Lo sport in Italia cambierà mai?
Se vi state chiedendo perché questo titolo, ve lo spiego subito. Basta guardare la prima pagina della Gazzetta dello Sport (sì, la “rosea”).
Premessa necessaria: non è una critica alla Gazzetta! È normale che in prima pagina si scelga ciò che fa vendere più copie o genera più clic. Lo capisco. È una questione commerciale, non editoriale.
Ma resta una domanda inevitabile:
com’è possibile passare dall’esaltazione totale di Jannik Sinner – definito addirittura lo sportivo italiano più grande di sempre – a recluderlo in un trafiletto, mentre su dieci colonne campeggia… Frattesi?

Frattesi?
Ma davvero? Un giocatore che, con tutto il rispetto, non accende nemmeno l’interesse del tifoso interista medio. Eppure oggi domina la prima pagina. Al centro. In grande. Come se fosse il protagonista di chissà quale impresa storica.
È chiaro: Inter e Milan attirano lettori, specialmente al Nord. Ma qui si sta superando il limite del ridicolo.
Pensate che vada meglio sul Corriere dello Sport?
Beh… secondo voi?

Ovviamente no!
Titoli in prima: “Conte ha Lulù” e “Inter, è Lookman”. Quest’ultimo non l’ho nemmeno capito, ma il punto è un altro: di Sinner, nemmeno una riga.
Come se Wimbledon, la sua storica vittoria, il numero uno al mondo… fossero già roba vecchia. Archiviata. Inutile.
E allora viene spontaneo dirlo: non cambieremo mai.
Viviamo in un paese in cui lo sport è calcio, e il calcio è calciomercato. Tutto il resto è rumore di fondo, destinato a sparire nel giro di 48 ore, anche se si tratta di un’impresa epocale.
E sì, possiamo indignarci, scrivere post, articoli, commenti. Ma finché continueremo ad alimentare questo sistema con clic, visualizzazioni e discussioni inutili, non ci sarà alcun cambiamento.
E Sinner?
Resterà nella storia.
Non certo grazie alle prime pagine.
Ah e non ho preteso che venisse dato risalto al Campionato del Mondo di nuoto…
…stamattina, nella Gran Fondo, sta nuotando un certo Gregorio Paltrinieri…
…no, non c’è proprio nulla da fare!