• Calcio,  Mondiali calcio 2026

    Qualificazioni Mondiali 26: Bosnia 1-1 Italia si va ai supplementari… Italia OUT!

    Sto ancora imprecando…

    In questo momento non mi interessa fare un’analisi lucida; voglio solo sfogare la mia rabbia contro una squadra che ha subito passivamente per novanta minuti.

    È inaccettabile essere rimasti in balia di una squadra di nullità.

    Pazzesco.

    Il dramma è ormai alle porte: il baratro si sta aprendo davanti all’Italia.

    Rigoristi assurdi: Pio Esposito che al posto dei piedi ha due martelli, Cristante, ma dai…

    Giusto uscire!!!

    VERGOGNA!!!!!

    Abbiamo fatto schifo!!!!

  • Calcio,  Mondiali calcio 2026

    Qualificazioni Mondiali 26: Rino portaci in America!

    Stasera ci giochiamo l’accesso al Mondiale 2026.

    Destinazione: Bosnia.

    Lo stadio è piccolo e il tifo, a quanto leggo, sarà infernale. Una vera e propria trappola.

    Detto tra noi? Sono proprio curioso di vedere se sarà davvero una bolgia.

    Dobbiamo avere paura? 

    Se fossimo l’Italia di qualche decennio fa, avrei risposto con un secco “no”.

    Oggi? Beh, non direi paura, ma prudenza sì.

    Non bisogna sottovalutare un avversario che si gioca, in un match da dentro o fuori, una storica qualificazione (mi risulta che la Bosnia vanti una sola partecipazione mondiale).

    Una premessa è d’obbligo: non è vero che loro giocheranno con meno pressione di noi; l’obiettivo è identico per entrambi.

    Scorrendo la formazione avversaria, non vedo né Mbappé né Rodri. Nessun fuoriclasse assoluto.

    È vero, l’Italia non ha più i vari Baggio, Del Piero o Totti, ma giocatori come Donnarumma, Tonali, Dimarco e Barella sono talenti che tutto il mondo ci invidia.

    E allora, come si conquista la qualificazione? 

    Purtroppo, in Italia, sembra che abbiamo smarrito la risposta a questa domanda. In caso contrario, non avremmo fallito l’appuntamento nelle ultime due edizioni.

    Nonostante i ragionevoli dubbi, questa resta una tappa fondamentale nel percorso di Gattuso e di tutti noi tifosi.

    Nelle ultime quattro edizioni del Mondiale, l’Italia ha collezionato due eliminazioni al primo turno e due mancate qualificazioni: troppi ragazzi non hanno mai vissuto la vera tensione di un Mondiale.

    Rino, portaci in America!

  • Ispirazioni,  Sport,  Tennis

    Aria di cambiamento: quando il tricolore domina il mondo (e oscura il pallone)

    Più che i classici “90 minuti di applausi”, vorrei osservare i recenti successi azzurri sotto un’ottica diversa: in Italia spira un’aria di cambiamento profondo.

    Qualcuno obietterà: “Sinner non è certo una novità”.

    Verissimo, ma è innegabile che, a livello mediatico, il tennista altoatesino stia strappando le prime pagine al calcio, un’impresa ritenuta impensabile prima del suo avvento.

    Notte insonne per Sinner e per…

    E che dire di Kimi Antonelli in Formula 1?

    Da quanto tempo un italiano non vinceva due Gran Premi consecutivi? Da quanto tempo un nostro pilota non guidava la classifica del mondiale?

    Vedere il tifo nazionale dividersi tra un singolo pilota e il mito Ferrari è un evento epocale.

    Kimi Antonelli: Un fenomeno di neanche vent’anni!

    Lo spettacolo continua sulle due ruote: Bezzecchi e l’Aprilia hanno scalzato il binomio Bagnaia-Marquez e la Ducati dal trono della MotoGP.

    Con tre vittorie su tre in questo inizio di stagione — che diventano cinque consecutive se contiamo il finale dello scorso campionato — il dominio è assoluto.

    3 vittorie su 3 gare. Prima pozione mondiale. Marco Bezzecchi: la perfezione su due ruote!

    A completare il quadro, non posso dimenticare il trionfo di Bolelli e Vavassori nel doppio a Miami.

    È un’Italia che sa rinnovarsi e che continua a dominare la scena internazionale.

    Semplicemente fantastico.

    Manca solo un ultimo tassello perché questo weekend possa definirsi perfetto, ma quella… è una questione privata.

  • 90 Minuti di applausi,  Tennis

    90 minuti di applausi: Altro che 90… 900 minuti di applausi per il tennis italiano!

    90? Direi 900 minuti di applausi al tennis italiano!

    Al Master 1000 di Miami abbiamo portato in finale: Jannik Sinner nel singolare maschile, la coppia PaoliniErrani nel doppio femminile e il duo BolelliVavassori nel doppio maschile.

    Dominio: TOTALE!

