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    Juventus – Gli irripetibili 9 scudetti consecutivi – Parte V

    Ennesimo capitolo della gloriosa saga.

    Le porte dell’inferno, che si erano spalancate nella precedente stagione, quest’anno mi videro scendere ancor più nell’abisso della bestemmia!

    Stagione 2017-18:

    De Sciglio – Alex Sandro il ridimensionamento era alle porte!

    Ed eccoci al settimo scudetto consecutivo, un altro capitolo nella lunga e gloriosa saga bianconera.
    Alcuni interpreti cambiarono, è vero, ma il trionfo sembrava ancora una volta una formalità. Frase che, tra l’altro, ripeto con religiosa convinzione a ogni inizio narrazione: si era ormai perso persino il gusto di vincere in Italia!

    In porta, l’inossidabile Gigi Buffon resisteva ancora tra i pali, ma dalla Roma arrivò Szczęsny — un portiere… e anche un codice fiscale vivente — pronto a prendere il testimone dalla leggenda azzurra.

    Vedere De Sciglio tra i titolari nel campetto iniziale, lo so, fa lacrimare gli occhi, anche perché il fedele pretoriano di Allegri disputò la bellezza di… 12 partite.

    NdD: Mi dispiace, ma online non ho trovato di meglio — e poi, diciamolo, è il mio stile che rende tutto irresistibilmente appassionante. 😉

    In difesa, la mitica BBC chiuse il sipario sulla sua irripetibile epopea: Bonucci fu ceduto al Milan… per “spostare gli equilibri”! O almeno così si disse.
    Forse per non spezzare la magia dell’acronimo, l’innesto di Benatia si rivelò fondamentale per mantenere una retroguardia solida. Rugani, da parte sua, fu sempre pronto a dare una mano come centrale.

    A centrocampo, l’arrivo di Matuidi portò muscoli, corsa e tanta interdizione, liberando Pjanic da compiti troppo difensivi. Khedira, con le sue 9 reti, offrì intelligenza tattica e inserimenti letali.

    Nota a margine, ma doverosa:
    Mi sono reso conto di non aver mai citato Stephan Lichtsteiner nelle stagioni precedenti.
    Chiedo venia al nostro terzino svizzero, instancabile motorino sulla fascia. Un uomo chiave in ogni singolo scudetto, una forza della natura, un moto perpetuo.
    Quanto ci mancano certi giocatori, soprattutto ora, quando vediamo titolari i vari Nico, Weah e Kostić…

    Nel reparto offensivo, due innesti sono da segnalare: Federico Bernardeschi dalla Fiorentina e Douglas Costa (non Luiz, occhio) dal Bayern Monaco.
    Del primo ho solo ricordi… allucinanti.
    Mantenne le promesse come i marinai nei porti: con leggerezza e nessuna intenzione.
    Di Douglas, invece, ho flash splendidi: ala vecchio stile, rapido, guizzante, capace di dribbling spezza-caviglie.
    Peccato fosse fatto di cristallo. Troppi infortuni hanno frenato quella che poteva (anzi, doveva) essere una carriera da fuoriclasse.

    Il tridente offensivo — Douglas Costa (4), Higuaín (16), Dybala (22) — faceva tremare le difese allora… e probabilmente anche oggi.

    Lo scudetto, alla fine, arrivò con 95 punti.
    Secondo il Napoli a 91, poi la Roma a 77 e l’Inter quarta con 72.

    E in Europa?
    Eh… l’ennesima delusione. E stavolta fu devastante, pur non essendo neanche una finale.

    Il Real Madrid — sì, sempre loro — ci sbarrò la strada ancora una volta. Era il Real di Cristiano Ronaldo, lo incrociammo ai quarti di finale.
    L’andata fu un massacro: 0-3 a Torino. Una vera lezione di calcio.
    La delusione fu così profonda che non riuscii nemmeno a bestemmiare. Il che è tutto dire.

    Al ritorno, morale sotto le scarpe. Ma i ragazzi… ci credettero.
    3-0 al Bernabeu. Supplementari in vista. Un’impresa leggendaria a un passo.
    E poi…
    L’arbitro. Il rigore. Il protagonista sbagliato. Il peso politico del Real.

    Un penalty tanto generoso quanto, diciamolo, inimmaginabile a parti invertite.
    (Nonostante le farneticazioni dei tifosi disadattati delle altre squadre italiane.)

    Finì 1-3.
    Fuori dalla Champions.
    E io? Posto riservato all’inferno dei bestemmiatori seriali.
    Prima fila. Sempre.

