PSG-Bayern 5-4: Il calcio è vivo, siamo noi che stiamo morendo di noia.
Incredibile che si tratti dello stesso sport.
È difficile credere che quanto visto ieri in campo a Parigi appartenga alla stessa disciplina di quel Milan-Juventus di domenica scorsa.

PSG-Bayern Monaco 5-4, una semifinale di Champions League vissuta ai mille all’ora, con palle gol su ogni ribaltamento di fronte. Il ritmo era così frenetico che la regia non riusciva a trasmettere i replay per paura di perdersi un’emozione in diretta.
E c’è ancora chi ha il coraggio di dire che la partita perfetta è lo 0-0?
Con questa mentalità non torneremo mai più a sollevare una coppa. Anzi, continueremo a guardare i Mondiali dal divano.
È finito il tempo del “primo non prenderle”, specialmente ora che la regola del gol doppio in trasferta è stata abolita. Eppure noi restiamo lì, ossessionati dall’equilibrio e dalla paura di subire, mentre poi vediamo l’Atalanta prendere dieci “pere” tra andata e ritorno dai tedeschi.
Ho sentito dire che quella di ieri sembrava una partita “finta”, da PlayStation. Per me è pura idiozia.
È l’unico modo possibile di giocare a calcio? Certamente no. Ma è l’ennesima dimostrazione che il calcio lo fanno i campioni.
E guardate le panchine: Kompany, mai incensato come fine tattico, e Luis Enrique, che in Italia avevamo bollato come incapace dopo una stagione alla Roma.
Per non parlare della fissazione della costruzione dal basso a ogni costo: basta!Abbiamo visto ieri che un lancio lungo non trasforma una squadra in una “piccola”.
In quella semifinale non c’erano italiane, e un motivo ci sarà. Inutile discutere: ha ragione chi vince, e noi non c’eravamo.
Ma se vi sento ancora difendere uno 0-0 senza tiri in porta, vi meritate un ceffone.
Siete sicuri che vi piaccia davvero il calcio?