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Juventus – Stelle in Campo, Sentenze in Aula: La Corazzata Revocata
Le stagioni 2004-2005 e la 2005-2006 segnano il biennio bianconero sotto la guida di Fabio Capello. Questa Juventus, passata alla storia come tra le più forti di sempre per qualità e fisicità, venne poi smantellata in seguito alle sentenze di Calciopoli.
Ecco la rosa dei giocatori suddivisa per ruolo (tra parentesi sono indicate le stagioni di permanenza se non presenti in entrambi gli anni):
🧤 Portieri
- Gianluigi Buffon
- Christian Abbiati (Solo 2005-2006, arrivato in prestito dopo l’infortunio di Buffon)
- Antonio Chimenti
- Landry Bonnefoi
🛡️ Difensori
- Fabio Cannavaro
- Lilian Thuram
- Gianluca Zambrotta
- Jonathan Zebina
- Alessandro Birindelli
- Gianluca Pessotto
- Giorgio Chiellini (Solo 2005-2006)
- Federico Balzaretti (Solo 2005-2006)
- Robert Kovac (Solo 2005-2006)
- Ciro Ferrara (Solo 2004-2005, a fine carriera)
- Paolo Montero (Solo 2004-2005)
- Mark Iuliano (Solo 2004-2005)
- Nicola Legrottaglie (Presente a sprazzi tra prestiti)
⚙️ Centrocampisti
- Emerson
- Pavel Nedved
- Mauro German Camoranesi
- Patrick Vieira (Solo 2005-2006)
- Manuele Blasi
- Giuliano Giannichedda (Solo 2005-2006)
- Stephen Appiah (Solo 2004-2005)
- Alessio Tacchinardi (Solo 2004-2005)
- Rubén Olivera
- Adrian Mutu (Arrivato nel 2005, ma impiegato stabilmente nella stagione 2005-2006)
⚽ Attaccanti
- Alessandro Del Piero
- David Trezeguet
- Zlatan Ibrahimović
- Marcelo Zalayeta
- Olivier Kapo (Solo 2004-2005)
Nota di colore: Quella Juventus era talmente profonda che un Pallone d’Oro come Alessandro Del Piero partiva spesso dalla panchina per far posto alla coppia Trezeguet-Ibrahimović. Un “problema” che molti allenatori oggi vorrebbero avere!
C’è davvero qualcuno convinto che una squadra di tale caratura necessitasse di favori arbitrali per imporsi a livello nazionale?
Un po’ di obiettività, per favore.
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Buona Pasqua!
A chi semina gentilezza ogni giorno, a chi non si arrende davanti alle difficoltà e a chi mette il cuore in ogni piccolo gesto: che questa Pasqua sia il raccolto di tutta la bellezza che avete donato.

Buona Pasqua 2026 Auguri di cuore a voi, persone meritevoli, che rendete il mondo un posto migliore
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Oltre il Feticismo dei Campioni: La FIGC ha Bisogno di Manager, non di Eroi
Sento parlare di azzeramento dei vertici, di rifondazione, di cambiamenti epocali. Lo sento dire da dodici anni: dodici lunghi, eterni anni che ci hanno trascinato all’ennesima, fallimentare esclusione dai Mondiali.
Per questo so già che non cambierà nulla. Le proposte roboanti, i “tromboni” con la soluzione in tasca e i sedicenti esperti di calcio sono solo figure mitologiche create per rassicurare i tifosi più creduloni.
Si parte sempre dal solito dogma: “Servono i Campioni del Mondo a gestire la Nazionale”. E allora via con Buffon e Bonucci. Campioni in campo, indubbiamente, ma sono dirigenti navigati? Chi lo ha stabilito?
Serve professionalità, non improvvisazione. Non è una genialata, è buon senso.
Poi passiamo alle riforme strutturali:
“Bisogna ridurre il campionato a 18 squadre”. A cosa servirebbe? A guadagnare una settimana di raduno all’anno? Davvero crediamo che sette giorni in più facciano la differenza per una qualificazione? Abbiamo perso contro la Bosnia, non contro il Brasile.