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    Juventus – Gli irripetibili 9 scudetti consecutivi – Parte IV

    Let’s go amici Bianconeri!

    Stagione: 2016-17

    Dio mio sto campetto ha più errori di un mio tema di italiano del liceo!

    Un altro doloroso addio funestò noi tifosi: 105 milioni di buoni motivi riportarono Paul Pogba allo Utd. 

    Ma la Juventus di quegli anni era parte attiva sul mercato. 

    Ad una cessione prestigiosa la risposta era un acquisto ancora più di spicco. 

    In quella stagione arrivò, per 90 milioni di euro, il capocannoniere del precedente campionato: Gonzalo Higuain

    L’argentino concluse la stagione con ben 24 gol! Ed ebbe un impatto determinante per la conquista dello scudetto. 

    Nello schemino della squadra tra i titolari vedo: Dani Alverez??? E chi cazzo è??? Sto giocatore non è mai esistito 🙂 

    In bianconero infatti arrivò l’ex Barcellona: Dani Alves

    Altro innesto di esperienza avente lo scopo di dare l’assalto alla Champions. Lo scudetto, non smetterò mai dirlo, in quegli anni era scontato. 

    Altra perla che vedo nella formazione tipo è la presenza di Lemina titolare! Che cagata pazzesca!!! 

    I centrali di centrocampo infatti furono: Khedira (31 partite) e Pjanic (30 partite – ultimo vero regista bianconero) ed il veterano Marchisio. Sulla fascia sinistra il dualismo fu EvraAlex Sandro, sulla destra Dani Alves garantì una spinta continua. 

    Davanti l’arrivo di Higuain, come già detto, garantì il salto di qualità ad un reparto già di buon livello. La coppia argentina con Dybala (11 reti) fu devastante, ma il vero valore aggiunto, l’invenzione che permise a Max Allegri di dominare in Italia ed in Europa fu: Mario Mandzukic “Tuttocampista”

    Il giocatore croato disputò una stagione ai limiti della perfezione. Ricoprì ogni ruolo dal terzino alla punta. Non marcò mai visita. Corse per 4. Interdì, siglò 7 gol, distribuì 5 assist e c’è chi giura averlo visto dare la Comunione a Medjugorie nei giorni in cui non c’era il campionato 🙂

    Lo scudetto arrivò con 91 punti, la Roma concluse seconda a sole 4 lunghezze, il Napoli terzo a 5 e l’Atalanta quarta a ben 19 punti. 

    Ma fu la cavalcata in Europa che esaltò noi tifosi. 

    Girone eliminatorio con Siviglia, Dinamo Zagabria e Lione – Superato 

    Ottavi di finale: Porto – Superato (da quanto tempo non eliminano una squadra portoghese??)

    Quarti di finale: Barcellona – superato (all’andata Dybala disputò la sua partita immortale)

    Semifinale: Monaco – Superato…

    …Finale… Real Madrid 4 – Juventus 1…

    Purtroppo non fu sufficiente il pareggio in rovesciata di Mario Mandzukic, a fine primo tempo, a dare la spinta ai bianconeri verso il trionfo…

    …cosa successe nello spogliatoio durante l’intervallo rimane tuttora un mistero, ma il secondo parziale non vide la Juventus scendere in campo. 

    Fu un assolo delle merengues… che tanto mi stanno sul cazzo!

    Ennesima sconfitta in finale… ricordo benissimo la mia devastante delusione. 

    Quanti improperi… fu la sera in cui le porte per l’inferno mi si spalancarono davanti. 

    L’Europa rimaneva ancora una volta un sogno irrealizzabile…

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    Juventus – Gli irripetibili 9 scudetti consecutivi – Parte III

    Oggi vi parlerò della “rivoluzionaria” Stagione 2015-16 e della storica rimonta in campionato: da -11 punti dalla vetta sino allo scudetto!

    Partiamo!

    Stagione: 2015-16

    È arrivata la rivoluzione!

    Fu l’anno della “svecchiata” e del fare cassa. Addio a tre colonne portanti: Vidal (Bayern Monaco), Pirlo (volato a giocare negli States) e Tevez (di ritorno ai Boca Juniors, praticamente regalato: 3 milioni più il giovane talento – mai visto in prima squadra – Guido Vadalà).

