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Serie A – XIII Giornata – Juventus 2 – 1 Cagliari
Secondo tempo: alla fine abbiamo portato a casa 3 punti preziosi.
Juventus comunque sottotono.
A domani per l’analisi del match

3 punti is mel che uan 🙂 (nell’intervallo) sembra che Spalletti stia preparando un avvicendamento tra Kostic (inguardabile stasera) e Cambiaso.
Spero sempre in uno scampolo di partita di Zhegrova.
Fra poco si ricomincia… dopo aver bevuto un vin brulè caldo!
Primo tempo pessimo: una Juventus lenta e prevedibile, priva di idee.
Nessun movimento senza palla, nessuna sovrapposizione.
Per fortuna c’è un fenomeno che risponde al nome di Kenan Yıldız: grazie alla sua doppietta siamo in vantaggio 2-1 contro un Cagliari coriaceo.
Da segnalare anche un infortunio che sembra serio per Dušan Vlahović.
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Il cammino bianconero in Champions League
Niente preamboli, si parte col botto!
Ecco il riepilogo delle partite della Juventus in Champions League, tra quelle già disputate e quelle ancora da giocare. Tra parentesi è indicata la posizione in classifica dell’avversaria dopo 5 giornate
16 settembre 25 – Juventus 4-4 Borussia Dortmund (P.6)
01 ottobre 25 – Villarreal (P.34) 2-2 Juventus
22 ottobre 25 – Real Madrid (P.4) 1-0 Juventus
04 novembre 25 – Juventus 1-1 Sporting Lisbona (P.8)
25 novembre 25 – Bodo (P.32) 2-3 Juventus
10 dicembre 25 – Juventus – Pafos (P.24)
21 gennaio 26 – Juventus – Benfica (P.30)
28 gennaio 26 – Monaco (P.23) – Juventus

The champioooooonssssss!! A parte il maledetto pareggio all’ultimo minuto con il Villarreal, definirei questo cammino ‘nella norma’ per la Juventus attuale. Niente di trascendentale, per carità, ma anche nulla di irreparabile.
La Juve attuale difficilmente potrà impensierire le squadre di prima fascia, ma nei prossimi tre match avrà la possibilità di portare a casa 9 punti: le avversarie sono assolutamente alla portata.
Voglio sbilanciarmi: al 90% siamo ai playoff. No, il rimanente 10% non punta alla qualificazione diretta, ma all’eliminazione già nella League Phase (quanto odio questi inglesismi, ma ormai tutti la chiamano così).
Fino a qualche anno fa, una squadra come il Pafos sarebbe stata considerata una ‘Cenerentola’, ma oggi non è più così. Chiedete al Chelsea, che ha appena spazzato via il Barcellona per 3-0, come sia stato possibile pareggiare contro il modesto Qarabag…
Anche il Benfica, nonostante l’arrivo di Mourinho, non sta ‘performando’ (altro termine che odio, ma avevo voglia di scriverlo). E che dire del Monaco? Beh, quando il tuo giocatore più forte è un certo Paul Pogba – un ex giocatore da almeno un decennio – c’è poco da sperare.
Ma, nonostante la mia positività: giochiamo una partita alla volta!
Non possiamo più sbagliare se vogliamo arrivare ai playoff!!!
Fino alla fine… dai che si può continuare!
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Champions League: Due Volti, Un Solo Cuore: La Juve dal buio artico al sole a mezzanotte !
Chi ha seguito il match di ieri lo sa: abbiamo assistito a una Juventus schizofrenica, una squadra con due facce completamente opposte.
🌑 Il Primo Tempo: L’Inferno in Campo
La prima frazione è stata un calvario, un autentico orrore calcistico. C’era un solo barlume di luce nel buio: Francisco Conceição. Il portoghese è stato assolutamente inarrestabile, come accade nel 99% delle sue partite! Purtroppo, la sua classe cristallina è rimasta isolata: era un profeta che predicava nel deserto.
- Openda sbagliava ogni movimento, completamente fuori fase.
- Adzic disastroso: ha dimostrato di non essere ancora pronto per palcoscenici del genere. Lasciamolo lavorare in pace, ma la prova è stata insufficiente.
- Miretti timido, impreciso, quasi invisibile.
Una Caporetto in piena regola.