E ancora: “Obbligo di schierare almeno X italiani ad ogni partita”. Ma davvero una società che investe milioni di euro dovrebbe essere costretta a schierare giocatori mediocri solo per “patriottismo”? Se un giocatore merita il posto, gioca, a prescindere dal passaporto.
Si dice che Vergara al Napoli abbia faticato per colpa degli stranieri. Ma quale colpa degli stranieri!? La colpa era di Conte che non lo vedeva tra i titolari.
Ricordiamoci che persino Yildiz (si lo so non è italiano) alla Juve ha faticato ad emergere: è servita una serie incredibile di infortuni per farlo scendere in campo. Di chi era la colpa? Degli stranieri o di Allegri?
Si parla poi di stadi fatiscenti. Vero, lo sappiamo da Italia ’90. Forse perderemo anche l’organizzazione dell’Europeo per questa nostra arretratezza.
Ma cosa c’entra con quanto succede in campo? Abbiamo perso in uno stadio che in Italia paragoneremmo a un campo di Promozione. Vogliamo capirlo o no?
C’è chi rimpiange gli oratori: “Non si gioca più in parrocchia!”.
La verità è che i bambini si allontanano dal calcio non perché manchino i campetti, ma perché negli ultimi vent’anni non c’è stato un solo calciatore italiano capace di far sognare le nuove leve.
Un bambino di sette anni chi dovrebbe imitare? Politano? Bastoni?
Infine, sento Gianni Rivera invocare “un uomo di calcio alla guida della FIGC”. Con tutto il rispetto, è l’ennesima sciocchezza.
Per gestire una macchina complessa come la Federcalcio serve un “colletto bianco”, un manager capace di coordinare tecnici dello sport ed esperti di gestione.
E ora? Abete come successore di Gravina? Un altro ritorno al passato? Non so se Malagò sia l’uomo giusto, ma perché infilarci a forza Baggio o Maldini?
Siamo al fantacalcio.
Io posso anche scherzarci sopra, ma chi comanda non può più tergiversare.
Il calcio non è un gioco, è un’industria. E mentre noi discutiamo, ci prepariamo a guardare il terzo Mondiale consecutivo da spettatori.
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Il naufragio del calcio italiano.
Sono ancora incredulo.
Tre Mondiali senza l’Italia sono un’umiliazione senza precedenti.
Ieri sera abbiamo fatto schifo.
Dico “abbiamo” perché mi ci metto anch’io: parliamo del nostro Paese, dello sport nazionale, della nostra cultura sportiva.
Sento ripetere da anni che il calcio italiano va rifondato.
Ma che diavolo significa?
È un mantra che sento dalla prima mancata qualificazione e, da allora, siamo solo peggiorati.
Il problema alla radice: i giovani
Il punto è uno solo: finché nel calcio giovanile orbitano presunti “guru” che pretendono che i bambini imparino la diagonale, il 4-4-2 e le marcature preventive, trascurando i fondamentali e l’estro, continueremo a sprofondare.
- Gravina deve dimettersi? Sarebbe un gesto simbolico, ma è un politico che conta zero sul campo.
- Il merito è dei vertici? Pensate davvero che sia merito di Binaghi se abbiamo Sinner, o di Mei se l’atletica vola con Furlani e la Iapichino?
Il problema non è solo Gattuso o chi siede in panchina. La colpa è di quella schiera di presuntuosi che gestiscono le squadre locali e giovanili: si sentono tutti Arrigo Sacchi, vogliono fare i tattici, e il risultato è che abbiamo titolari in Nazionale che non sanno crossare, non sanno stoppare un pallone e non sanno tirare in porta. È assurdo.
Basta alibi
E smettiamola con la favola degli italiani che non giocano in Serie A. Se avessero qualità, giocherebbero. Tonali, Calafiori e Donnarumma sono in Premier League: secondo voi li hanno presi per carità cristiana? No, perché sono forti.
Sono confuso, lo ammetto. Ma io posso permettermelo, non guadagno un euro dalle mie riflessioni.
Chi gestisce il sistema, invece, non può restare nel limbo. Ci ha messo in difficoltà un’ala diciottenne che gioca in Austria e un quarantunenne della Serie B tedesca. Ve ne rendete conto?
