• Calcio,  Juventus

    Juventus – Protocollo Spalletti: Cifrare i pensieri per non farsi decodificare dagli avversari… e dallo spogliatoio!

    Sì, lo so, è sempre la solita storia: la devo smettere di parlare soltanto di Juventus. 

    Ma cosa sto dicendo?! 

    Il blog è mio e decido io di cosa parlare.

    Per un attimo avevo perso la mia posizione di Monarca Assoluto, di Papa, e stavo ascoltando le rimostranze dei plebei che mi leggono… Follia pura.

    E adesso cosa dite? 

    Devo approfondire ulteriormente le cause del declino della Vecchia Signora? 

    Ma riuscite a essere più chiari? Ad avere un minimo di coerenza???

    O per caso avete frequentato anche voi la scuola di retorica del Professor Luciano Spalletti? 

    Vogliate scusarmi per questa introduzione insolita, ma ritenevo doveroso spendere due righe a sostegno di una mia convinzione: una parte dei problemi della Juventus deriva a mio avviso proprio dalla comunicazione contorta del tecnico di Certaldo.

    Non oso immaginare cosa possano capire (intuire? Quantomeno dedurre?) i giocatori stranieri delle direttive del mister.

    Ed anche voi lettori spero siate in grado di intelligere (eh mi sono lasciato trasportare dallo Spalletti pensiero) come il tono dell’articolo sia un mix tra l’ironico e… l’amara verità!

    A sostegno della mia posizione, nella prossima pagina dell’articolo vi riporto l’ultima onirica intervista rilasciata da “Lucky Luciano” ai microfoni di Sky. 

    Vi assicuro che neanche il sistema di cifratura Enigma è mai stato così criptico!

  • Calcio,  Juventus,  Serie A 2026-27

    Juventus: Zero idee, zero personalità: questa Juve è un’illusione finita subito

    Lo so, mi ripeto. Ma allo stesso tempo me ne frego.

    Quanto visto ieri sera allo Stadium è stata un’offesa per tutti i tifosi bianconeri. È triste, ma bisogna ammetterlo: questa Juventus sta fallendo miseramente l’ennesima stagione. A ottobre siamo già fuori dalla lotta per lo scudetto.

    Come dite? Mancano ancora 31 partite e ci sono 93 punti a disposizione? Sì, avete ragione! Siamo ancora in tempo per far salire il distacco dalla capolista a più di 100 punti!

    Battute a parte, quello che ho visto ieri è stata una manifestazione di totale impotenza.

    Lo ammetto: non me lo sarei mai aspettato dopo la rimonta di Vigo in Europa League. Credevo che finalmente fosse arrivata quella dose d’entusiasmo e quelle indicazioni di gioco capaci di farci compiere il salto di qualità. Nulla di più lontano da quanto si è visto in campo.

    Zero personalità. Zero rabbia. Tanta delusione.

    Abbiamo preso gol al primo tiro della Lazio? Ma che c***o vuol dire?! Non abbiamo più in porta una nullità come Di Gregorio (attualmente fermo a 0 presenze in Premier), ma abbiamo il secondo portiere della nazionale italiana: Guglielmo Vicario.

    Il problema, però, nasce già dalla difesa. Bremer non è più lo stesso giocatore pre-infortunio: la sua straripante fisicità è visibilmente calata, ma anche il livello di attenzione lascia a desiderare. Lo vedo svagato, meno aggressivo. Che fossero vere le voci secondo cui la Juventus gli stava ormai stretta?

    Lucumí è un buon innesto, sicuramente superiore a Kelly e forse preferibile a Gatti, ma anche in questo caso non siamo di fronte a un fuoriclasse in grado di garantire il salto di qualità al reparto. Çelik (bravo a svolgere il compitino) e Kalulu sono due buoni interpreti che figurerebbero benissimo in squadre del calibro di Sassuolo o Bologna… ma qui siamo alla Juventus!

