mondo – 11 Luglio 1982 la notte del Terzo Mondiale
11 luglio 1982: un’altra data che rimarrà per sempre impressa nella mente di noi italiani.

Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo!!! È stata la notte del terzo mondiale, dell’urlo di Tardelli, della gioia del presidente Pertini e della partita a scopone in aereo…

Immagini di un’Italia felice, forse ingenua, ma un’Italia che oggi faccio fatica a vedere Avevo soltanto tre anni, ma questa partita l’ho vissuta!
Quella finale non è stata solo una partita di calcio, ma un rito collettivo che ha ridefinito il nostro orgoglio nazionale.
E forse la magia sta proprio qui: non importa quanti anni avessi in quel preciso momento, o se non fossi ancora nato. Ci sono storie così potenti che superano il tempo e si trasmettono di generazione in generazione, diventando ricordi condivisi.
Ecco perché, ogni volta che rivedo l’urlo di Tardelli o il sorriso di Pertini, sento che quel pezzo di storia appartiene anche a me.
Perché l’11 luglio 1982, in fondo, c’eravamo tutti.
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2006 – Campioni del Mondo: Sono già passati 20 anni da quella magica notte!!!

Grazie eroi! Il 9 luglio 2006, l’Italia diventava Campione del Mondo per la quarta volta. Sono passati esattamente vent’anni da quella notte indimenticabile a Berlino.
È il Mondiale della MIA generazione. È il Mondiale che ho vissuto con i miei amici, con la mia famiglia.
Vent’anni sono volati, le nostre vite sono cambiate, ma quell’urlo di Fabio Caressa, il rigore decisivo di Fabio Grosso e la coppa alzata al cielo rimarranno per sempre impressi nella nostra memoria.
Perché ci sono notti che non sbiadiscono mai. E quella rimarrà, per sempre, la notte più bella della nostra giovinezza.
Grazie eroi!
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Ciao Igor
Oggi il mondo del calcio perde non solo un bomber straordinario, ma un esempio di passione, fedeltà e totale dedizione alla causa.
Igor Protti ha cessato di soffrire, lasciando un vuoto immenso in tutti coloro che hanno amato la sua generosità in campo e la sua signorilità fuori.

Non ti dimenticheremo mai, Campione! Capocannoniere indimenticabile, capace di scalare le classifiche dei marcatori con la stessa umiltà con cui correva su ogni pallone, Igor ha incarnato l’essenza più pura dello sport: l’attaccamento alla maglia, il rispetto per i tifosi e la dignità in ogni singola sfida, fino all’ultima, la più difficile.
Ci stringiamo attorno alla sua famiglia e a tutte le tifoserie che hanno avuto il privilegio di averlo come capitano e bandiera.
Grazie di tutto, Igor. Il tuo ricordo e i tuoi gol resteranno per sempre nella storia del nostro calcio.
Riposa in pace.