• Calcio,  Juventus,  Serie A 2026-27

    Serie A – VIII Giornata: Lecce 0-2 Juventus “Vittoria e tanti brividi: tra il fantasma Koopmeiners e la furia Douglas Luiz”

    E bravo Paul che hai azzeccato lo 0-2 finale a favore della Juventus.

    Buon primo tempo dei bianconeri, ma d’altronde, si giocava contro una squadra di pescatori di frodo! era evidente infatti che l’undici salentino non fosse formato da professionisti, bensì da avventori presi direttamente dalla strada…

    Dilettanti che però, nel secondo tempo, hanno decisamente cambiato ritmo e messo in risalto tutti i limiti dei bianconeri.

    Devo essere sincero: il secondo tempo giocato dalla Juventus sarebbe dovuto essere vietato ai minori di 18 anni. 

    Abbiamo portato a casa i 3 punti… dobbiamo accontentarci…

    E la ciliegina sulla torta ce l’ha messa Spalletti: Alajbegovic dentro al novantesimo a giocarsi il recupero! E per Zhegrova neanche un secondo in campo.

    Zero voglia, zero idee, zero impegno.

    Promossi, bocciati e… fantasmi

    Se poi parliamo delle prestazioni dei singoli, si sono dimostrati ancora una volta raccapriccianti: Cambiaso e Kolo Muani… che però hanno giocato da titolari e per quasi l’intero match. Ho capito che fra poco sarà Halloween, ma Luciano: non è una festa Italiana!

    Koopmeiners ha interpretato ancora una volta il ruolo del fantasma di Ghostbusters… il titolo originale eh, non i sequel! Una prova d’autore la sua: sono evidenti gli anni in cui è entrato e sta ripetendo la parte, metodo Stanislavskij o come ca**o si scrive.

    Invece, debbo complimentarmi con il buon Douglas Luiz, che avevo cazziato in altre situazioni: partita sontuosa, condita dall’assist per il gol di McKennie e dalla sua prima rete in maglia Juventus.

    Forza Nino Nero, il ruolo di regista è tuo!! 

    Anche perché la concorrenza lì in mezzo è ridotta ai minimi termini.

    Comunque, a parte la prestazione del brasiliano, c’è veramente poco di cui andare fieri.

    Verso Genova

    Mercoledì si giocherà ancora fuori casa. Questa volta contro un pericoloso Genoa che negli ultimi tre match ha vinto con Fiorentina e Venezia e perso contro la Roma. 

    Non sarà una partita facile.

    Per questa Juve, d’altronde, nessun avversario è facile… ma bisogna cominciare ad avere continuità.

    L’obiettivo? 

    Per ora, non retrocedere… 

    Siamo già quasi alla fine… e non è ancora arrivato Halloween 🙁

  • Calcio,  Juventus,  Pronostici,  Serie A 2026-27

    Serie A – VIII Giornata: Torna la supersfida dei pronostici Lecce – Juventus

    Vado dritto al punto, la partita è già iniziata: qui si prevede una vittoria in carrozza dei bianconeri. 0-3 e Salento ammutolito.

    L’oracolo Paul, però, nel suo Paul-nostico ci va più cauto: vittoria sì, ma per 0-2.

    Paul ultimamente lo vedo parecchio nervoso… e purtroppo non è l’unico!

    Non è che ci stiamo tirando la sfiga da soli?

    Beh, fra 80 minuti la verità arriverà dal campo!

  • Calcio,  Juventus,  Serie A 2026-27

    Juventus: Zero idee, zero personalità: questa Juve è un’illusione finita subito

    Lo so, mi ripeto. Ma allo stesso tempo me ne frego.

    Quanto visto ieri sera allo Stadium è stata un’offesa per tutti i tifosi bianconeri. È triste, ma bisogna ammetterlo: questa Juventus sta fallendo miseramente l’ennesima stagione. A ottobre siamo già fuori dalla lotta per lo scudetto.

