• Pensieri in libertà

    Buona Pasqua!

    A chi semina gentilezza ogni giorno, a chi non si arrende davanti alle difficoltà e a chi mette il cuore in ogni piccolo gesto: che questa Pasqua sia il raccolto di tutta la bellezza che avete donato.

    Buona Pasqua 2026

    Auguri di cuore a voi, persone meritevoli, che rendete il mondo un posto migliore

  • Calcio,  Statistiche

    Generazione Esclusa: I volti e le colpe di tre naufragi annunciati.

    Per affondare definitivamente il colpo nella piaga dei fallimenti azzurri, mettiamo a confronto le convocazioni di Ventura, Mancini e Gattuso per i tre spareggi che hanno sancito la nostra esclusione dai Mondiali


    1. Italia – Svezia (Play-off Mondiali, Novembre 2017)

    Questa è la storica lista dei 27 scelti dall’allora CT Gian Piero Ventura per il doppio confronto che sancì l’esclusione dell’Italia dai Mondiali 2018.

    • Portieri: Buffon (Juventus), Donnarumma (Milan), Perin (Genoa).
    • Difensori: Astori (Fiorentina), Barzagli (Juventus), Bonucci (Milan), Chiellini (Juventus), D’Ambrosio (Inter), Darmian (Manchester United), Rugani (Juventus), Spinazzola (Atalanta), Zappacosta (Chelsea).
    • Centrocampisti: Bernardeschi (Juventus), Candreva (Inter), De Rossi (Roma), El Shaarawy (Roma), Florenzi (Roma), Gagliardini (Inter), Jorginho (Napoli), Parolo (Lazio), Verratti (PSG).
    • Attaccanti: Belotti (Torino), Eder (Inter), Gabbiadini (Southampton), Immobile (Lazio), Insigne (Napoli), Zaza (Valencia).

    2. Italia – Macedonia del Nord (Play-off Mondiali, Marzo 2022)

    La lista dei 33 convocati da Roberto Mancini per la semifinale play-off di Palermo, un altro momento critico della storia azzurra.

    • Portieri: Cragno (Cagliari), Donnarumma (PSG), Gollini (Tottenham), Sirigu (Genoa).
    • Difensori: Acerbi (Lazio), Bastoni (Inter), Biraghi (Fiorentina), Bonucci (Juventus), Chiellini (Juventus), Emerson (Lione), Florenzi (Milan), Luiz Felipe (Lazio), Mancini (Roma), De Sciglio (Juventus).
    • Centrocampisti: Barella (Inter), Cristante (Roma), Jorginho (Chelsea), Locatelli (Juventus), Pellegrini (Roma), Pessina (Atalanta), Sensi (Sampdoria), Tonali (Milan), Verratti (PSG).
    • Attaccanti: Belotti (Torino), Berardi (Sassuolo), Immobile (Lazio), Insigne (Napoli), Joao Pedro (Cagliari), Politano (Napoli), Raspadori (Sassuolo), Scamacca (Sassuolo), Zaccagni (Lazio), Zaniolo (Roma).

    3. Bosnia – Italia (Qualificazioni Mondiali, Marzo 2026)

    Essendo oggi il 4 aprile 2026, la sfida più recente è lo spareggio decisivo giocato appena pochi giorni fa (31 marzo) sotto la guida del nuovo CT Gennaro Gattuso.

    • Portieri: Donnarumma (PSG), Carnesecchi (Atalanta), Meret (Napoli).
    • Difensori: Bastoni (Inter), Buongiorno (Napoli), Calafiori (Arsenal), Cambiaso (Juventus), Dimarco (Inter), Gatti (Juventus), Mancini (Roma), Palestra (Atalanta), Spinazzola (Napoli).
    • Centrocampisti: Barella (Inter), Cristante (Roma), Frattesi (Inter), Locatelli (Juventus), Pisilli (Roma), Tonali (Newcastle).
    • Attaccanti: Esposito (Empoli), Kean (Fiorentina), Politano (Napoli), Raspadori (Napoli), Retegui (Atalanta).

    Non riesco a fare una analisi degli “uomini” convocati, fa ancora troppo male…

    …la passione di noi tifosi purtroppo continuerà anche dopo la Pasqua Cristiana…

  • Calcio,  Statistiche

    L’epopea degli Azzurri post mondiale 2006.

    Giusto per farci ancora del male, vediamo in sintesi i risultati della nazionale Italiana di Calcio successivi alla vittoria del Mondiale di Germania 2006

    1. Il dopo-Lippi: L’era Roberto Donadoni (2006-2008)

    L’eredità di Lippi fu raccolta da Donadoni. Fu un inizio in salita, segnato dal ricambio generazionale.

    • Qualificazioni Euro 2008: Superate dopo un inizio difficile.
    • Euro 2008: L’Italia esce ai quarti di finale contro la Spagna (futura vincitrice) ai calci di rigore, dopo uno 0-0 ai supplementari.
    • Esito: Donadoni viene esonerato nonostante il rinnovo appena firmato.

