• Calcio,  Juventus,  Serie A 2026-27

    Serie A VI Giornata: Cagliari 1-1 Juventus “Il grigio come stile di vita”

    Se pensassi alla Juventus di qualche anno fa dovrei essere deluso dal risultato, ma diciamocelo chiaramente (lo ribadisco per chi non l’avesse ancora capito): questa Juve è una squadra da metà classifica.

    L’ho sempre sostenuto e continuo a farlo: con questi giocatori, tornare in Champions sarà una vera e propria impresa.

    Mi spiace dirlo, ma vedere contemporaneamente in campo Nico Gonzalez, McKennie, (questo) Conceição e Kolo Muani fa letteralmente sanguinare gli occhi. Una pochezza tecnica allucinante, un’incapacità di concludere a rete degna delle peggiori categorie dilettantistiche.

    Un primo tempo del tutto inconsistente. E non venite a rompermi le scatole con la storiella che “la Juve ha fatto la partita”. Tenere palla, farla girare a ritmi da bradipo e non tirare mai in porta non è fare la partita: non è calcio!

    La regia di Douglas Luiz è ancora troppo lenta e prevedibile.

    Devo però ammettere che sono rimasto piacevolmente colpito dalla fisicità di Sarr: deve ancora entrare pienamente negli schemi bianconeri, ma credo possa rivelarsi un innesto importante… salvo infortuni, ovvio! Vero Milik? Yildiz? Locatelli? Cabal? Ekhator?

    Nel secondo tempo, gli ingressi di Alajbegović e Zhegrova hanno garantito qualche spunto in più nella fase d’attacco. Niente di trascendentale, sia chiaro, ma almeno si sono visti in campo due calciatori capaci di fare le cose basilari: calciare una palla, azzeccare un cross e puntare l’uomo nell’uno contro uno. Ormai ci siamo ridotti ad accontentarci di questo.

    Avrei voluto dedicare più spazio al gol di Kolo Muani, ma poi ho pensato: che cazzo ci sta a fare un attaccante in campo?

    L’espulsione di Spalletti a partita finita è la fotografia perfetta del momento: fa capire quanta tensione e quanta frenesia scorrano nell’ambiente bianconero.

    E concludendo, beh sì: sono deluso.

    Da anni non siamo più in grado di inanellare tre vittorie consecutive. Si pecca gravemente in personalità, sia in campo sia in chi guida la squadra dalla panchina.

    Come dite? “È facile commentare seduti sul divano”? Fidatevi: è molto più facile vivere con lo stipendio da calciatore o da allenatore!

    Brutto match. Brutta Juve.

  • AI - Autentica Imbecillità

    AI – Autentica Imbecillità: La stupidità raccontata dai post

    Mi stavo trastullando leggendo alcuni post su Facebook, un social ormai popolato perlopiù da boomer (che poi, che cosa significa esattamente questa parola così odiosa?) che cercano cinque minuti di rivalsa nei confronti di una vita che li ha visti incapaci di far funzionare quella massa cerebrale che permette a un essere umano di ragionare.

    Ovviamente gli argomenti più gettonati sono i soliti: i vaccini che provocherebbero l’autismo (in realtà credo che qualche siero abbia rincoglionito proprio questi personaggi), il finto allunaggio, la storia ufficiale che “non è andata come ce la raccontano”, la Terra piatta, le scie chimiche… insomma, tutta una serie di assurdità che solo menti apertamente limitate possono scambiare per verità nascoste.

    Ho deciso quindi — e forse ci avevo già pensato in passato, ma mai in modo strutturato — di iniziare a salvare i post più “interessanti” che incrocio in rete.

    Inizialmente volevo mostrare anche i nomi degli autori, perché credo sia giusto che la gente sappia da quali e quanti coglioni è circondata. Poi però ho desistito: non vorrei incorrere in problemi di privacy e, in fondo, potrebbe non essere del tutto elegante infierire su chi evidenzia evidenti limiti intellettivi.

    Voglio inaugurare questa rubrica con questo post maestoso:

    Lo scibile del perfetto idiota concentrato in un singolo post. Spero fosse ironico…

    Mi auguro con tutto il cuore che ci sia un velo, o anzi una vela di Luna Rossa o meglio ancora uno spinnaker di ironia nell’autore del post, anche se non ne sono affatto sicuro. È una tale concentrazione di stupidità da far quasi rimpiangere che l’estinzione non abbia colpito noi al posto dei dinosauri.

    Per oggi mi fermo qui! Vi ho rotto sufficientemente le palle con una introduzione prolissa; dai prossimi appuntamenti invece mi concentrerò direttamente sui “casi umani” reali.

    Mamma mia, quante enormi teste di ca**o (no non si legge caasteriscoasteriscoo ma cazzo) ammorbano il nostro pianeta!