    Il match del “fenomeno dai capelli rossi” a cui ho assistito ha del surreale. La partita disputata da Zverev è stata impeccabile. No, non “quasi” perfetta: è stata perfetta.

    Il tennista tedesco non avrebbe potuto produrre un tennis più incisivo, preciso, aggressivo e performante di quello visto ieri. Il numero 3 al mondo ha giocato su livelli inimmaginabili. Eppure…

    …eppure ha perso due set a zero! Sinceramente, non me ne capacito.

    Prestazione mostruosa per il fenomenale Jannik Sinner!!!

    Sinner, dal canto suo, nel primo set ha servito con medie da extraterrestre. Ha tenuto duro nei punti più “pesanti” e ha piazzato la zampata del fuoriclasse nel tie-break del secondo set.

    Un’autentica lezione da maestro.

    Ormai gli aggettivi per questo ragazzo sono ampiamente esauriti.

    Ed ora, testa alla finale.

    Non sarà una passeggiata, ma con uno Jannik così… agli avversari rimangono soltanto le briciole.

    Forza azzurri! (Quelli veri, mica quelli del calcio).

  • Calcio,  Mondiali calcio 2026

    Qualificazioni Mondiali 26 – Vittoria di nervi: Tonali trascina un’Italia contratta verso il sogno americano.

    Primo ostacolo: superato!

    L’Italia si impone per 2-0 su una coriacea Irlanda del Nord e ora agli Azzurri manca un solo passo per staccare il pass per i prossimi Mondiali.

    È stata una bella partita? No. 

    L’Italia era nervosa? Decisamente sì. 

    Abbiamo rischiato? In realtà, non credo che Donnarumma abbia dovuto compiere una sola parata nell’arco dei 90 minuti.

    Ad onor del vero, nessuno tra gli Azzurri ha brillato davvero.

    L’importante era vincere. Ci siamo riusciti!

    La squadra è apparsa palesemente contratta e nel primo tempo il gioco ha latitato. Poi, però, la conclusione da fuori di Tonali ha messo il match in discesa.

    Anche il raddoppio di Kean è nato da un assist del centrocampista del Newcastle che, ironia della sorte, ha rischiato di non esserci fino all’ultimo per infortunio.

    Nota dolente: un Retegui a tratti inguardabile (quel contropiede sprecato grida ancora vendetta). L’italo-argentino paga probabilmente il fatto di giocare in un campionato poco competitivo come la Saudi League, che non lo aiuta a mantenere il ritmo europeo.

    Nonostante ciò, il resto della squadra merita comunque la sufficienza.

    E ora?

    Ora ci aspetta la Bosnia, che ha superato il Galles ai rigori dopo aver agguantato il pareggio all’86° con una rete dell’immortale Dzeko.

    Non sarà una passeggiata come contro gli irlandesi: i bosniaci sono una squadra più strutturata e dotata di maggior talento.

    Parliamo di giocatori che masticano o hanno masticato i campionati di vertice, dalla Serie A alla Bundesliga: gente come Muharemović, Kolašinac e lo stesso Dzeko.

    Ripeto: non sarà facile, anche se il ranking FIFA dice Bosnia al 75° posto e Irlanda del Nord al 69° (confermando, se ce ne fosse bisogno, che il ranking è una “cagata pazzesca”).

    Con che atteggiamento andrà affrontata la sfida? Di certo non con la tensione di ieri.

    Giocare in casa, con il pubblico di Bergamo che ha sostenuto la squadra anche nei momenti di stanca, è stato un vantaggio. In Bosnia, invece, troveremo un clima ostile: servirà una dose di rabbia agonistica che ieri è mancata.

    Alla fine, saranno i valori tecnici a dirci se meritiamo il Mondiale.

    È una considerazione scontata? Forse, ma troppe volte abbiamo sprecato occasioni d’oro per un approccio mentale sbagliato. Questa Italia, pur non avendo i Del Piero, i Totti o i Baggio, resta nettamente superiore alla Bosnia.

    Quindi crediamoci.

    Testa bassa, cattiveria e andiamoci a prendere questo Mondiale americano! 

    Forza Azzurri! (E scusate il patriottismo, ma quando ci vuole, ci vuole).

  • Chi ha fatto palo?,  Tennis

    Chi ha fatto palo? L’illusione a stelle e strisce: perché la “boria” americana si infrange contro Sinner.

    Questa mattina ero incerto: dovevo congratularmi con Sinner per l’ennesima vittoria consecutiva in un Master 1000, o lamentarmi per l’atteggiamento dei tennisti americani?

    Ma sì, dai: “scassiamo” un po’ le scatole a questi Yankee così esaltati.

    Scherzi a parte, non riesco proprio a capire perché i vari Shelton, Fritz, Michelsen e co. siano sempre convinti di aver trovato la formula magica per battere Jannik, salvo poi… rimediare figure a dir poco magre.

    Puntualmente, alla vigilia di un match contro l’azzurro, leggo che i tennisti Made in USA avrebbero finalmente “scoperto” come disinnescare il nostro fuoriclasse.

