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Milik risorge, Di Gregorio para: ma la vera Juve dov’è?
L’enigma Juventus: tra illusioni e miracoli di Pasqua
Non riesco proprio a decifrare questa Juventus. Contro il Genoa abbiamo assistito a un primo tempo d’autore, rasente la perfezione, seguito da una ripresa anonima e vissuta in costante apnea.
Grazie al pareggio del Como, siamo tornati a -1 dalla zona Champions, ma questa squadra continua a mancare di una personalità definita e di una struttura solida.
Dicevo, appunto: primo tempo “quasi” perfetto.
Perché quel “quasi”? Perché è mancato, ancora una volta, il centravanti. David è stato a dir poco irritante (come al solito), Vlahovic è rimasto fuori per l’ennesimo acciacco fisico (siamo davvero sicuri di voler rinnovare il suo contratto?), mentre Openda e Zhegrova sembrano ormai corpi estranei al progetto.

In serie A nulla è ancora deciso! Chi ha preso il posto del canadese? Proprio lui: il “risorto” — d’altronde è Pasqua — Arkadiusz Milik! E devo essere onesto: pur non avendo segnato, mi è piaciuto più di David (impresa, d’altronde, non proprio memorabile).
Tuttavia, l’eroe di giornata è l’uomo che non ti aspetti: Michele Di Gregorio. Subentrato nel secondo tempo all’infortunato Perin, si è reso protagonista di una doppia parata prodigiosa sul rigore del Genoa, che avrebbe potuto riaprire il match. L’abbraccio corale dei compagni a fine gara testimonia quanto il buon Michele sia stimato dallo spogliatoio.
La Champions è alla portata, ma il verdetto passerà dai match contro Atalanta e Milan. Due squadre che, paradossalmente, hanno meno da chiedere al campionato: i bergamaschi sono blindati in zona Europa League, mentre il Milan ha già ipotecato il pass per l’Europa che conta.
Ma chiediamoci: la qualificazione in Champions è davvero il traguardo minimo? Onestamente, per un club come la Juventus, non può essere considerato un successo. Al massimo è una “toppa” sull’ennesima stagione fallimentare.
C’è una squadra da rifondare e una dirigenza che non pare all’altezza, ma oggi non voglio infierire oltre con le critiche.
Bentornato campionato, dunque, ma restiamo vigili: non dimentichiamo il disastro azzurro!!!
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Chi ha fatto palo? Juventus: Senza leader e senz’anima: perché la “cura Spalletti” non basta ancora
Analisi Critica: Il Momento della Juventus
Non c’è niente da fare: quest’anno la Juve non riesce proprio a trovare continuità. Ogni volta che la squadra è chiamata a compiere l’ultimo passo verso una stagione quantomeno sufficiente — ovvero blindare la qualificazione in Champions — puntualmente si blocca.
Mancanza di Carattere e Leadership
Anche ieri sera abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione di come i bianconeri siano privi di personalità e di veri leader. Dopo un primo tempo dominato, il gruppo è andato in totale confusione subito dopo il pareggio del Sassuolo. Non c’è stata una reazione rabbiosa, né tantomeno ordinata; sono emerse solo tanta disorganizzazione e altrettanta paura.

