90 minuti di applausi: Lacrime a Istanbul, Applausi a Bergamo: Il Mercoledì delle Grandi Imprese
Ieri sono tornato a respirare calcio.
Ho voluto soffrire in Champions insieme ai miei amati eroi bianconeri e l’impresa è stata sfiorata per un soffio. Chiudere i 90 minuti regolamentari sul 3-0, giocando in dieci per tutto il secondo tempo (a causa dell’iniqua espulsione di Kelly decisa da un arbitro indegno), è stata una prestazione da vera Juve.
Una Juve che sa soffrire, che sa reagire e che non si arrende mai.
Peccato solo per il crollo fisico ai tempi supplementari, che ha permesso al Galatasaray di passare il turno con un punteggio finale di 3-2.
Grazie comunque, ragazzi!
Ma i “90 minuti di applausi” devono andare soprattutto alla Dea.
L’Atalanta è stata capace di ribaltare il 2-0 dell’andata contro il Borussia Dortmund: quel 4-1 finale è una vera opera d’arte, un’impresa epica.
Credo sia una delle pagine più belle mai scritte dalla società bergamasca.
Complimenti sinceri a Palladino e a tutti i ragazzi nerazzurri.
Onestamente, a volte tendo a dimenticare come questa squadra faccia ormai parte dell’élite del calcio italiano. L’Atalanta è una realtà solida che, nonostante le cessioni di “pezzi da novanta” come Koopmeiners, Lookman, Retegui, riesce sempre a confermarsi ai vertici del campionato e a essere competitiva in Europa.
Per loro, 120 minuti di meritatissimi applausi!