    Inoltre, per rendere la cessione dell’Apache meno dolorosa. il Boca mise sul piatto i diritti di opzione su futuri presunti fenomeni (spoiler: quasi tutti pipponi) come Rodrigo Bentancur (che almeno a Torino ci arriverà), Franco Sebastián Cristaldo (chi?!) e Andrés Cubas (vale la stessa nota di Cristaldo, copia-incolla e via).

    Fu una piccola rivoluzione a centrocampo e in attacco. La difesa, invece, restò il solido pilastro per costruire i futuri successi nazionali.

    Gli arrivi di Cuadrado e Khedira diedero sostanza in mediana: sostituire Pirlo e Vidal non era semplice, ma il reparto fu trainato da Paul Pogba. Il “Polpo” giocò una stagione super: 8 gol e 10 assist, con lo United già alla porta per riportarlo in Inghilterra.

    In attacco, ecco tre volti nuovi: Mario Mandzukic, Paulo Dybala e Simone Zaza, ad affiancare il “veterano” Álvaro Morata. Mario, inizialmente, non fece impazzire di gioia i tifosi (10 gol totali), mentre la ver “Joja” Paulo Dybala sembrò aver fatto arrivare a Torino un Messi in miniatura (19 reti a fine stagione).

    Sì, sto esagerando, ma i giornali dell’epoca si divertivano parecchio con i paragoni impossibili.

    E Zaza? Un buon panchinaro, niente di più.

    Fu una stagione folle: dopo 10 giornate, la Juve era undicesima, a -11 dalla vetta. Allegri in bilico, campagna acquisti sotto accusa… e poi, la svolta. Lo spogliatoio si ricompattò e partì una serie di 15 vittorie consecutive (10 senza subire gol), 24 successi in 25 partite e il record di imbattibilità di Buffon: 974 minuti.

    Una rimonta epica, coronata dallo scudetto a quota 91 punti, con il Napoli staccato di 9 lunghezze.

    Capitolo Champions: ennesima delusione. Eliminazione agli ottavi per mano del Bayern Monaco, con una rimonta sfumata al 90’. In Europa, la dea bendata sembrava avere un indirizzo di casa sbagliato.

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    Vlahović, un Patrimonio… Invendibile

    Ma Vlahović si rende conto che, con 12 milioni l’anno di stipendio, non se lo fila nessuno?
    Ok, non iniziate con il solito discorso: “Tu rifiuteresti 12 milioni che ti spettano di diritto?”
    Ovviamente no!

    Se mi lasci non vale, se mi lasci in un buco spazio temporale…

    Ma siamo davvero sicuri che, dopo un atteggiamento così ostruzionista (da autentico scassa-palle), l’anno prossimo — a contratto scaduto con la Juventus — riuscirà a strappare un ingaggio altrettanto ricco in un’altra squadra di vertice?

    E poi: è proprio sicuro che la Juve non possa metterlo fuori rosa?
    Mmm… a pensarci bene, purtroppo, i bianconeri non possono permettersi una mossa così drastica, visto il reparto d’attacco osceno che si ritrovano.
    Però almeno, con l’arrivo di David, finirà in panchina.

    Sul lato umano: Dusan non prova un minimo di imbarazzo, confrontando le non offerte ricevute con le cifre spese per Sesko o Gyökeres?
    O per certi scarponi come Højlund, in trattativa col Milan, o Retegui, finito in Arabia per quasi 70 milioni?
    E notizia dell’ultima ora: persino Raspadori ha avuto mercato, ed è stato preso dall’Atletico Madrid!

    Vlahović, mi ripeto: non ti cerca nessuno.
    Io lo troverei umiliante.

    Ma, senza scadere nel banale, lo sappiamo tutti: oggi conta solo il vile, merdoso denaro.
    Che poi, a dirla tutta, qualche milioncino senza fare un cazzo tutto il giorno… non dispiacerebbe neanche a me.

  • Calcio,  Pensieri in libertà

    Juventus: Gli irripetibili 9 scudetti consecutivi – Parte II

    Continua la saga Bianconera!

    Che aspettate? Prendete e godetene tutti!

    Stagione 2013-14

    2013-14: Si stava creando il blocco per l’assalto all’Europa

    Nuova stagione, ma difesa e centrocampo rimasero praticamente immutati, a parte l’innesto del nigeriano Asamoah.
    Saggiamente si seguì il vecchio adagio: squadra vincente non si cambia!
    Ma si può rafforzare… con criterio! (Questa è una mia aggiunta!)
    E quindi: qual era il reparto meno performante?
    Semplice: l’attacco. Era lì che bisognava intervenire per diventare competitivi anche a livello europeo.