Una rosa inadeguata
- I singoli: Retegui, Politano, Cristante… sono davvero profili da Nazionale?
- Il futuro: Ci aggrappiamo a Pio Esposito. Un buon giocatore, d’accordo, ma ha quasi 21 anni e zero esperienza internazionale. Cosa pretendiamo che faccia, il miracolo?
- Il “Blocco Inter”: Doveva essere la nostra garanzia per il Mondiale e invece si è sciolto. E non lo dico da juventino, lo dico da osservatore della realtà.
Soluzioni ne abbiamo?
Torniamo al punto di partenza: l’Italia deve “rifondare“. Ma finché nessuno capisce cosa significhi davvero questa parola, continueremo a guardare gli altri giocare dal divano.
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Pace

La pace viene da dentro. Non cercarla fuori. Attribuito a Siddhartha Gautama
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Calcio: Oltre il Risultato: Il declino culturale del tifo moderno.
Vorrei parlare dei playoff di Champions League e della sfida d’andata tra Juventus e Galatasaray prevista per le 18:45, ma non ci riesco.
La bellezza abbacinante dello sport olimpico, se paragonata alla meschinità della polemica calcistica, mi impedisce di commentare senza il rischio di scadere nella scurrilità.
Ascoltare in questi giorni le opinioni di certi tifosi e addetti ai lavori mi ha convinto, una volta di più, che il supporter medio sia ormai prigioniero di una deriva irrazionale.
Ringrazio il cielo che sempre meno giovani siano attratti da questa ‘trappola’ e condanno con fermezza le minacce rivolte all’arbitro e a Bastoni.
Hanno commesso degli errori? Certamente. Vanno sanzionati? È ovvio.
Ma meritano le minacce? Assolutamente no. Chi arriva a tanto merita semplicemente una denuncia!!!
BASTA!!!
Nessuna forma di odio é giustificabile!
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Appunti di viaggio…
Oggi lo sport resta in panchina.
Nonostante il fervore olimpico, avverto il peso della stanchezza e della demotivazione.
La mia famiglia è l’unico porto sicuro, l’amore che mi dà ossigeno quando tutto il resto si fa complicato.
Non voglio però appesantire questo spazio; mi basta questo breve pensiero.
Proseguiamo il nostro viaggio.
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Juventus: Il trionfo della mediocrità.
Mi duole dirlo, ma la Juventus è diventata una squadra modesta, piena di giocatori mediocri. Spalletti non può fare miracoli con un gruppo così limitato.
Facciamo sistematicamente un passo avanti e due indietro; quanto visto l’altro ieri è sconcertante.
È inutile vantare l’80% di possesso palla e il comando del gioco se poi si perde.
Manca totalmente un finalizzatore. Yildiz si è caricato il peso della squadra sulle spalle da vero leader, ma la sfortuna non lo ha aiutato. Gli altri? McKennie non pervenuto, Zhegrova impalpabile e Conceicao? Cazzo ha sbagliato un’infinità di cross. Per non parlare di David e Openda: fantasmi in campo.
Su Koopmeiners ho letto giudizi assurdi: lo definiscono ‘ordinato’. Ma stiamo scherzando? Si sono spesi 60 milioni per avere un nullacampista ‘ordinato’?
Abbiamo un centrocampo che recupera palloni ma non sa costruire.
Neanche Miretti può fare il regista: ha qualità, ma è un trequartista, non può far partire l’azione.
Contro squadre che si chiudono, una manovra così lenta e prevedibile è destinata a infrangersi contro il muro difensivo. Yildiz non può essere l’unica soluzione.
Anche gli estremi difensori (non riesco a chiamarli portieri), mi dispiace dirlo, ma non sono all’altezza del club.
Cari fautori del ‘giochismo’, lo volete capire che la fortuna di una squadra dipende dai piedi dei giocatori?
La tattica non può colmare le lacune tecniche.
É inutile che vi seghiate parlando di: 442, 451, sovrapposizioni, braccetti…
…giocatori mediocri portano risultati mediocri…
…e, continuando così, per la Juventus la zona Champions diventerà una traguardo impossibile.