    A centrocampo i dolori aumentano. Douglas Luiz, nonostante abbia riconquistato la nazionale carioca, non riesce a garantire un gioco rapido e verticale (ad essere sinceri ci riuscirebbe a fatica persino Andrea Pirlo, vista la totale assenza di tagli e inserimenti da parte dei compagni). Sarr, discreto in fase d’interdizione, sembra avere una bomba pronta ad esplodergli tra i piedi ogni volta che imposta. McKennie, invece, è il simbolo perfetto della mediocrità attuale: il fatto che riesca a sostituire i compagni in qualsiasi ruolo è emblematico del livello tragicomico della Vecchia (e sfiancata) Signora. L’americano ricopre una gran varietà di posizioni, tutte con risultati deludenti (e non rompetemi le scatole con i gol segnati la scorsa stagione, dato che per anni la Juve ha cercato di piazzare Weston fuori dalle balle).

    Davanti, Nico Gonzalez è tanto fumo e qualità a livelli da far sanguinare gli occhi. Alajbegović nelle ultime due partite è svanito nel nulla: scarsa personalità? La maglia bianconera ha sempre pesato, ma ora la squadra è così priva di carattere che questi giocatori ne vengono rapidamente schiacciati (il nome Koopmeiners vi dice niente?).

    Kolo Muani non è una prima punta: l’abbiamo capito tutti?

    No! Spalletti continua a schierarlo da solo, lì davanti, nella desolazione più totale.

    Già con l’innesto di Woltemade — un altro che non è un centravanti puro (per chi non lo sapesse: essere un palo della luce non implica automaticamente essere una punta d’area) — il francese è parso più dentro al gioco.

    E arriviamo a te, Luciano. Ero convinto che fossi l’uomo giusto per ripartire. Comincio a pensare di essermi sbagliato.

    11 punti dopo 7 partite: uno in meno di Tudor la scorsa stagione, due in meno di Thiago Motta… Urge il ritorno di Conte? Non lo so. Credo che questa rosa sia semplicemente incapace di competere per le prime quattro posizioni, a prescindere da chi ne sia l’allenatore.

    Punteremo tutto sulla coppa? A questo punto lo spero… Ma come vi dicevo: sono rapido ad esaltarmi, ma sono altrettanto veloce nel deprimermi. E oggi sono semplicemente affranto.

    Siamo già arrivati alla fine.

  • Chi ha fatto palo?,  Juventus

    Chi ha fatto palo? Kolo Muani, Zirkzee o Sørloth? Identikit dell’attaccante che manca alla Juventus

    Ma se Spalletti ti chiede un attaccante di peso, un centravanti classico, tu, Carnevali, gli prendi Kolo Muani?

    Leggo che l’altezza del francese è di 1,87 m (con i tacchi, credo) per 73 kg: un autentico titano!

    E se Kolo non fosse sufficiente, qual è la nuova proposta?

    Ma certo: Zirkzee!

    In effetti il fisico del ragazzo è imponente (1,93 m per 84 kg), ma come nel caso di Kolo Muani non siamo in presenza di una prima punta pura. Zirkzee non è quel centravanti che occupa l’area, che svetta di testa… Non basta essere “grandi e grossi” per essere uomini d’area.

    Già dalle statistiche, del resto, è chiaro come i due non siano neanche dei cannonieri:

    Joshua Zirkzee

    • Bologna: 54 partite – 13 gol
    • Manchester Utd: 55 partite – 5 gol

    Randal Kolo Muani

    • PSG: 36 partite – 8 gol
    • Juventus: 26 partite – 8 gol
    • Tottenham: 30 partite – 1 gol

    Non vedo numeri in grado di sostituire il pur criticato Vlahović.

    E dell’uomo indicato da Spalletti, Sørloth, cosa ci dicono i numeri?

    1,95 m per 94 kg… un bel bestione.