    Come dite? Mancano ancora 31 partite e ci sono 93 punti a disposizione? Sì, avete ragione! Siamo ancora in tempo per far salire il distacco dalla capolista a più di 100 punti!

    Battute a parte, quello che ho visto ieri è stata una manifestazione di totale impotenza.

    Lo ammetto: non me lo sarei mai aspettato dopo la rimonta di Vigo in Europa League. Credevo che finalmente fosse arrivata quella dose d’entusiasmo e quelle indicazioni di gioco capaci di farci compiere il salto di qualità. Nulla di più lontano da quanto si è visto in campo.

    Zero personalità. Zero rabbia. Tanta delusione.

    Abbiamo preso gol al primo tiro della Lazio? Ma che c***o vuol dire?! Non abbiamo più in porta una nullità come Di Gregorio (attualmente fermo a 0 presenze in Premier), ma abbiamo il secondo portiere della nazionale italiana: Guglielmo Vicario.

    Il problema, però, nasce già dalla difesa. Bremer non è più lo stesso giocatore pre-infortunio: la sua straripante fisicità è visibilmente calata, ma anche il livello di attenzione lascia a desiderare. Lo vedo svagato, meno aggressivo. Che fossero vere le voci secondo cui la Juventus gli stava ormai stretta?

    Lucumí è un buon innesto, sicuramente superiore a Kelly e forse preferibile a Gatti, ma anche in questo caso non siamo di fronte a un fuoriclasse in grado di garantire il salto di qualità al reparto. Çelik (bravo a svolgere il compitino) e Kalulu sono due buoni interpreti che figurerebbero benissimo in squadre del calibro di Sassuolo o Bologna… ma qui siamo alla Juventus!

    A centrocampo i dolori aumentano. Douglas Luiz, nonostante abbia riconquistato la nazionale carioca, non riesce a garantire un gioco rapido e verticale (ad essere sinceri ci riuscirebbe a fatica persino Andrea Pirlo, vista la totale assenza di tagli e inserimenti da parte dei compagni). Sarr, discreto in fase d’interdizione, sembra avere una bomba pronta ad esplodergli tra i piedi ogni volta che imposta. McKennie, invece, è il simbolo perfetto della mediocrità attuale: il fatto che riesca a sostituire i compagni in qualsiasi ruolo è emblematico del livello tragicomico della Vecchia (e sfiancata) Signora. L’americano ricopre una gran varietà di posizioni, tutte con risultati deludenti (e non rompetemi le scatole con i gol segnati la scorsa stagione, dato che per anni la Juve ha cercato di piazzare Weston fuori dalle balle).

    Davanti, Nico Gonzalez è tanto fumo e qualità a livelli da far sanguinare gli occhi. Alajbegović nelle ultime due partite è svanito nel nulla: scarsa personalità? La maglia bianconera ha sempre pesato, ma ora la squadra è così priva di carattere che questi giocatori ne vengono rapidamente schiacciati (il nome Koopmeiners vi dice niente?).

    Kolo Muani non è una prima punta: l’abbiamo capito tutti?

    No! Spalletti continua a schierarlo da solo, lì davanti, nella desolazione più totale.

    Già con l’innesto di Woltemade — un altro che non è un centravanti puro (per chi non lo sapesse: essere un palo della luce non implica automaticamente essere una punta d’area) — il francese è parso più dentro al gioco.

    E arriviamo a te, Luciano. Ero convinto che fossi l’uomo giusto per ripartire. Comincio a pensare di essermi sbagliato.

    11 punti dopo 7 partite: uno in meno di Tudor la scorsa stagione, due in meno di Thiago Motta… Urge il ritorno di Conte? Non lo so. Credo che questa rosa sia semplicemente incapace di competere per le prime quattro posizioni, a prescindere da chi ne sia l’allenatore.

    Punteremo tutto sulla coppa? A questo punto lo spero… Ma come vi dicevo: sono rapido ad esaltarmi, ma sono altrettanto veloce nel deprimermi. E oggi sono semplicemente affranto.

    Siamo già arrivati alla fine.