Mamma mia che brividi e non sto parlando del freddo gelido norvegese! ☀️ Il Secondo Tempo: Arriva il Sole a Mezzanotte!
Poi, la svolta. L’ingresso di Kenan Yildiz ha portato una ventata di aria fresca, anzi, un vero e proprio uragano di talento! Il gioiello turco è stato inarrestabile:
- Dribbling da fantascienza, capaci di far girare la testa agli avversari.
- Tre assist che sono oro colato.
- Giocate da campione vero, di quelli che decidono le partite.
Non ci sono dubbi: Kenan in forma fa la differenza ed è semplicemente imprescindibile.
🌟 Voti Positivi (e Non Solo)
Altre note meritevoli? I gol di Openda e David. Ma, e qui viene il lato dolente, sono stati solo i gol a salvare la loro pagella, perché le prestazioni di entrambe le punte non mi hanno convinto affatto.
Finalmente ho rivisto Locatelli degno di essere chiamato “regista”, capace di illuminare il gioco con cambi di campo precisi e incisivi.
Perin, tra i pali, non aveva chance sui gol subiti, ma è stato fondamentale nel far ripartire l’azione, con rilanci lunghi di una precisione chirurgica.
Mi chiedo come mai i nomi dei migliori in campo siano sempre gli stessi: Yildiz e Conceição. Che siano loro la vera ossatura, i giocatori più determinanti di questa Juventus? La risposta sembra ovvia.
🚨 Cosa Non Ha Funzionato
La mia più grande delusione (non lo avevate capito?) é stato vedere in campo 45 minuti: Adzic. Inguardabile!!!!
Mentre Miretti, dopo aver disputato un primo tempo impreciso e con scarsa presenza, ha salvato la serata con una ripresa ben più gagliarda.
E la difesa? Insalvabile! È rimasta a guardare passivamente sul gol dell’1-0 del Bodø su calcio d’angolo e, per non farci mancare nulla, Cabal ha commesso il fallo da rigore che ha portato al 2-2 norvegese.
Siamo ancora molto, molto lontani da una prestazione costante e di livello. Non facciamoci prendere dall’euforia come dopo la vittoria con l’Inter.
C’è tantissimo su cui lavorare, ma almeno una cosa è certa: i 3 punti sono a casa!
Fino alla Fine! E questa Champions, per fortuna, non è ancora finita!
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Champions League – V Giornata – Bodo 2 – 3 Juventus
La Rivoluzione dell’Intervallo: Dal Disastro all’Eroe!
Un Secondo Tempo da Favola (e da Infarto!)
Il calcio è strano, e la Juventus oggi ce l’ha ricordato. Dopo l’umiliazione del primo tempo, il rientro in campo è stato quello di una squadra completamente diversa.

Ho ancora le palpitazioni!!! La svolta è arrivata da una mossa chirurgica, ma necessaria, di cui parleremo in dettaglio domani:
Fuori l’inguardabile Adzic, il simbolo della nostra mediocrità iniziale, e dentro Kenan Yildiz.
La mossa si è rivelata devastante (in senso positivo!). L’ingresso del giovane talento ha capovolto non solo il risultato, ma l’inerzia emotiva dell’intera partita. La sua qualità, il suo coraggio e la sua capacità di accendere la manovra hanno rianimato una squadra che sembrava morta.
Emozioni Forti, Cuore a Rischio
Il 2-3 finale è stato un urlo liberatorio, ma non è arrivato senza soffrire. Questa partita mi ha fatto perdere almeno una decina d’anni di vita tra ansia, rabbia, e gioia sfrenata. Ma è proprio questo il bello: grazie ragazzi! Finalmente ho riprovato quelle emozioni forti che solo la Vecchia Signora sa regalare, nel bene e nel male.
Un risultato che ci dà speranza, ma che non cancella le ombre del primo tempo.
Appuntamento con l’Analisi: Tutta la Verità
Domani pubblicherò la mia analisi approfondita su quanto accaduto. Sarà l’occasione per dare i voti (da 0 a 10) e per capire se questa vittoria è un punto di ripartenza o solo una fiammata.
Primo Tempo da Incubo: Un’Imbarazzante Lezione Norvegese
Il tabellino recita Bodo/Glimt 1 – Juventus 0, ma il punteggio racconta solo una parte dell’umiliazione a cui stiamo assistendo.

