• Calcio,  Statistiche

    Generazione Esclusa: I volti e le colpe di tre naufragi annunciati.

    Per affondare definitivamente il colpo nella piaga dei fallimenti azzurri, mettiamo a confronto le convocazioni di Ventura, Mancini e Gattuso per i tre spareggi che hanno sancito la nostra esclusione dai Mondiali


    1. Italia – Svezia (Play-off Mondiali, Novembre 2017)

    Questa è la storica lista dei 27 scelti dall’allora CT Gian Piero Ventura per il doppio confronto che sancì l’esclusione dell’Italia dai Mondiali 2018.

    • Portieri: Buffon (Juventus), Donnarumma (Milan), Perin (Genoa).
    • Difensori: Astori (Fiorentina), Barzagli (Juventus), Bonucci (Milan), Chiellini (Juventus), D’Ambrosio (Inter), Darmian (Manchester United), Rugani (Juventus), Spinazzola (Atalanta), Zappacosta (Chelsea).
    • Centrocampisti: Bernardeschi (Juventus), Candreva (Inter), De Rossi (Roma), El Shaarawy (Roma), Florenzi (Roma), Gagliardini (Inter), Jorginho (Napoli), Parolo (Lazio), Verratti (PSG).
    • Attaccanti: Belotti (Torino), Eder (Inter), Gabbiadini (Southampton), Immobile (Lazio), Insigne (Napoli), Zaza (Valencia).

    2. Italia – Macedonia del Nord (Play-off Mondiali, Marzo 2022)

    La lista dei 33 convocati da Roberto Mancini per la semifinale play-off di Palermo, un altro momento critico della storia azzurra.

    • Portieri: Cragno (Cagliari), Donnarumma (PSG), Gollini (Tottenham), Sirigu (Genoa).
    • Difensori: Acerbi (Lazio), Bastoni (Inter), Biraghi (Fiorentina), Bonucci (Juventus), Chiellini (Juventus), Emerson (Lione), Florenzi (Milan), Luiz Felipe (Lazio), Mancini (Roma), De Sciglio (Juventus).
    • Centrocampisti: Barella (Inter), Cristante (Roma), Jorginho (Chelsea), Locatelli (Juventus), Pellegrini (Roma), Pessina (Atalanta), Sensi (Sampdoria), Tonali (Milan), Verratti (PSG).
    • Attaccanti: Belotti (Torino), Berardi (Sassuolo), Immobile (Lazio), Insigne (Napoli), Joao Pedro (Cagliari), Politano (Napoli), Raspadori (Sassuolo), Scamacca (Sassuolo), Zaccagni (Lazio), Zaniolo (Roma).

    3. Bosnia – Italia (Qualificazioni Mondiali, Marzo 2026)

    Essendo oggi il 4 aprile 2026, la sfida più recente è lo spareggio decisivo giocato appena pochi giorni fa (31 marzo) sotto la guida del nuovo CT Gennaro Gattuso.

    • Portieri: Donnarumma (PSG), Carnesecchi (Atalanta), Meret (Napoli).
    • Difensori: Bastoni (Inter), Buongiorno (Napoli), Calafiori (Arsenal), Cambiaso (Juventus), Dimarco (Inter), Gatti (Juventus), Mancini (Roma), Palestra (Atalanta), Spinazzola (Napoli).
    • Centrocampisti: Barella (Inter), Cristante (Roma), Frattesi (Inter), Locatelli (Juventus), Pisilli (Roma), Tonali (Newcastle).
    • Attaccanti: Esposito (Empoli), Kean (Fiorentina), Politano (Napoli), Raspadori (Napoli), Retegui (Atalanta).

    Non riesco a fare una analisi degli “uomini” convocati, fa ancora troppo male…

    …la passione di noi tifosi purtroppo continuerà anche dopo la Pasqua Cristiana…

  • Calcio,  Pensieri in libertà

    Oltre il Feticismo dei Campioni: La FIGC ha Bisogno di Manager, non di Eroi

    Sento parlare di azzeramento dei vertici, di rifondazione, di cambiamenti epocali. Lo sento dire da dodici anni: dodici lunghi, eterni anni che ci hanno trascinato all’ennesima, fallimentare esclusione dai Mondiali.

    Per questo so già che non cambierà nulla. Le proposte roboanti, i “tromboni” con la soluzione in tasca e i sedicenti esperti di calcio sono solo figure mitologiche create per rassicurare i tifosi più creduloni.

    Si parte sempre dal solito dogma: “Servono i Campioni del Mondo a gestire la Nazionale”. E allora via con Buffon e Bonucci. Campioni in campo, indubbiamente, ma sono dirigenti navigati? Chi lo ha stabilito?

    Serve professionalità, non improvvisazione. Non è una genialata, è buon senso.

    Poi passiamo alle riforme strutturali: 

    “Bisogna ridurre il campionato a 18 squadre”. A cosa servirebbe? A guadagnare una settimana di raduno all’anno? Davvero crediamo che sette giorni in più facciano la differenza per una qualificazione? Abbiamo perso contro la Bosnia, non contro il Brasile.

    E ancora: “Obbligo di schierare almeno X italiani ad ogni partita”. Ma davvero una società che investe milioni di euro dovrebbe essere costretta a schierare giocatori mediocri solo per “patriottismo”? Se un giocatore merita il posto, gioca, a prescindere dal passaporto.

    Si dice che Vergara al Napoli abbia faticato per colpa degli stranieri. Ma quale colpa degli stranieri!? La colpa era di Conte che non lo vedeva tra i titolari.

