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Il calcio d’agosto ha smesso di farci sognare
Ma quanto è diventato pietoso il calcio d’agosto?
Vi ricordate quando ci gasavamo per un triangolare tra Juventus, Benfica e, che so, Pergolettese? O per un torneo Birra Moretti? E chi era questo Ciro Ferrara?
O il prestigiosissimo Torneo Tim? Il Trofeo Berlusconi?
E la Gazzetta letta ogni mattina in vacanza al mare, sperando di leggere dell’acquisto di qualche nuovo giocatore da parte della propria squadra del cuore? I campetti disegnati con la potenziale squadra titolare?
Non ce la faccio, troppi ricordi.

Un nostalgico Paul! Purtroppo quel “calcio” è morto e sepolto Oggi il calcio è inflazionato.
Ne parlano in troppi: tv, social, siti, radio, quotidiani sportivi.
Tante, troppe partite: per la gioia dei tifosi? No, solo delle televisioni. E i tifosi cominciano a stancarsi.
In quanti di voi ricordano il Mondiale per Club della scorsa estate? Ci scommetto: in pochi. Eppure avrebbe dovuto avere una ribalta eccezionale.
Le coppe ormai non esistono più, sostituite dalle “leghe”.
Ma dai, se siete tifosi vi gasa di più una sfida da dentro o fuori, non dieci partite di una “league” in cui spesso ci sono match inutili.
La stragrande maggioranza delle squadre di calcio, però, sopravvive solo grazie agli introiti televisivi. Senza, sarebbe un’ecatombe sportiva.
E allora, per continuare a pompare denaro, cosa si fa? Si cercano nuovi mercati: le amichevoli estive si giocano negli States, in Australia. E il calcio si allontana sempre più dalla base, data troppe volte per scontata.
Il calcio ha perso il suo lato più romantico. Anzi, lo ha dimenticato: ormai è solo un’industria che deve produrre soldi.
Ci riuscirà sempre e comunque?
Attenzione a darlo per scontato, amici sportivi: il giocattolo potrebbe rompersi.