    I want to believe!!

  • Calcio,  Juventus,  Pronostici,  Serie A 2026-27

    L’attesa è finita: il ritorno della Serie A e i Paul-nostici dell’Oracolo!

    E dopo tre settimane che sono sembrate tre secoli, ecco finalmente ritornare la Serie A.

    Sì, lo so, c’è tanto altro sport in TV… Ad esempio il tennis con Sinn… ah no, Jannik torna (?) direttamente nel 2027!

    Per fortuna domenica scorsa ho seguito la prima giornata della Serie A1 di pallavolo femminile e, in compenso, ci siamo sorbiti ben quattro match della Nazionale di calcio (con emozioni pari a zero, anche se qualche piccola soddisfazione ce la siamo tolta grazie alle “scelte oculate” del Mancio).

    E allora perché non ritornare alle vecchie abitudini e spararci un paio di pronostici classici e di immancabili Paul-nostici?

    Mi fa piacere rivedere Paul in gran forma e bello sorridente!!!

    Si parte!

    Cagliari – Juventus

    Match tutt’altro che facile. Il Cagliari era in un ottimo momento di forma prima di questa lunghissima pausa per le nazionali. La Juventus, l’anno scorso, faticava tremendamente a inanellare una serie di vittorie consecutive: vediamo se quest’anno riusciamo a piazzare il terzo sigillo di fila dopo i successi con Nec ed Atalanta.

    Io sono positivo! Perciò prevedo una classica vittoria bianconera di “corto muso”: 0-1.

    Il Paul-nostico: Polpo Paul ha osservato a lungo le due vasche, ha fatto qualche bolla di perplessità sulla difesa sarda e poi non ha avuto dubbi: tentacolo deciso sul barattolo bianconero. Per Paul finisce 1-2, con un finale leggermente più sofferto e movimentato rispetto alla mia visione minimalista.

    Como – Roma

    Altra partita decisamente complicata da interpretare. Il Como in casa gioca con coraggio e spinta, mentre la Roma cerca continuità in una trasferta insidiosa.

    Qui mi sparo un bel pareggio scoppiettante: 2-2. Partita combattuta, aperta e spettacolare.

    Il Paul-nostico: Qui l’oracolo con i tentacoli si è preso tutto il tempo a disposizione. Dopo aver fluttuato indeciso al centro dell’acquario, è andato dritto a prendersi il gamberetto nella vasca giallorossa, snobbando la x del pareggio. Pronostico secco di Paul: 1-2 per la Roma.

    E voi su chi puntate?

    Sulla massa cerebrale umana o sugli 8 tentacoli del famigerato Paul?

    Jose prima, però poi Jose prima! Respect!!

  • Pensieri in libertà

    L’arte di ricominciare (anche quando non hai il controllo)

    Sto vivendo l’ennesimo momento di transizione della mia vita.

    Anche a quasi 48 anni si può cambiare.

    Sarà in meglio? Lo spero.

    In peggio? Chi lo sa.

    Forse è proprio questo il lato intrigante della vita: la sua imprevedibilità.

    Ogni giorno ci si incontra e scontra con situazioni che non possiamo controllare fino in fondo.

    Sono circondato dall’amore della mia famiglia (gatti compresi, ma serviva davvero specificarlo?) e dei miei amici, e questo mi dà una gran forza.

    Mi rendo conto che là fuori c’è una quantità di imbecilli che fa paura, ma bisogna saper fare buon viso a cattivo gioco.

    Basta, non voglio tediarvi oltre con questa retorica da avanspettacolo…

    Un’ultima cosa, però: quando sento dire che «l’azienda è una famiglia», non posso fare a meno di pensare che chi lo pronuncia sia un’enorme testa di cazzo e stia offendendo la mia, di famiglia!

    Vi lascio con il testo di Good Riddance dei Green Day.

    Perché lo faccio?

    Perché mi va, ovvio.

  • Calcio,  Notizie,  Pensieri in libertà

    FIGC – Malagò: Commissario di se stesso – Il grottesco teatrino del calcio italiano

    Non voglio parlare di politica e non voglio addentrarmi nei soliti giochi di potere del calcio, ma trovo semplicemente ridicola la situazione che si è creata attorno a Giovanni Malagò: presidente, o per meglio dire NON presidente, della Federcalcio.

    Il bel tomo (perché, parliamoci chiaro, è a tutti gli effetti ancora un bel ragazzone, ma “tomo” gli si addice alla perfezione) pur non avendone tutti i crismi è, da un paio di mesi, di fatto a capo del calcio italiano.

    Ma per l’impossibilità di essere stato eletto a tale ruolo (non mi addentro sui motivi, chi cazzo se ne frega) con quelle “percentuali bulgare” (termine tanto caro agli espertoni che amo spesso citare), la FIGC è stata inevitabilmente (??) commissariata.