    2. Il Lippi-bis (2008-2010)

    Richiamato il “Paul Newman” di Viareggio per difendere il titolo in Sudafrica.

    • Confederations Cup 2009: Eliminazione ai gironi (sconfitte con Egitto e Brasile).
    • Mondiale 2010: Uno dei punti più bassi. L’Italia esce ai gironi come ultima classificata in un gruppo con Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia.
    • Esito: Fine definitiva dell’era Lippi.

    3. La rinascita di Cesare Prandelli (2010-2014)

    Prandelli porta il “bel gioco” e il codice etico.

    • Euro 2012: Un cammino esaltante che si ferma solo in finale, persa 4-0 contro una Spagna allora imbattibile.
    • Confederations Cup 2013: Terzo posto.
    • Mondiale 2014: Seconda eliminazione consecutiva ai gironi dopo le sconfitte con Costa Rica e Uruguay (il famoso morso di Suarez a Chiellini).
    • Esito: Dimissioni immediate di Prandelli.

    4. La “grinta” di Antonio Conte (2014-2016)

    Conte trasforma una squadra tecnicamente meno dotata in una macchina da guerra.

    • Euro 2016: L’Italia batte Spagna e Belgio, ma esce ai quarti di finale contro la Germania ai rigori (quelli lunghissimi di Zaza e Pellè).
    • Esito: Conte lascia per il Chelsea come già annunciato.

    5. Il disastro di Giampiero Ventura (2016-2017)

    Il momento più buio dell’era moderna.

    • Qualificazioni Mondiali 2018: L’Italia arriva seconda nel girone dietro la Spagna.
    • Playoff (Novembre 2017): L’Italia perde 1-0 in Svezia e pareggia 0-0 a San Siro. Mancata qualificazione al Mondiale dopo 60 anni.
    • Esito: Esonero inevitabile. Segue una breve parentesi di Luigi Di Biagio come traghettatore.

    6. Il Rinascimento di Roberto Mancini (2018-2023)

    Mancini ricostruisce dalle macerie con un calcio offensivo e giovane.

    • Nations League: Vari buoni piazzamenti (terzi posti).
    • Euro 2020 (giocato nel 2021): CAMPIONI D’EUROPA. Vittoria a Wembley contro l’Inghilterra ai rigori.
    • Qualificazioni Mondiali 2022: Shock totale. L’Italia finisce ai playoff e perde in casa contro la Macedonia del Nord. Seconda mancata qualificazione consecutiva.
    • Esito: Mancini si dimette improvvisamente nell’agosto 2023.

    7. Da Spalletti a Gattuso (2023-Oggi)

    • Luciano Spalletti: Vince la corsa per l’Europa ma vive un Euro 2024 molto deludente (fuori agli ottavi contro la Svizzera).
    • Gennaro Gattuso (dal 2025): ha guidato la squadra nelle qualificazioni mondiali terminate pochi giorni fa con la sconfitta contro la Bosnia.

    Riepilogo dei CT post-2006

    Allenatore – Periodo – Miglior Risultato

    Roberto Donadoni – 2006-2008 – Quarti Euro 2008

    Marcello Lippi – 2008-2010 – Gironi Mondiale 2010

    Cesare Prandelli – 2010-2014 – Finale Euro 2012

    Antonio Conte – 2014-2016 – Quarti Euro 2016

    Giampiero Ventura – 2016-2017 – Mancata qualif. Mondiale 2018

    Roberto Mancini – 2018-2023 – Vincitore Euro 2020

    Luciano Spalletti – 2023-2025 – Ottavi Euro 2024

    Gennaro Gattuso – 2025-oggi in corso – (Mancata qualif. 2026)

  • Calcio,  Pensieri in libertà

    Oltre il Feticismo dei Campioni: La FIGC ha Bisogno di Manager, non di Eroi

    Sento parlare di azzeramento dei vertici, di rifondazione, di cambiamenti epocali. Lo sento dire da dodici anni: dodici lunghi, eterni anni che ci hanno trascinato all’ennesima, fallimentare esclusione dai Mondiali.

    Per questo so già che non cambierà nulla. Le proposte roboanti, i “tromboni” con la soluzione in tasca e i sedicenti esperti di calcio sono solo figure mitologiche create per rassicurare i tifosi più creduloni.

    Si parte sempre dal solito dogma: “Servono i Campioni del Mondo a gestire la Nazionale”. E allora via con Buffon e Bonucci. Campioni in campo, indubbiamente, ma sono dirigenti navigati? Chi lo ha stabilito?

    Serve professionalità, non improvvisazione. Non è una genialata, è buon senso.

    Poi passiamo alle riforme strutturali: 

    “Bisogna ridurre il campionato a 18 squadre”. A cosa servirebbe? A guadagnare una settimana di raduno all’anno? Davvero crediamo che sette giorni in più facciano la differenza per una qualificazione? Abbiamo perso contro la Bosnia, non contro il Brasile.