    Dal mio umilissimo punto di vista, il norvegese è un “pendolone” quasi inguardabile: lento, macchinoso, ma non posso negare che sappia riempire l’area di rigore.

    E le statistiche cosa dicono?

    Alexander Sørloth

    • Villarreal: 34 partite – 23 gol
    • Atlético Madrid: 70 partite – 33 gol

    Niente male! Che abbia ragione il buon Luciano?

    Io proverei ad accontentarlo, soprattutto se la punta norvegese dovesse arrivare in cambio di Nico González.

    Manca ancora una settimana alla fine del calciomercato e, considerando il recente infortunio di Yıldız, la situazione si è fatta subito complicata.

    Senza la fantasia del turco a inventare sulla trequarti, la squadra rischia di fermarsi ai limiti dell’area di rigore. Serve come il pane un terminale offensivo strutturato, capace di far salire la squadra, ripulire palloni sporchi e trasformare in gol i pochi traversoni a disposizione.

    A questo punto la palla passa alla dirigenza: continuare a inseguire profili di manovra e “finti nove” o regalare a Spalletti il suo corrazziere per dare un senso a questo finale di mercato?

    La sensazione è che, per non buttare a mare la stagione, la strada della concretezza sia ormai l’unica percorribile.

  • Juventus

    La Juve riparte da Spalletti: programmazione e muscoli per tornare grandi.

    Il rinnovo di Spalletti alla Juventus mi ha reso felice.

    Sapete che non considero l’allenatore l’unico artefice dei successi di una squadra, ma credo sia l’uomo giusto per la ripartenza. L’ho visto valorizzare giocatori che avevano deluso a inizio campionato: Locatelli su tutti, ma anche Conceição, diventato molto più concreto sotto la guida di Luciano.

    Credo (almeno spero) inoltre che la sua riconferma sia supportata da una programmazione solida, non improvvisata come negli ultimi anni.

    Sono convinto che Luciano sia l’uomo perfetto da cui ricominciare un ciclo!

    Sarà però fondamentale centrare la zona Champions, e per farlo bisognerà lottare fino all’ultima giornata.

    Proprio stamattina sentivo parlare di Alisson come rinforzo per la porta: onestamente, un trentaquattrenne non mi fa gridare al miracolo.

    I rinforzi poi servono ovunque: ripeto, in ogni reparto!

    In difesa Cambiaso e Kalulu non hanno sostituti; a centrocampo serve un regista e in attacco un bomber, visti i troppi infortuni di Vlahovic (il cui rinnovo non mi convince).

    Non so se sarà possibile far cassa cedendo i vari Koopmeiners, Openda, David, Nico Gonzalez, Douglas Luiz (ma è solo in prestito?) o Kostic (è a fine contratto?). Di partenti potenziali ne abbiamo molti e non mi dispiacerebbe vederli andare via.

    I nuovi innesti, però, vanno ponderati con coscienza di causa, senza affidarsi a ‘stronzate’ come gli algoritmi.

    Servono uomini di campo: Spalletti e Chiellini mi danno fiducia.

    Ah, se fosse possibile: Comolli fuori! Non lo vedo in grado di rilanciare i bianconeri.

    Il mio sogno? Il ritorno di Andrea Agnelli.

  • Juventus,  Pensieri in libertà

    Juventus: Il trionfo della mediocrità.

    Mi duole dirlo, ma la Juventus è diventata una squadra modesta, piena di giocatori mediocri. Spalletti non può fare miracoli con un gruppo così limitato.

    Facciamo sistematicamente un passo avanti e due indietro; quanto visto l’altro ieri è sconcertante.

    È inutile vantare l’80% di possesso palla e il comando del gioco se poi si perde.

    Manca totalmente un finalizzatore. Yildiz si è caricato il peso della squadra sulle spalle da vero leader, ma la sfortuna non lo ha aiutato. Gli altri? McKennie non pervenuto, Zhegrova impalpabile e Conceicao? Cazzo ha sbagliato un’infinità di cross. Per non parlare di David e Openda: fantasmi in campo.