  • Calcio,  Juventus,  Serie A 2026-27

    Chi ha fatto palo? Juventus 0-3 Lazio: Ennesimo insulto alla nostra storia

    Stupido io che mi ero illuso.

    Stupido io che sono un tifoso “ignorante”, di quelli che ancora sperano che la Juventus sia la squadra con cui sono cresciuto: orgogliosa, spietata, affamata, incapace di arrendersi senza combattere.

    Stupido io. Ma no, non sono solo!

    Siamo in milioni a essere cascati di nuovo nella stessa trappola, a credere che bastasse una fiammata o il nome sulla maglia per ritrovare l’anima di un tempo.

    Lo 0-3 subito stasera contro la Lazio non è solo una sconfitta: mi ha fatto semplicemente schifo. È stato uno spettacolo indegno, un’umiliazione casalinga che pesa come un macigno e che cancella qualsiasi scusa o alibi tattico.

    In questo momento non ho né la forza né la voglia di mettermi a fare l’analisi tattica del match, di parlare di moduli, cambi tardivi o diagonali difensive sbagliate.

    Userei toni troppo pesanti, e l’unica cosa che otterrei sarebbe quella di avvelenarmi ancora di più il fegato.

    Ma la sensazione che resta dentro è una sola, ed è un macigno difficilissimo da mandare giù: che delusione, cazzo.

    Vedere una squadra che passeggia, che subisce senza reagire, che sfoggia una superficialità disarmante di fronte a un passivo così pesante è un pugno nello stomaco per chi questa maglia la ama davvero.

    Ci sono momenti in cui si può perdere, perché il calcio è questo. Ma c’è modo e modo. Stasera abbiamo visto la rinuncia, la mancanza di rispetto per la storia di questo club e per chi spende soldi, tempo e passione per sostenere questi colori.

    Una sola verità emerge da questa notte buia: non siete degni di portare quella maglia.

  • Calcio,  Juventus,  Pronostici,  Serie A 2026-27

    Pronostico vs Paul-nostico: il verdetto della settimana tra big match e gufate (o quasi)

    Come ogni settimana, amici di Nostro Viaggio, non può mancare l’appuntamento più atteso, temuto e spietato del web: la supersfida tra il sottoscritto e il nostro oracolo di ventose preferito: Polpo Paul!

    Per questo turno ho scelto due veri e propri piatti forti del nostro campionato. Mettetevi comodi, che qui si balla tra tattica, cuore e qualche sano eccesso di entusiasmo.

    Le sfide di cartello

    • Milan – Atalanta
    • Juventus – Lazio

    Bando alle ciance, vado subito con i miei pronostici.

    Milan – Atalanta: lo scontro tra titani (del gol)

    Il Milan e l’Atalanta arrivano a questo scontro diretto dopo aver timbrato il cartellino con due vittorie nei rispettivi turni di coppa. Fin qui tutto liscio, se non fosse che… mmm, ho molti dubbi a riguardo.

    Da un lato abbiamo due squadre votate all’attacco, capaci di accendersi e di segnare a raffica; dall’altro, partite così pesanti spesso finiscono per bloccarsi sul più bello. Il mio cervello mi dice che sarà una battaglia tattica, ma il cuore (e un pizzico di scaramanzia) mi spingono a un verdetto preciso: credo che uscirà un pareggio.

    • Il mio pronostico: 1-1. Un pareggio che non accontenterà nessuno. Tiè!

    Juventus – Lazio: l’eterno dilemma tra euforia e realtà

    E arriviamo alla seconda portata: Juventus – Lazio. La Vecchia Signora arriva a questo appuntamento dopo una vittoria sul filo di lana in Europa League (giovedì soffertissima quanto volete, ma pur sempre vittoria); dall’altra parte, una Lazio in gran forma e pronta a dare battaglia.

    Ora, lo ammetto senza vergogna: io ho un grosso difetto, mi esalto (e mi deprimo) alla velocità della luce. La vittoria di giovedì sera mi ha gasato a mille e il mio ottimismo cronico ha preso il sopravvento. Volete la fredda analisi? No, oggi vince l’istinto. Prevedo una prova di forza.