Squadra completamente senza senso Quella che doveva essere una formalità, o almeno una partita da gestire con autorità, si è trasformata in un primo tempo allucinante e, non c’è altro modo per dirlo: imbarazzante.
Il Bodo è in vantaggio meritatamente. La Juventus, semplicemente, è inesistente.
Vi prego togliete Adzic, Miretti ed Openda.
Non voglio rivederli in campo!!!
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Ghiaccio e Fuoco a Bodø: La Difficile Trasferta della Juventus
Quella di stasera si preannuncia una partita durissima.
Il Bodø/Glimt – il cui nome in norvegese significa “scoglio” e “bagliore” – è una squadra estremamente pericolosa tra le mura amiche.
Neve, gelo e il campo in sintetico sono alleati preziosi per la formazione nordica. Un fattore campo non indifferente, come dimostrano le recenti disfatte delle italiane: ricordiamo il clamoroso 6-1 rifilato alla Roma e la vittoria ottenuta sulla Lazio.

…e si va a prendere freddo! Cosa dobbiamo aspettarci dalla Juventus?
Faccio fatica a inquadrare questa squadra.
È mediocre? Non credo.
Può ambire a traguardi importanti? Assolutamente no!
Ma sono convinto che diversi giocatori abbiano un potenziale inespresso che potrebbero (e dovrebbero) finalmente tirar fuori.
Per quanto riguarda le formazioni, alcuni quotidiani danno Openda titolare. Finora l’attaccante belga non ha ancora trovato la via della rete. Un’astinenza assurda per un giocatore del suo (presunto) calibro.
Interessante anche l’idea di vedere Miretti a centrocampo: c’è bisogno di qualità e lucidità in mezzo al rettangolo di gioco.
Non credo, invece, sia l’occasione giusta per testare Zhegrova. Temperature così rigide potrebbero essere controproducenti per un fisico già delicato come quello del kosovaro.
Onestamente, continuo a non capire la scelta di schierare McKennie titolare. È un buon professionista, un onesto mestierante, ma non può e non dovrebbe essere un punto fermo della Juventus. Punto.
Un pareggio renderebbe il passaggio del turno quasi impossibile… e sarebbe un vero disastro. Una sconfitta, beh, si commenta da sola.
Che tristezza vedere questa Juventus. Zero gioco. Zero idee. Zero grinta.
Riusciremo a portare a casa i tre punti?
Do ai bianconeri solo il 55% di probabilità di vittoria. Sono poche? Sì. Ma questa è la nostra amara realtà attuale.
Chi lo avrebbe mai detto a inizio stagione?
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Stiamo Perdendo la Bussola? Il Calcio, La Semplice Verità Dimenticata
Ci pensavo questa mattina: il calcio ha perso la retta via?
Non voglio affatto parlare del calcio giovanile italiano, quell’ambiente dove si premiano i ragazzini più robusti anziché i talentuosi, circondato da allenatori che mirano a vincere il “torneo dello gnocco fritto” invece di insegnare i fondamentali. Quella è una piaga che meriterebbe un capitolo a sé.
Oggi voglio concentrarmi sul calcio professionistico e, sì, lo voglio criticare. Non con un’analisi tattica complessa, ma con la forza del buon senso.
La Strana Evoluzione dei Ruoli
Non riesco a capacitarmi di questa ossessione per la “specializzazione” dei ruoli che, di fatto, ne snatura la funzione primaria.
- Il Portiere: Perché al giorno d’oggi deve saper “giocare con i piedi” anziché parare? L’abilità di Maignan di ieri sera che para un rigore nel Derby non vale infinitamente di più della capacità (?) di lanciare un pallone di Di Gregorio? Il compito primario del numero uno è blindare la porta, punto.
- Il Difensore: Deve essere un “regista arretrato” o un marcatore implacabile? Un difensore ruvido, concentrato e granitico à la Chiellini, non è forse più prezioso di un centrale elegante che, però, si perde l’attaccante avversario in area? La difesa è sacrificio, anticipo e concretezza, non impostazione.
- L’Ala: Perché giocare sulla fascia opposta (il famoso “piede invertito”) per tirare in porta invece di crossare la palla in area e creare superiorità numerica? Il cross, arma fondamentale, è diventato un gesto obsoleto.
- Il Centravanti: Perché deve essere un “falso nove” invece di un riferimento concreto capace di tenere impegnati due centrali, far salire la squadra e, soprattutto, segnare?
L’Illusione della Complessità
Ha senso tutto questo? Oppure è la manifestazione di un’epoca in cui si preferisce l’intellettualismo fine a sé stesso alla pura efficacia?
Sono fermamente convinto che il calcio sia molto più semplice di quello che ci vogliono far credere gli “esperti” e i gourmet della tattica.
Il rischio è che, cercando la complessità, si finisca per mascherare la povertà della materia prima. Se la rosa a disposizione non è fatta di fuoriclasse, non ha senso cercare i bizantinismi tattici e le manovre complesse.
Il buon senso suggerisce: bisogna semplicemente giocare facile.
Sfruttare le corsie laterali, difendere con aggressività, e sperare che… il centravanti, e non “lo spazio”, la butti dentro.
Conclusione Aperta
Forse mi sbaglio. Forse parlo di un calcio superato, romantico e nostalgico.
O forse, invece, tanti allenatori e pseudo-guru non hanno capito la lezione più elementare: l’evoluzione non deve mai compromettere la funzione. E se il portiere non para, il difensore non marca e l’attaccante non segna, qualunque sia il modulo, si è già persa la partita.
E voi, cosa ne pensate? Il calcio è diventato troppo complicato o questa evoluzione è necessaria? Lasciate il vostro commento qui sotto!
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Italia leggendaria: il Tris in Coppa Davis é realtà!
E per il terzo anno di fila la Coppa Davis è italiana!
Berrettini e Cobolli, semplicemente perfetti, hanno avuto la meglio in finale su una tignosa Spagna.