    Ricordiamoci che persino Yildiz (si lo so non è italiano) alla Juve ha faticato ad emergere: è servita una serie incredibile di infortuni per farlo scendere in campo. Di chi era la colpa? Degli stranieri o di Allegri?

    Si parla poi di stadi fatiscenti. Vero, lo sappiamo da Italia ’90. Forse perderemo anche l’organizzazione dell’Europeo per questa nostra arretratezza.

    Ma cosa c’entra con quanto succede in campo? Abbiamo perso in uno stadio che in Italia paragoneremmo a un campo di Promozione. Vogliamo capirlo o no?

    C’è chi rimpiange gli oratori: “Non si gioca più in parrocchia!”.

    La verità è che i bambini si allontanano dal calcio non perché manchino i campetti, ma perché negli ultimi vent’anni non c’è stato un solo calciatore italiano capace di far sognare le nuove leve.

    Un bambino di sette anni chi dovrebbe imitare? Politano? Bastoni?

    Infine, sento Gianni Rivera invocare “un uomo di calcio alla guida della FIGC”. Con tutto il rispetto, è l’ennesima sciocchezza.

    Per gestire una macchina complessa come la Federcalcio serve un “colletto bianco”, un manager capace di coordinare tecnici dello sport ed esperti di gestione.

    E ora? Abete come successore di Gravina? Un altro ritorno al passato? Non so se Malagò sia l’uomo giusto, ma perché infilarci a forza Baggio o Maldini?

    Siamo al fantacalcio.

    Io posso anche scherzarci sopra, ma chi comanda non può più tergiversare.

    Il calcio non è un gioco, è un’industria. E mentre noi discutiamo, ci prepariamo a guardare il terzo Mondiale consecutivo da spettatori.

  • Calcio,  Pensieri in libertà

    Il naufragio del calcio italiano.

    Sono ancora incredulo.

    Tre Mondiali senza l’Italia sono un’umiliazione senza precedenti.

    Ieri sera abbiamo fatto schifo.

    Dico “abbiamo” perché mi ci metto anch’io: parliamo del nostro Paese, dello sport nazionale, della nostra cultura sportiva.

    Sento ripetere da anni che il calcio italiano va rifondato.

    Ma che diavolo significa?

    È un mantra che sento dalla prima mancata qualificazione e, da allora, siamo solo peggiorati.

    Il problema alla radice: i giovani

    Il punto è uno solo: finché nel calcio giovanile orbitano presunti “guru” che pretendono che i bambini imparino la diagonale, il 4-4-2 e le marcature preventive, trascurando i fondamentali e l’estro, continueremo a sprofondare.

    • Gravina deve dimettersi? Sarebbe un gesto simbolico, ma è un politico che conta zero sul campo.
    • Il merito è dei vertici? Pensate davvero che sia merito di Binaghi se abbiamo Sinner, o di Mei se l’atletica vola con Furlani e la Iapichino?

    Il problema non è solo Gattuso o chi siede in panchina. La colpa è di quella schiera di presuntuosi che gestiscono le squadre locali e giovanili: si sentono tutti Arrigo Sacchi, vogliono fare i tattici, e il risultato è che abbiamo titolari in Nazionale che non sanno crossare, non sanno stoppare un pallone e non sanno tirare in porta. È assurdo.

    Basta alibi

    E smettiamola con la favola degli italiani che non giocano in Serie A. Se avessero qualità, giocherebbero. Tonali, Calafiori e Donnarumma sono in Premier League: secondo voi li hanno presi per carità cristiana? No, perché sono forti.

    Sono confuso, lo ammetto. Ma io posso permettermelo, non guadagno un euro dalle mie riflessioni.

    Chi gestisce il sistema, invece, non può restare nel limbo. Ci ha messo in difficoltà un’ala diciottenne che gioca in Austria e un quarantunenne della Serie B tedesca. Ve ne rendete conto?

    Una rosa inadeguata

    • I singoli: Retegui, Politano, Cristante… sono davvero profili da Nazionale?
    • Il futuro: Ci aggrappiamo a Pio Esposito. Un buon giocatore, d’accordo, ma ha quasi 21 anni e zero esperienza internazionale. Cosa pretendiamo che faccia, il miracolo?
    • Il “Blocco Inter”: Doveva essere la nostra garanzia per il Mondiale e invece si è sciolto. E non lo dico da juventino, lo dico da osservatore della realtà.

    Soluzioni ne abbiamo?

    Torniamo al punto di partenza: l’Italia deve “rifondare“. Ma finché nessuno capisce cosa significhi davvero questa parola, continueremo a guardare gli altri giocare dal divano.

  • Calcio,  Mondiali calcio 2026

    Qualificazioni Mondiali 26: Bosnia 1-1 Italia si va ai supplementari… Italia OUT!

    Sto ancora imprecando…

    In questo momento non mi interessa fare un’analisi lucida; voglio solo sfogare la mia rabbia contro una squadra che ha subito passivamente per novanta minuti.

    È inaccettabile essere rimasti in balia di una squadra di nullità.

    Pazzesco.

    Il dramma è ormai alle porte: il baratro si sta aprendo davanti all’Italia.

    Rigoristi assurdi: Pio Esposito che al posto dei piedi ha due martelli, Cristante, ma dai…

    Giusto uscire!!!

    VERGOGNA!!!!!

    Abbiamo fatto schifo!!!!