    Su Koopmeiners ho letto giudizi assurdi: lo definiscono ‘ordinato’. Ma stiamo scherzando? Si sono spesi 60 milioni per avere un nullacampista ‘ordinato’?

    Abbiamo un centrocampo che recupera palloni ma non sa costruire.

    Neanche Miretti può fare il regista: ha qualità, ma è un trequartista, non può far partire l’azione.

    Contro squadre che si chiudono, una manovra così lenta e prevedibile è destinata a infrangersi contro il muro difensivo. Yildiz non può essere l’unica soluzione.

    Anche gli estremi difensori (non riesco a chiamarli portieri), mi dispiace dirlo, ma non sono all’altezza del club.

    Cari fautori del ‘giochismo’, lo volete capire che la fortuna di una squadra dipende dai piedi dei giocatori?

    La tattica non può colmare le lacune tecniche.

    É inutile che vi seghiate parlando di: 442, 451, sovrapposizioni, braccetti…

    …giocatori mediocri portano risultati mediocri…

    …e, continuando così, per la Juventus la zona Champions diventerà una traguardo impossibile.

  • Calcio,  Juventus

    Juventus: La gestione Spalletti (parte 2)

    È con estremo piacere che torno a scrivere della Juventus di Luciano Spalletti.

    È una squadra nuova? 

    Tecnicamente no.

    Gli interpreti sono in gran parte gli stessi, eppure in campo si respira un’aria diversa. La grinta è cambiata: il pressing alto, ammirato soprattutto nelle partite in cui è stata schierata la difesa a quattro, è davvero impressionante. La squadra resta corta e aggredisce lo spazio per un recupero palla immediato.

    Quel sorriso…

    Non so quali corde abbia toccato il tecnico toscano, ma nonostante i limiti di una rosa “costruita male”, finalmente ci stiamo divertendo. Il 5-0 contro la Cremonese è stato un segnale forte: erano dieci anni che i bianconeri non segnavano cinque reti in casa!

    Grande solo con le “piccole”?

    Per ora, i fatti dicono di sì. Tuttavia, prima dell’avvento di Spalletti, questi risultati erano tutt’altro che scontati.

    La Juve può competere per lo scudetto? 

    Per quest’anno, onestamente, no. Vedo Inter e Napoli ancora un gradino sopra, ma la qualificazione in Champions League resta l’obiettivo vitale per proseguire il percorso di ricostruzione. Non sarà una passeggiata: la concorrenza di Como, Roma, Bologna, Atalanta, Milan, oltre alle già citate Inter e Napoli, renderà la corsa ai primi quattro posti una vera battaglia.

    Il ruolo dell’allenatore e i limiti tecnici

    Arrivare in Champions basterà a renderci felici? Probabilmente no.

    Per chi tifa Juventus, il “minimo sindacale” non può mai essere pienamente soddisfacente, ma considerando l’avvio di campionato, dobbiamo essere realisti e accontentarci.

    Questo significa che sto dando più importanza all’allenatore che ai giocatori? Assolutamente no. 

    Una squadra è l’alchimia perfetta tra calciatori e guida tecnica, a cui va aggiunta la solidità della società.

    Spalletti ha senz’altro rigenerato la gestione del gruppo, ma deve fare i conti con i limiti tecnici dei singoli.

    • Il famigerato rigore sbagliato da David può essere imputato a Spalletti?
    • L’errore di Cambiaso contro il Lecce, che ha regalato l’assist agli avversari, è colpa del mister?

    Chiaramente no.

    Ma resta il fatto che Luciano sta svolgendo un lavoro encomiabile. Dopo anni di buio, finalmente iniziamo a intravedere la luce in fondo al tunnel!

