Juventus: La gestione Spalletti (parte 2)
È con estremo piacere che torno a scrivere della Juventus di Luciano Spalletti.
È una squadra nuova?
Tecnicamente no.
Gli interpreti sono in gran parte gli stessi, eppure in campo si respira un’aria diversa. La grinta è cambiata: il pressing alto, ammirato soprattutto nelle partite in cui è stata schierata la difesa a quattro, è davvero impressionante. La squadra resta corta e aggredisce lo spazio per un recupero palla immediato.

Non so quali corde abbia toccato il tecnico toscano, ma nonostante i limiti di una rosa “costruita male”, finalmente ci stiamo divertendo. Il 5-0 contro la Cremonese è stato un segnale forte: erano dieci anni che i bianconeri non segnavano cinque reti in casa!
Grande solo con le “piccole”?
Per ora, i fatti dicono di sì. Tuttavia, prima dell’avvento di Spalletti, questi risultati erano tutt’altro che scontati.
La Juve può competere per lo scudetto?
Per quest’anno, onestamente, no. Vedo Inter e Napoli ancora un gradino sopra, ma la qualificazione in Champions League resta l’obiettivo vitale per proseguire il percorso di ricostruzione. Non sarà una passeggiata: la concorrenza di Como, Roma, Bologna, Atalanta, Milan, oltre alle già citate Inter e Napoli, renderà la corsa ai primi quattro posti una vera battaglia.
Il ruolo dell’allenatore e i limiti tecnici
Arrivare in Champions basterà a renderci felici? Probabilmente no.
Per chi tifa Juventus, il “minimo sindacale” non può mai essere pienamente soddisfacente, ma considerando l’avvio di campionato, dobbiamo essere realisti e accontentarci.
Questo significa che sto dando più importanza all’allenatore che ai giocatori? Assolutamente no.
Una squadra è l’alchimia perfetta tra calciatori e guida tecnica, a cui va aggiunta la solidità della società.
Spalletti ha senz’altro rigenerato la gestione del gruppo, ma deve fare i conti con i limiti tecnici dei singoli.
- Il famigerato rigore sbagliato da David può essere imputato a Spalletti?
- L’errore di Cambiaso contro il Lecce, che ha regalato l’assist agli avversari, è colpa del mister?
Chiaramente no.
Ma resta il fatto che Luciano sta svolgendo un lavoro encomiabile. Dopo anni di buio, finalmente iniziamo a intravedere la luce in fondo al tunnel!