    Ennesimo americano battuto dal nostro Campione

    Zero modestia, molta boria e una sicurezza del tutto infondata.

    È proprio il loro atteggiamento in campo a tradire quanto, in realtà, siano intimoriti dal nostro connazionale: sbandierare il pugno dopo ogni singolo “quindici” non è un segnale di forza mentale.

    Al contrario, è un tentativo quasi disperato di autoconvincersi di essere all’altezza, di aver imboccato la strada giusta… proprio perché, in fondo, hanno paura.

    Il castello di carte crolla non appena Sinner alza il livello: iniziano le lamentele, le richieste d’aiuto verso l’angolo, gli sguardi assenti. E, infine, arriva la sconfitta. I numeri parlano chiaro:

    • Taylor Fritz: 5–1 (Ultimo stop: Finale ATP Finals 2024)
    • Ben Shelton: 9–1 (Ultimo stop: QF Australian Open 2026)
    • Frances Tiafoe: 5–1 (Ultimo stop: Finale Cincinnati 2024)
    • Learner Tien: 2–0 (Ultimo stop: QF Indian Wells 2026)
    • Tommy Paul: 4–1 (Ultimo stop: Finale Roma 2025)

    Sia chiaro: non è certo un pugno alzato a far perdere le partite a questi “poveri illusi”, ma nel tennis la componente psicologica è determinante quanto quella tecnica.

    Avete visto Alcaraz contro Korda? O ricordate le sfuriate di Marat Safin?

    Ecco, l’approccio dell’attuale scuola americana mi sembra profondamente sbagliato.

    Non ricordo simili atteggiamenti in Sampras, Agassi o Courier. Per non parlare di McEnroe e Connors: altri tempi, certo, ma la loro ferocia agonistica era giustificata da una classe infinita e da una reale consapevolezza dei propri mezzi.

    In conclusione?

    In conclusione: Picchio de Sisti! (Era da un po’ che volevo riportare sul mio blog questa dotta citazione cinematografica!)

    Jannik ha appena liquidato l’ennesimo americano (Michelsen) e domani si troverà di fronte Tiafoe.

    Forza Jannik, continua la tua rincorsa alla vetta del mondo!

  • Calcio,  Mondiali calcio 2026

    Qualificazioni Mondiali 26 – Tra fantasmi e realtà: l’Italia alla prova Irlanda del Nord

    Per la terza volta consecutiva, l’Italia è costretta a passare attraverso le “forche caudine” degli spareggi per strappare un pass mondiale, direzione USA-Messico-Canada 2026.

    La prossima avversaria sarà l’Irlanda del Nord e giocheremo la gara d’andata giovedì in casa (Bergamo).

    Sulla carta, la nazionale britannica è un ostacolo abbordabile.

    Sappiamo bene, però, che il calcio è lo sport delle sorprese per eccellenza e le ferite dei due precedenti playoff sono ancora aperte: le eliminazioni contro Svezia e Macedonia del Nord (una realtà che molti hanno tragicamente scoperto solo in quel match famigerato) bruciano ancora.

    Nonostante la convocazione Chiesa non sarà dei nostri. Al suo posto: Cambiaghi

    Dobbiamo quindi aver paura dell’Irlanda del Nord? No, non credo sia l’atteggiamento corretto, ma è fondamentale il rispetto.

    Sto scrivendo ovvietà? Forse. Eppure, tra gli addetti ai lavori, vedo scontrarsi due fazioni che non condivido: da un lato chi pensa già al turno successivo (meglio Galles o Bosnia?), dall’altro chi, traumatizzato dal passato, ci vede già fuori dai giochi.

    Io credo che serva equilibrio, dote che nel calcio scarseggia quasi sempre. Lo abbiamo visto nelle ultime settimane: una vittoria del Milan e un pareggio dell’Inter bastano a gridare al “campionato riaperto”. Al sorteggio di Champions, la sfida Inter-Bodø/Glimt è stata liquidata come una formalità contro una “squadra materasso”. O ancora, all’inizio del torneo, la Cremonese sembrava la rivelazione della Serie A, mentre ora si ritrova a lottare per non retrocedere.

    Dal mio modesto punto di vista, credo che riusciremo a superare il turno.

    Una rosa che vanta talenti del calibro di Donnarumma, Calafiori, Dimarco, Barella e Tonali non dovrebbe tremare contro una squadra che, con ogni probabilità, dovrà fare a meno della sua stella, Conor Bradley del Liverpool. Il resto del gruppo nordirlandese è composto perlopiù da onesti mestieranti della Championship e ben otto che militano nella terza divisione inglese.

    Tuttavia, vorrei chiudere con un monito: cosa ci ricorda l’Irlanda del Nord?

    L’ultimo pareggio nella fase a gironi per il Mondiale in Qatar. Quel match che, insieme alla contemporanea vittoria della Svizzera sulla Bulgaria, ci condannò agli spareggi quattro anni fa.

    Non è scaramanzia, ma come ho scritto sopra: prudenza, ragazzi, prudenza!