  • Juventus,  Statistiche

    Juventus: La gestione Spalletti (parte 1)

    La Juventus sotto la gestione Spalletti é cambiata per davvero?

    Finalmente, dopo le ultime prestazioni, posso sciogliere ogni dubbio: assolutamente sì!

    Ma lasciamo spazio ai fatti: ecco cosa dicono i risultati.

    Il rientro di Bremer: definirlo determinante per la rinascita bianconera é sottovalutare l’importanza di questo ragazzo!

    Risultati Juventus (Gestione Spalletti)


    N° – Data – Competizione – Partita – Risultato
    1º – 4 nov 2025 – Champions League – Sporting CP – Juventus 1 – 1
    2º – 8 nov 2025 – Serie A – Torino (13) – Juventus 0 – 0
    3º – 22 nov 2025 – Serie A – Juventus – Fiorentina (20) 1 – 1
    4º – 25 nov 2025 – Champions League – Bode/Glimt – Juventus 2 – 3
    5º- 29 nov 2025 – Serie A – Juventus – Cagliari (14) 2 – 1
    6º – 2 dic 2025 – Coppa Italia – Juventus – Udinese (10) 2 – 0
    7º – 7 dic 2025 – Serie A – Napoli (4) – Juventus 2 – 1
    8º – 10 dic 2025 – Champions League – Juventus – Pafos FC 2 – 0
    9º – 14 dic 2025 – Serie A – Bologna (7) – Juventus 0 – 1
    10º – 20 dic 2025 – Serie A – Juventus – Roma (5) 2 – 1
    11º – 28 dic 2025 – Serie A – Pisa (19) – Juventus 0 – 2

    Legenda: Fra parentesi la posizione in Serie A aggiornata in data 28.12.25

    Riepilogo Generale

    Gare Giocate: 11 – Vittorie: 7 – Pareggi: 3 – Sconfitte: 1 – Gol Fatti: 17 – Gol Subiti: 9

    Suddivisione per Competizione
    La squadra è attualmente imbattuta in Europa e in Coppa Italia sotto la sua gestione, mentre l’unico passo falso è avvenuto in campionato.

    🇮🇹 Serie A
    Il cammino in campionato ha visto una progressione importante, culminata con le ultime 4 vittorie consecutive che hanno proiettato i bianconeri al terzo posto momentaneo.
    • Partite: 7
    • Vittorie: 4 (Cagliari, Bologna, Roma, Pisa)
    • Pareggi: 2 (Torino, Fiorentina)
    • Sconfitte: 1 (Napoli)

    🇪🇺 Champions League
    Spalletti ha ereditato una situazione complessa e ha ottenuto risultati fondamentali per la qualificazione alla fase successiva.
    • Partite: 3
    • Vittorie: 2 (Bodø/Glimt, Pafos FC)
    • Pareggi: 1 (Sporting CP)
    • Sconfitte: 0

    🏆 Coppa Italia
    Il debutto nella competizione nazionale è stato vincente, garantendo il passaggio del turno.
    • Partite: 1
    • Vittorie: 1 (Udinese)
    • Pareggi: 0
    • Sconfitte: 0

    Ma in cosa è cambiata la squadra?

    Lo scoprirete nella seconda parte dell’articolo!

    Come dicono “quelli bravi” creo hype… ma che ca**o significa???

  • Calcio,  Notizie

    Juventus: Benvenuto Luciano!

    Solo poche righe per augurare a Luciano Spalletti un grande in bocca al lupo per il suo nuovo incarico: allenatore della squadra più vincente d’Italia!

    Luciano Spalletti nuovo mister dei bianconeri… speriamo bene! Queste sembra la foto di una epigrafe.

    Sono anni che la Juve fatica ad essere davvero competitiva: ti aspetta un lavoro durissimo!!
    Non eri la mia prima scelta, ma ora che fai parte di questa grande famiglia, faremo tutti il tifo per te.
    Benvenuto, Luciano!