    Ed ecco arrivare uno dei giocatori che più ho amato: Carlos Tevez.
    La numero 10 sulle sue spalle tornò a brillare!
    Nella sua prima stagione in bianconero, l’argentino mise a segno ben 19 reti: grinta, forza, gol e un’innata voglia di vincere facevano di Carlitos un autentico fenomeno.
    In molti, ancora oggi, lo rimpiangiamo.
    L’Apache – così era soprannominato – rimase solo due anni a Torino, ma marchiò a fuoco il suo nome nei cuori bianconeri.

    Anche lo spagnolo Llorente fu un ottimo innesto in zona gol (16 reti). Classica torre d’area, si completava alla perfezione con il piccolo e potente Tevez.
    E chi poteva, ancora una volta, dare un contributo fondamentale in fase realizzativa se non il fenomenale Arturo Vidal? Le sue 11 reti e 8 assist furono decisive in più di un’occasione.

    Con una squadra così lo scudetto era scontato… ma in Europa?
    In Champions League fu un autentico disastro: terzo posto nel girone alle spalle di Real Madrid e di un modesto Galatasaray, con conseguente “retrocessione” in Europa League.
    Il cammino in questa competizione si interruppe in semifinale contro il Benfica, dopo aver eliminato, nell’ordine: Trabzonspor, Fiorentina e Lione.
    Nulla da fare: i trofei continentali restavano miraggi per noi tifosi bianconeri.

    In Serie A, invece, non fu solo vittoria: fu dominio.
    Ben 102 punti finali, con 80 gol fatti e appena 23 subiti. La Roma, seconda, chiuse a -17.
    Lo scudetto cominciava a sembrare quasi un’abitudine.


  • Calcio,  Pensieri in libertà

    Juventus: Gli irripetibili 9 scudetti consecutivi – Parte I

    Si avvicinano le agognate ferie ferragostane.
    E allora, per allietarvi quei dieci minuti di relax sotto l’ombrellone (soprattutto se siete tifosi della Vecchia Signora), ho pensato di regalarvi un tuffo nei ricordi raccontando le gesta delle formazioni bianconere che, per quasi un decennio, hanno dominato la Serie A.

    Fu un periodo glorioso per noi Gobbi, certo, ma anche un’epoca in cui cominciavano a intravedersi i prodromi del nostro attuale “decadimento”.
    Assuefazione alla vittoria (arrivammo a dare per scontato lo scudetto), investimenti sbagliati, sensazioni di onnipotenza…
    C’erano ombre, eccome.

    Ma oggi no, oggi siamo qui per celebrare. E quindi, niente pipponi: concentriamoci sui veri protagonisti, i campioni che hanno calcato il campo stagione dopo stagione.

    La BBC e dintorni

    Incredibile ma vero: il reparto difensivo rimase praticamente immutato per quasi dieci anni.
    Barzagli, Bonucci, Chiellini: la famosa BBC.
    Alle loro spalle — serve davvero citarlo? — il portiere più forte della storia del calcio: Gianluigi Buffon, sostituito solo nelle ultime due stagioni dal polacco Szczesny.

    Uno dei reparti difensivi migliori della storia bianconera? Per rendimento, nessun dubbio!
    Anche se non posso dimenticare di citare mostri sacri del calibro di: CannavaroThuramScireaZoff, De Sciglio (ops, refuso 🙂

    Ma bando alle ciance, iniziamo a rivivere le stagioni nel dettaglio.


    Stagione 2011-12

    Con il Vlahovic di questi anni rimpiango persino la coppia: Matri – Vucinic

    Si ripartì con un cambio in panchina: via il deludente Del Neri, dentro l’ex capitano bianconero Antonio Conte.
    I dubbi iniziali non mancavano: poteva davvero un tecnico semi-esordiente gestire una squadra reduce da annate… diciamo complicate?
    (Per non dire disastrose)

    E invece Conte non solo non subì la pressione tipica dell’ambiente juventino — che ha stritolato in passato, e anche in futuro, ben altri nomi — ma riuscì a dare il via a un ciclo leggendario.

    Il reparto difensivo, già detto, era un muro.
    Il centrocampo? Una miscela esplosiva di forza, tecnica, visione, grinta e gol:
    LichtsteinerVidalPirloMarchisioPepe, con un Giaccherini sempre pronto a entrare e correre come un dannato.