    • Il mio pronostico: 2-0 bianconero. E non se ne parla più!
    Il polpo Paul a volte sembra confuso (provate voi a vivere sott’acqua), ma fidatevi se ne intende eccome!!!

    La parola a Polpo Paul!

    E adesso la parola passa al nostro cefalo preferito. Dopo un’attenta meditazione a mollo nella sua vasca e qualche tentacolo agitato di troppo, ecco i Paul-nostici ufficiali:

    🐙 Milan – Atalanta: 2-2

    «Caro mio, altro che 1-1 bloccato! Io vedo fuochi d’artificio, ribaltamenti di fronte e difese colte di sorpresa. Finirà in parità, sì, ma con quattro gol e uno spettacolo totale!»

    🐙 Juventus – Lazio: 1-0

    «Sento la tua solita euforia post-coppa, ma qui serve un pizzico di realismo in più. La Lazio non regalerà nulla e sarà una sofferenza pura. Vittoria di misura per la Juve, di cortomuso puro: un 1-0 patito fino al 95′!»

    A voi i commenti: da che parte state per questo turno? Seguirete il mio ottimismo da tifoso o vi affidate all’occhio clinico (e tentacolato) di Paul?

  • Calcio,  Notizie,  Pensieri in libertà

    Audience in calo e stadi pieni: il paradosso della Serie A tra prezzi alti e un “giocattolo” che rischia di rompersi

    Sui social continuano a rincorrersi voci e allarmismi sui dati d’ascolto del calcio su DAZN, descritti da molti come in drammatico calo.

    A dire il vero, consultando testate e fonti più autorevoli non si legge di crolli vertiginosi, bensì di una lieve flessione media intorno all’1,5%.

    Come spesso accade in questi casi, giungere a conclusioni chiare, solide e basate su numeri realmente verificati non è semplice. Detto ciò, che il calcio — e in particolare la Serie A — stia attraversando un momento di profonda difficoltà risulta evidente anche ad un presbite.

    Come ho già scritto in passato, basta fare un salto nei campetti di periferia per capire l’origine del problema: erba alta, cancelli chiusi, strutture abbandonate e mai calpestate. Quando ero un ragazzino io… un’eternità fa… tutto questo non succedeva quasi mai. Anzi, il campo bisognava conquistarselo con i denti, vista la fila di ragazzi in attesa di giocare.

    Ma oggi non mancano soltanto le nuove leve. Senza nulla togliere a realtà emergenti come il Como, vedere club storicamente radicati e dal bacino d’utenza sterminato come Milan e Juventus arrancare nelle posizioni di rincalzo non aiuta di certo le pay-TV a fare abbonati. Allo stesso modo, assistere ad un campionato di Serie A scivolato al quarto o quinto posto per appeal e importanza a livello europeo non incentiva gli investimenti dei tifosi.

    Per non parlare di un regolamento che cambia continuamente senza una logica apparente — basti pensare all’evoluzione (e all’uso/disuso sproporzionato) del VAR da una stagione all’altra — disorientando gli appassionati storici e allontanando i nuovi.

    Questi dati sulla fruizione televisiva sembrano però confliggere con l’affluenza negli impianti: nelle prime cinque giornate le presenze allo stadio hanno registrato una media di riempimento dell’84% (fonte Calcio e Finanza). Un contrasto singolare, che merita una riflessione.

    La verità è che il famoso “spezzatino” di orari non sta affatto creando maggiore audience. Il tifoso medio segue la propria squadra del cuore e, al massimo, dà un’occhiata veloce ai big match.

    E diciamoci la verità (sapete che devo concedermi un momento di schiettezza almeno una volta ad articolo): a chi interessa davvero sintonizzarsi per seguire sfide come Frosinone-Udinese o Venezia-Parma, a parte i diretti interessati?

    A questo si aggiungono i continui rincari dei listini che, in un contesto socio-economico già complesso per le famiglie italiane, rappresentano un ulteriore disincentivo a sottoscrivere un abbonamento.