    E sapete chi è stato nominato Commissario Straordinario?

    Che ci crediate o no: sempre lui, Giovanni Malagò!

    A chi non è venuto in mente questo meme con i tre Giovanni Mal… spiderman che si indicano l’un l’altro?

    In pratica, si ritrova a essere contemporaneamente il commissario e il commissariato (forse non è il modo più corretto di esprimersi, ma rende benissimo l’idea).

    La vera perla, però, arriva adesso.

    A dicembre, quando si terranno le nuove elezioni per scegliere finalmente un presidente vero, un candidato con i controcoioni, chi si presenterà ai nastri di partenza?

    Unico candidato disponibile: Giovanni Malagò!

    No, non sono vittima di un allucinazione né di un ictus… sto semplicemente descrivendo il grottesco teatrino del sistema Italia.

    Un paradosso burocratico in cui le regole vengono modificate, piegate o raggirate pur di far cadere la palla sempre sullo stesso numero.

    Qui mi fermo, perché la nausea ha preso il sopravvento.

    R I D I C O L I. 

    Fino al midollo.

  • Calcio,  Pensieri in libertà

    UEFA Nations League 2027 – Qualificazione in tasca; Under 21 da applausi: l’Italia torna a sorridere (ma senza esaltarsi)

    E anche ieri sera l’Italia del Mancio ha portato a casa tre punti fondamentali, maramaldeggiando — Dante inchinati davanti alla licenza poetica — contro una Turchia a tratti allo sbando.

    Vincenzo Montella è ormai al passo d’addio? Guardando il rendimento e l’atteggiamento dei suoi, la sensazione è che il tempo sia davvero scaduto.

    Ennesimo gol di Pio Esposito (7/13 partite)! Non lo credevo così incisivo. Chapeau!!!

    C’è poco da girarci intorno: i primi 30 minuti sono serviti agli Azzurri per trovare la giusta intesa e il ritmo di gioco, complice l’ampio turnover (ben 9 elementi diversi rispetto alla sfida con la Francia). I successivi 60 minuti, invece, sono stati pura accademia: match dominato, gestione impeccabile e un’ottima risposta sul piano collettivo.

    E qui mi fermo con la cronaca della Nazionale maggiore.

    IL TABELLINO

    Italia (4-3-3): Donnarumma; Di Lorenzo (55′ Kayode), Mancini, Bastoni, Ruggeri (55′ Calafiori); Barella (70′ Tonali), Romano, Doumbia; Vergara (83′ Frattesi), Scamacca (55′ Pio Esposito), Maldini.

    A disposizione: Carnesecchi, Vicario, Cambiaghi, Fagioli, Inacio, Scalvini, S. Esposito. All.: Mancini

    Turchia (5-4-1): Cakir; Celik, Elmali, Kabak, Bardakci, Kadioglu; Akgun, Yuksek (78′ Akturkoglu), Ozcan, Kahveci (70′ Elmaz); Simsir (70′ Fakili).

    A disposizione: Bayindir, Sengezer, Demiral, Topcu, Demir Tiknaz, Gul, Kabasakal, Aydin, Eskihellac. All.: Montella

    Arbitro: Marciniak (Polonia)

    Marcatori: 26′ Scamacca (I), 61′ Simsir (T), 65′ Calafiori (I), 88′ Pio Esposito (I)

  • Notizie,  Pensieri in libertà,  Tennis

    Tennis: E se Jannik non tornasse più a giocare?

    Sì, lo so: è una possibilità remota. Ma ipotizziamo un “What if?”, come direbbero quelli bravi.

    Voi come la prendereste?

    Anzi, sapete cosa c’è? Onestamente il vostro punto di vista non mi interessa granché.

    Vi dico il mio: io sarei felice per lui, a patto che sia una scelta sua e non imposta da un infortunio o da un problema fisico.

    Forza Jannik! Prenditi tutto il tempo che ti serve! Anche tutta la vita!!!

    Sarei felice se fosse una decisione maturata dopo la straordinaria vittoria del suo secondo Wimbledon, o dopo quell’attacco di panico (?) patito sul match point al Roland Garros.

    Una scelta maturata sotto il peso di tutta quella pressione mediatica nazionale che lo ha prima incoronato eroe, per poi mostrare subito i denti e criticarlo non appena perde… anche solo un set.

    Perché non dimentichiamolo: parliamo di un ragazzo di 25 anni che ha fatto sacrifici immani per arrivare lassù.

    E non venitemi a rompere le palle con la solita retorica del “eh, ma ci sono i muratori che si svegliano alle 6 di mattina per quattro soldi”. Tutta fuffa.

