Juventus: Zero idee, zero personalità: questa Juve è un’illusione finita subito
Lo so, mi ripeto. Ma allo stesso tempo me ne frego.
Quanto visto ieri sera allo Stadium è stata un’offesa per tutti i tifosi bianconeri. È triste, ma bisogna ammetterlo: questa Juventus sta fallendo miseramente l’ennesima stagione. A ottobre siamo già fuori dalla lotta per lo scudetto.
Come dite? Mancano ancora 31 partite e ci sono 93 punti a disposizione? Sì, avete ragione! Siamo ancora in tempo per far salire il distacco dalla capolista a più di 100 punti!
Battute a parte, quello che ho visto ieri è stata una manifestazione di totale impotenza.
Lo ammetto: non me lo sarei mai aspettato dopo la rimonta di Vigo in Europa League. Credevo che finalmente fosse arrivata quella dose d’entusiasmo e quelle indicazioni di gioco capaci di farci compiere il salto di qualità. Nulla di più lontano da quanto si è visto in campo.

Abbiamo preso gol al primo tiro della Lazio? Ma che c***o vuol dire?! Non abbiamo più in porta una nullità come Di Gregorio (attualmente fermo a 0 presenze in Premier), ma abbiamo il secondo portiere della nazionale italiana: Guglielmo Vicario.
Il problema, però, nasce già dalla difesa. Bremer non è più lo stesso giocatore pre-infortunio: la sua straripante fisicità è visibilmente calata, ma anche il livello di attenzione lascia a desiderare. Lo vedo svagato, meno aggressivo. Che fossero vere le voci secondo cui la Juventus gli stava ormai stretta?
Lucumí è un buon innesto, sicuramente superiore a Kelly e forse preferibile a Gatti, ma anche in questo caso non siamo di fronte a un fuoriclasse in grado di garantire il salto di qualità al reparto. Çelik (bravo a svolgere il compitino) e Kalulu sono due buoni interpreti che figurerebbero benissimo in squadre del calibro di Sassuolo o Bologna… ma qui siamo alla Juventus!
A centrocampo i dolori aumentano. Douglas Luiz, nonostante abbia riconquistato la nazionale carioca, non riesce a garantire un gioco rapido e verticale (ad essere sinceri ci riuscirebbe a fatica persino Andrea Pirlo, vista la totale assenza di tagli e inserimenti da parte dei compagni). Sarr, discreto in fase d’interdizione, sembra avere una bomba pronta ad esplodergli tra i piedi ogni volta che imposta. McKennie, invece, è il simbolo perfetto della mediocrità attuale: il fatto che riesca a sostituire i compagni in qualsiasi ruolo è emblematico del livello tragicomico della Vecchia (e sfiancata) Signora. L’americano ricopre una gran varietà di posizioni, tutte con risultati deludenti (e non rompetemi le scatole con i gol segnati la scorsa stagione, dato che per anni la Juve ha cercato di piazzare Weston fuori dalle balle).
Davanti, Nico Gonzalez è tanto fumo e qualità a livelli da far sanguinare gli occhi. Alajbegović nelle ultime due partite è svanito nel nulla: scarsa personalità? La maglia bianconera ha sempre pesato, ma ora la squadra è così priva di carattere che questi giocatori ne vengono rapidamente schiacciati (il nome Koopmeiners vi dice niente?).
Kolo Muani non è una prima punta: l’abbiamo capito tutti?
No! Spalletti continua a schierarlo da solo, lì davanti, nella desolazione più totale.
Già con l’innesto di Woltemade — un altro che non è un centravanti puro (per chi non lo sapesse: essere un palo della luce non implica automaticamente essere una punta d’area) — il francese è parso più dentro al gioco.
E arriviamo a te, Luciano. Ero convinto che fossi l’uomo giusto per ripartire. Comincio a pensare di essermi sbagliato.
11 punti dopo 7 partite: uno in meno di Tudor la scorsa stagione, due in meno di Thiago Motta… Urge il ritorno di Conte? Non lo so. Credo che questa rosa sia semplicemente incapace di competere per le prime quattro posizioni, a prescindere da chi ne sia l’allenatore.
Punteremo tutto sulla coppa? A questo punto lo spero… Ma come vi dicevo: sono rapido ad esaltarmi, ma sono altrettanto veloce nel deprimermi. E oggi sono semplicemente affranto.
Siamo già arrivati alla fine.