    Proprio in questi giorni vedo DAZN proporre offerte promozionali (come il piano a 19,99 € al mese, pur con diversi vincoli). Ma mi chiedo: perché non pensare a pacchetti davvero flessibili e segmentati? Ad esempio, la possibilità di acquistare solo le partite della propria squadra del cuore a un prezzo contenuto?

    Perché non alleggerire la fruizione tagliando tutti quei ridondanti programmi di “approfondimento” popolati da opinionisti spesso improponibili? Basterebbe un solo telecronista per match, eliminando la seconda voce e riducendo all’essenziale le innumerevoli interviste e le telecamere negli spogliatoi. Chi le guarda davvero?

    Con l’evoluzione di Internet e la proliferazione di nuovi canali e piattaforme digitali, la televisione tradizionale sta gradualmente perdendo il suo ruolo centrale nella ricerca dell’informazione e dell’intrattenimento sportivo.

    Cosa comporterà tutto questo nel breve e lungo periodo? Al prossimo rinnovo dei diritti TV, si riuscirà davvero a raggiungere o a confermare le cifre del passato e puntare all’agognata soglia del miliardo di euro?

    Sarebbe il caso che chi governa il sistema facesse un bagno di realtà.

    Ridimensionate le pretese, gente, ridimensionatele… perché a tirare troppo la corda, il giocattolo rischia di rompersi definitivamente.

  • Calcio,  Juventus,  Serie A 2026-27

    Serie A VI Giornata: Cagliari 1-1 Juventus “Il grigio come stile di vita”

    Se pensassi alla Juventus di qualche anno fa dovrei essere deluso dal risultato, ma diciamocelo chiaramente (lo ribadisco per chi non l’avesse ancora capito): questa Juve è una squadra da metà classifica.

    L’ho sempre sostenuto e continuo a farlo: con questi giocatori, tornare in Champions sarà una vera e propria impresa.

    Mi spiace dirlo, ma vedere contemporaneamente in campo Nico Gonzalez, McKennie, (questo) Conceição e Kolo Muani fa letteralmente sanguinare gli occhi. Una pochezza tecnica allucinante, un’incapacità di concludere a rete degna delle peggiori categorie dilettantistiche.

    Un primo tempo del tutto inconsistente. E non venite a rompermi le scatole con la storiella che “la Juve ha fatto la partita”. Tenere palla, farla girare a ritmi da bradipo e non tirare mai in porta non è fare la partita: non è calcio!

    La regia di Douglas Luiz è ancora troppo lenta e prevedibile.

    Devo però ammettere che sono rimasto piacevolmente colpito dalla fisicità di Sarr: deve ancora entrare pienamente negli schemi bianconeri, ma credo possa rivelarsi un innesto importante… salvo infortuni, ovvio! Vero Milik? Yildiz? Locatelli? Cabal? Ekhator?

    Nel secondo tempo, gli ingressi di Alajbegović e Zhegrova hanno garantito qualche spunto in più nella fase d’attacco. Niente di trascendentale, sia chiaro, ma almeno si sono visti in campo due calciatori capaci di fare le cose basilari: calciare una palla, azzeccare un cross e puntare l’uomo nell’uno contro uno. Ormai ci siamo ridotti ad accontentarci di questo.

    Avrei voluto dedicare più spazio al gol di Kolo Muani, ma poi ho pensato: che cazzo ci sta a fare un attaccante in campo?

    L’espulsione di Spalletti a partita finita è la fotografia perfetta del momento: fa capire quanta tensione e quanta frenesia scorrano nell’ambiente bianconero.

    E concludendo, beh sì: sono deluso.

    Da anni non siamo più in grado di inanellare tre vittorie consecutive. Si pecca gravemente in personalità, sia in campo sia in chi guida la squadra dalla panchina.

    Come dite? “È facile commentare seduti sul divano”? Fidatevi: è molto più facile vivere con lo stipendio da calciatore o da allenatore!

    Brutto match. Brutta Juve.