    Jannik non sarebbe né il primo né l’ultimo atleta che, arrivato sul tetto del mondo, decide di dire basta.

    Decide che non ha più voglia di massacrarsi ogni giorno con gli allenamenti, che si è stancato di vivere sugli aerei, di cambiare fuso orario una settimana sì e l’altra pure e di correre da un capo all’altro del pianeta.

    Decide, semplicemente, che vuole la vita di un ragazzo qualunque di 25 anni: una ragazza, mettere delle radici stabili, un gruppo di amici, la libertà di mangiare quello che gli pare e, magari, ogni tanto anche il lusso di spaccarsi con qualche piccolo eccesso.

    Sarebbe così assurdo se a 25 anni, con centinaia di milioni di euro in banca e la gloria eterna già in tasca, decidesse semplicemente di… vivere?

    Personalmente, la vedrei come la sua vittoria più grande. L’ammissione coraggiosa di essere un uomo in carne e ossa, e non un cazzo di robot come tanti pseudo-tifosi idioti si sono ostinati a ribattezzarlo.

    Qualunque sia la tua scelta, Jannik, hai già scritto pagine e pagine di storia dello sport italiano e mondiale.

    Sei già una leggenda, e gestire tutto questo a 25 anni non è per niente facile.

    Prenditi tutto il tempo che ti serve.

    Certo che però anche tu… da milanista sfegatato quale sei, andare a farti curare proprio al J Medical? Ma da chi ti sei fatto consigliare, dal buon Arkadiusz Milik? 🙂

    In bocca al lupo, campione.

  • Calcio

    UEFA Nations League 2027 – Francia 1 – 1 Italia: Orgoglio Azzurro a Parigi! Chapeau, ragazzi!!

    Chapeau! Tanto di cappello!

    I ragazzi italiani — e no, non sto parlando del celebre (??) complesso musicale — ieri sera hanno sfoderato una prestazione di alto livello, riuscendo a portare a casa un prezioso pareggio in casa della Francia, che era già pronta a festeggiare sul nostro “cadavere” l’esordio di Zidane.

    Invece, un monumentale Donnarumma (ma non è che sia ancora il portiere più forte al mondo?), un arrembante Bastoni (autore del gol del pareggio) e il pendolino Kayode (che ha finalmente mandato in pensione Di Lorenzo), uniti a un’ottima prova corale, hanno reso nuovamente noi tifosi orgogliosi di questa squadra e del Mancio che ne è alla guida.

    Unica nota stonata: il gol sbagliato a inizio partita da Moise Kean. In quell’occasione era più facile metterla dentro che farsela parare da Maignan, ma non viviamo di rimpianti…

    …altrimenti mi girerebbero ancora le palle al pensiero che quest’estate abbiamo saltato il terzo Mondiale consecutivo. Quando, diciamocelo, con una prestazione appena “decente” avremmo potuto spazzare via la modesta Bosnia (che ieri, comunque, ha pareggiato in casa con la Svezia grazie al gol del bianconero Alajbegović; e sempre in tema di gol “juventini”, da sottolineare la splendida doppietta di Adžić con il Montenegro!).

    Debbo inginocchiarmi davanti alle 8 ginocchia di Paul che aveva subodorato un 1-1 finale. Complimenti amico cefalopode.

    Lunedì ci aspetta il match di ritorno contro una Turchia in crisi. Potrebbe essere la vittima sacrificale ideale e la conferma del nostro ottimo stato di forma, ma guai a sottovalutare l’orgoglio ottomano.

    Ci vorrà l’ennesima prova di carattere da parte dei nostri ragazzi che, passo dopo passo, stanno tornando a farsi amare da tutti noi tifosi.

    Grazie, ragazzi!

    Ne avevamo davvero bisogno!

    Il tabellino di Francia – Italia

    FRANCIA (4-3-3): Maignan; Kalulu, Upamecano, Jacquet, Truffert; Cherki (76′ Camavinga), Da Cunha (87′ Lacroix), Rabiot; Olise, Dembélé, Doué (76′ Barcola)

    A disposizione: Restes, Butez, Koundé, Koné, Diouf, Yoro, Akliouche, Lepaul. 

    Allenatore: Zinedine Zidane

    ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Kayode, Bastoni, Scalvini, Calafiori; Tonali (62′ Barella), Fagioli, Frattesi (80′ Doumbia); Kean, Pio Esposito (62′ Vergara), Se. Esposito (80′ Maldini). 

    A disposizione: Carnesecchi, Vicario, Ruggeri, Ricci, Scamacca, Zoma, Doumbia, Di Lorenzo, G. Mancini. 

    Allenatore: Roberto Mancini

    Marcatori: 55′ Olise (F), 68′ Bastoni (I)

    Ammoniti: 54′ Fagioli (I)

    Espulsi: 85′ Upamecano (F)