    L’attacco, invece, non faceva gridare al miracolo:
    Matri (10), Vucinic (9), Quagliarella (4), Borriello (2) e l’intramontabile Alex Del Piero (3), ormai agli sgoccioli della sua carriera bianconera, raggiunsero solo in un caso la doppia cifra nelle marcature.

    Ma chi fu l’uomo della svolta?
    Senza ombra di dubbio: Andrea Pirlo.
    Tre gol, sei assist ufficiali (una statistica ridicola per ciò che fece davvero), leadership e classe pura.
    Un autentico fenomeno che il Milan aveva bollato come “finito”.

    E il ritmo in campo? Pazzesco.
    90 minuti di assalto continuo.
    Questo era il mantra imposto da Antonio Conte!


  • Calcio

    Squadre ferme ai box, ma il campionato parte tra 20 giorni

    Ma davvero siamo già ad agosto?
    Perché, onestamente, ho il sospetto che le squadre di Serie A non se ne siano ancora accorte.
    Acquistare giocatori a 20 giorni dall’inizio del campionato non mi pare esattamente la mossa più brillante per creare la famosa “amalgama”.

    Come dite?
    Il campionato è lungo? Certo, per carità, avete ragione…
    …ma vi ricordo che l’arrivo di Koopmeiners alla Juventus, nell’ultimo giorno di mercato, non ha esattamente aiutato il ragazzo a integrarsi negli schemi di Motta (posto che schemi ce ne fossero!).

    A volte, rinunciare a un milioncino (sì, lo so, non parliamo proprio di spiccioli) per avere un giocatore inserito fin da subito, potrebbe significare il passaggio di un turno in più in Champions, la qualificazione a una coppa… che – fidatevi – rendono molto di più del “risparmio intelligente” di agosto.
    Ma sì, lo ammetto: la sto facendo troppo semplice.

    Vediamo allora, nel concreto, come si sono mosse sinora le nostre care squadre italiane.


  • Calcio,  Pensieri in libertà,  Prime pagine

    Il mercato più ridicolo di sempre… ma sempre in prima pagina

    Il calciomercato più insulso degli ultimi anni continua, inspiegabilmente, a dominare le prime pagine dei quotidiani sportivi.
    Oggi sia la Rosea che il Brt (chiamiamolo così, va’) piazzano Dusan Vlahovic al centro della scena, con un trafiletto laterale riservato al solito, immortale Luchino.

    Dusan al centro dell’attacco… no! Della prima pagina della Rosea!

    Per carità, oggi non ci sono medaglie mondiali da celebrare. Eppure, miracolo: la Gazzetta in alto ha dato spazio alla F1, e il Corriere in basso ha menzionato la finale di Nations League dell’Italvolley — poi persa malamente 3-0 contro la corazzata polacca.

    L’oro di Raspa! Che titolone!

    Lo ammetto: della F1 non me ne frega più niente da quando si è ritirato Schumacher. E l’arrivo di un 41enne in Ferrari mi sembra solo l’ennesima operazione di marketing. La pallavolo, invece, meriterebbe molto più spazio: è tra gli sport più praticati nel Paese, eppure continua a vivere all’ombra del solito, vecchio carrozzone calcistico.

    Il calcio sta perdendo i giovani (e l’anima)

    Diciamolo chiaro: il calcio sta lentamente perdendo appeal tra i giovani. Quando ero ragazzino, tutti avevano una squadra. Oggi? Molti non sanno nemmeno da che città venga l’Inter. E non hanno mai visto l’Italia giocarsi un Mondiale. Calciatori simbolo? Non ce ne sono più. L’epoca dei Totti, Vieri, Del Piero e Baggio è finita. Kaputt.

    Serve un intervento drastico, altrimenti questo sport rischia di perdere milioni di appassionati nei prossimi anni. Io, da tempo, propongo una cosa: basta pareggi. Le partite finite in parità dovrebbero risolversi ai rigori. Niente più combine, niente più partitelle da sbadigli in cui le squadre si spartiscono il punto senza sudare.

    Un’idea folle? Forse. Ma ne ho anche altre.

    E se cambiassimo le regole?

    Ridurre i tempi di gioco a due tempi da 25 minuti effettivi. O magari restringere le dimensioni del campo.
    Follie? Può darsi. Ma aggiungere nuovi tornei non è certo la risposta.
    L’unico vero obiettivo sembra essere spremere l’appassionato di turno con abbonamenti esosi e pacchetti TV da incubo.

    E allora chiedo: voi che ne pensate? È davvero così assurdo immaginare un calcio che si rinnova per non morire?