Non c’è due senza tre!! Ed il quattro verrà da sé! Fantastici ragazzi!! Anche senza i due fenomeni Sinner e Musetti, siamo ancora noi i più forti al mondo.
Grazie ragazzi: Austria, Belgio e Spagna ora sono soltanto un piacevole ricordo.

Che rimonta. Che palle. Fantastico Flavio! Ed immenso Matteo Berrettini: 11 vittorie consecutive in Davis! Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo!!!
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Serie A – XII Giornata – Fiorentina 1 – 1 Juventus
Premessa fondamentale: per fortuna mi sono risparmiato i primi dieci minuti di questo scempio. Quindi risparmiatemi le polemiche sul rigore dato o tolto. Ho visto il replay: su Vlahovic era rigore netto, solare. Ma sapete cosa? Non mi interessa nemmeno più arrabbiarmi per gli arbitri. Il problema è ben altro.

Ennesimo inutile pareggio Parliamo della partita, se così vogliamo chiamarla: imbarazzante. Ho visto per l’ennesima volta una Juventus che vaga per il campo: confusa, sterile, svogliata e tatticamente limitata. Spalletti non ha la bacchetta magica, siamo d’accordo, ma tenere Conceição in panchina fino all’80esimo è un insulto al calcio. Come si fa a rinunciare all’unico che salta l’uomo? Una scelta che definire assurda è un complimento.
Capitolo singoli: un disastro su quasi tutta la linea. Yildiz è l’ombra di se stesso, ma tenerlo fuori sarebbe criminale visto il livello degli altri. Vlahovic? Ha lottato come un leone in gabbia, ma è abbandonato al suo destino, costretto a elemosinare palloni giocabili che non arrivano mai. Su Thuram stendiamo un velo pietoso: un’involuzione fisica e tecnica preoccupante. Sembra un altro giocatore rispetto a inizio stagione.
L’unica luce in questo tunnel è stata Kostic. Un gol pregevole e tanta corsa: assurdo che sia lui, un “recuperato”, a dover tirare la carretta mentre gli altri guardano.
Ma il vero dramma non sono i singoli, è la squadra. Guardateli in faccia. Vedere McKennie titolare che trotta a vuoto per 11 km senza costrutto fa cadere le braccia. La regia di Locatelli è di una lentezza esasperante, imprecisa, prevedibile. Dalle fasce non arriva mezzo cross decente e gli inserimenti dei centrocampisti sono una chimera. E fatemelo dire: i cambi? Incomprensibili. Miretti e Cabal oggetti misteriosi, e buttare dentro David e Openda quando mancano cinque secondi alla fine è una presa in giro per i giocatori e per noi tifosi.
Quest’anno la zona Champions non è un obiettivo, è un miraggio lontano. Smettiamola di parlare di mercato faraonico: qui non servono soldi, servono idee. Serve un progetto tecnico che abbia un senso, ed è l’unica cosa che chiederei a Babbo Natale… o meglio, a Spalletti, se ci capisse qualcosa!
Fino alla fine? Di questo passo, “fino alla fine” ci arriviamo con l’ulcera. Altro che scudetto, qui rischiamo di non mangiare nemmeno il panettone.