    E ancora: “Obbligo di schierare almeno X italiani ad ogni partita”. Ma davvero una società che investe milioni di euro dovrebbe essere costretta a schierare giocatori mediocri solo per “patriottismo”? Se un giocatore merita il posto, gioca, a prescindere dal passaporto.

    Si dice che Vergara al Napoli abbia faticato per colpa degli stranieri. Ma quale colpa degli stranieri!? La colpa era di Conte che non lo vedeva tra i titolari.

    Ricordiamoci che persino Yildiz (si lo so non è italiano) alla Juve ha faticato ad emergere: è servita una serie incredibile di infortuni per farlo scendere in campo. Di chi era la colpa? Degli stranieri o di Allegri?

    Si parla poi di stadi fatiscenti. Vero, lo sappiamo da Italia ’90. Forse perderemo anche l’organizzazione dell’Europeo per questa nostra arretratezza.

    Ma cosa c’entra con quanto succede in campo? Abbiamo perso in uno stadio che in Italia paragoneremmo a un campo di Promozione. Vogliamo capirlo o no?

    C’è chi rimpiange gli oratori: “Non si gioca più in parrocchia!”.

    La verità è che i bambini si allontanano dal calcio non perché manchino i campetti, ma perché negli ultimi vent’anni non c’è stato un solo calciatore italiano capace di far sognare le nuove leve.

    Un bambino di sette anni chi dovrebbe imitare? Politano? Bastoni?

    Infine, sento Gianni Rivera invocare “un uomo di calcio alla guida della FIGC”. Con tutto il rispetto, è l’ennesima sciocchezza.

    Per gestire una macchina complessa come la Federcalcio serve un “colletto bianco”, un manager capace di coordinare tecnici dello sport ed esperti di gestione.

    E ora? Abete come successore di Gravina? Un altro ritorno al passato? Non so se Malagò sia l’uomo giusto, ma perché infilarci a forza Baggio o Maldini?

    Siamo al fantacalcio.

    Io posso anche scherzarci sopra, ma chi comanda non può più tergiversare.

    Il calcio non è un gioco, è un’industria. E mentre noi discutiamo, ci prepariamo a guardare il terzo Mondiale consecutivo da spettatori.

  • Calcio,  Pensieri in libertà

    Il naufragio del calcio italiano.

    Sono ancora incredulo.

    Tre Mondiali senza l’Italia sono un’umiliazione senza precedenti.

    Ieri sera abbiamo fatto schifo.

    Dico “abbiamo” perché mi ci metto anch’io: parliamo del nostro Paese, dello sport nazionale, della nostra cultura sportiva.

    Sento ripetere da anni che il calcio italiano va rifondato.

    Ma che diavolo significa?

    È un mantra che sento dalla prima mancata qualificazione e, da allora, siamo solo peggiorati.

    Il problema alla radice: i giovani

    Il punto è uno solo: finché nel calcio giovanile orbitano presunti “guru” che pretendono che i bambini imparino la diagonale, il 4-4-2 e le marcature preventive, trascurando i fondamentali e l’estro, continueremo a sprofondare.

    • Gravina deve dimettersi? Sarebbe un gesto simbolico, ma è un politico che conta zero sul campo.
    • Il merito è dei vertici? Pensate davvero che sia merito di Binaghi se abbiamo Sinner, o di Mei se l’atletica vola con Furlani e la Iapichino?

    Il problema non è solo Gattuso o chi siede in panchina. La colpa è di quella schiera di presuntuosi che gestiscono le squadre locali e giovanili: si sentono tutti Arrigo Sacchi, vogliono fare i tattici, e il risultato è che abbiamo titolari in Nazionale che non sanno crossare, non sanno stoppare un pallone e non sanno tirare in porta. È assurdo.

    Basta alibi

    E smettiamola con la favola degli italiani che non giocano in Serie A. Se avessero qualità, giocherebbero. Tonali, Calafiori e Donnarumma sono in Premier League: secondo voi li hanno presi per carità cristiana? No, perché sono forti.

    Sono confuso, lo ammetto. Ma io posso permettermelo, non guadagno un euro dalle mie riflessioni.

    Chi gestisce il sistema, invece, non può restare nel limbo. Ci ha messo in difficoltà un’ala diciottenne che gioca in Austria e un quarantunenne della Serie B tedesca. Ve ne rendete conto?

    Una rosa inadeguata

    • I singoli: Retegui, Politano, Cristante… sono davvero profili da Nazionale?
    • Il futuro: Ci aggrappiamo a Pio Esposito. Un buon giocatore, d’accordo, ma ha quasi 21 anni e zero esperienza internazionale. Cosa pretendiamo che faccia, il miracolo?
    • Il “Blocco Inter”: Doveva essere la nostra garanzia per il Mondiale e invece si è sciolto. E non lo dico da juventino, lo dico da osservatore della realtà.

    Soluzioni ne abbiamo?

    Torniamo al punto di partenza: l’Italia deve “rifondare“. Ma finché nessuno capisce cosa significhi davvero questa parola, continueremo a guardare gli altri giocare dal divano.