Ieri Kenan non ha brillato, rimani comunque un campionissimo! Il rigore sbagliato da Locatelli — che non mi sento di criticare eccessivamente, vista la buona stagione disputata dall’avvento di Spalletti — è stato calciato con il terrore negli occhi e nelle gambe. Un rigore si può sbagliare, succede spesso ultimamente e non solo alla Juve, ma non può trasformarsi in un “passaggio al portiere”. È il sintomo evidente che la palla pesava come un macigno tra i piedi del capitano.
Il Fallimento del Mercato
Spalletti l’ha capito: a questa rosa mancano qualità e carisma. I cambi di ieri hanno evidenziato, ancora una volta, quanto gli acquisti estivi siano stati errati. Sono entrati Milik, al rientro dopo un’assenza di due anni, e un Vlahovic non ancora pienamente recuperato da un brutto infortunio.
Di David e Openda non c’è stata traccia: 6 milioni di ingaggio e 47 di riscatto che non hanno visto il campo.
Per non parlare dell’ingresso di Koopmeiners: impatto nullo, nessuna scossa alla manovra. Al momento, 60 milioni sembrano letteralmente buttati.
Conclusioni
Solo la dirigenza sembra non voler capire che questa squadra è stata costruita per lottare per l’Europa “minore” e non per i vertici. L’eliminazione dalla Champions non ha cambiato nulla: non era una questione di doppio impegno, ma di interpreti.
Bisogna rassegnarsi: sono gli uomini che scendono in campo a fare la differenza.
So di sembrare un disco rotto, ma evidentemente è necessario ribadirlo a chi di calcio capisce ben poco, vertici bianconeri inclusi.
Speriamo che la “cura Spalletti” porti frutti per la prossima stagione, perché questa è ormai andata totalmente a ramengo.
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La corsa Champions di: Roma, Como, Juventus e Atalanta
La lotta per il quarto posto nella stagione 2025/2026 è entrata nel vivo. Se diamo per acquisito il podio composto da: Inter, Napoli e Milan, restano quattro squadre in soli 6 punti a giocarsi l’ultimo pass per la Champions League: Roma, Como, Juventus e la sempre pericolosa Atalanta.
Ecco perciò un’analisi basata sul calendario residuo (dalla 28ª alla 38ª giornata) per capire chi, fra le quattro squadre, avrà la strada (sulla carta) più facile.
Roma
La Roma ha un calendario impegnativo con diversi scontri diretti e trasferte insidiose.
| Giornata | Avversaria | Pos. Attuale |
| 28ª | Genoa (T) | 15ª |
| 29ª | Como (T) | 5ª |
| 30ª | Lecce (C) | 18ª |
| 31ª | Inter (T) | 1ª |
| 32ª | Parma (C) | 12ª |
| 33ª | Udinese (C) | 10ª |
| 34ª | Sassuolo (T) | 9º |
| 35ª | Milan (C) | 2ª |
| 36ª | Bologna (T) | 8ª |
| 37ª | Cagliari (C) | 13ª |
| 38ª | Pisa (T) | 19ª |
Como
La sorpresa del campionato ha un finale di stagione con molti scontri contro le “big” (Roma, Napoli, Milan).
| Giornata | Avversaria | Pos. Attuale |
| 28ª | Cagliari (T) | 13ª |
| 29ª | Roma (C) | 4ª |
| 30ª | Pisa (C) | 19ª |
| 31ª | Bologna (T) | 8ª |
| 32ª | Milan (C) | 2ª |
| 33ª | Udinese (T) | 10ª |
| 34ª | Genoa (T) | 15ª |
| 35ª | Napoli (C) | 3ª |
| 36ª | Torino (T) | 14ª |
| 37ª | Parma (C) | 12º |
| 38ª | Verona (T) | 20ª |
Juventus
La Juventus deve recuperare terreno e ha un calendario sulla carta più morbido nelle prossime giornate, ma dovrà ancora affrontare: Atalanta e Milan.
| Giornata | Avversaria | Pos. Attuale |
| 28ª | Pisa (C) | 19ª |
| 29ª | Udinese (T) | 10ª |
| 30ª | Sassuolo (C) | 9º |
| 31ª | Genoa (C) | 15ª |
| 32ª | Atalanta (T) | 7ª |
| 33ª | Bologna (C) | 8ª |
| 34ª | Milan (T) | 2ª |
| 35ª | Verona (C) | 20ª |
| 36ª | Lecce (T) | 18ª |
| 37ª | Fiorentina (C) | 16ª |
| 38ª | Torino (T) | 14ª |
Atalanta
La Dea, dopo la sconfitta con il Sassuolo dell’ultimo turno, ha perso una ghiotta occasione per accorciare il gap da Roma e Juventus, ma rimane insidiosa nella lotta Champions.
| Giornata | Avversaria | Pos. Attuale |
| 28ª | Udinese (C) | 10ª |
| 29ª | Inter (T) | 1ª |
| 30ª | Verona (C) | 20ª |
| 31ª | Lecce (T) | 18ª |
| 32ª | Juventus (C) | 6ª |
| 33ª | Roma (T) | 4ª |
| 34ª | Cagliari (T) | 13ª |
| 35ª | Genoa (C) | 15ª |
| 36ª | Milan (T) | 2ª |
| 37ª | Bologna (C) | 8ª |
| 38ª | Fiorentina (T) | 16ª |
Chi ha il calendario sulla carta più facile?
Per la risposta dovete attendere il nuovo articolo!
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Serie A – XXIV Giornata – Juventus 2-2 Lazio (0-1)
Sembrerò un disco rotto, ma ieri sera la Juventus ha dominato il match.
Il possesso palla è stato superiore al 60%, con oltre 30 tiri totali di cui 8 nello specchio della porta! eppure il pareggio è arrivato miracolosamente solo all’ultimo secondo, grazie al gol di un difensore (Kalulu – migliore in campo).

No comment. Per fortuna ci sono le Olimpiadi. È inaccettabile subire due reti sugli unici due tiri in porta degli avversari. Siamo riusciti a fare di peggio solo contro l’Atalanta: tre gol presi su tre conclusioni.
Il problema dell’attacco
Inutile girarci intorno: David e, peggio ancora, Openda si stanno rivelando del tutto inadatti al calcio italiano, e voglio essere gentile.
Dopo ogni partita appare sempre più chiaro perché Spalletti reclamasse a gran voce un centravanti di ruolo; davanti abbiamo un vero e proprio buco nero.
Errori individuali e assenze
Ieri sera anche Locatelli ha deluso, commettendo un errore imperdonabile da cui è scaturito l’1-0 della Lazio.
La ciliegina sulla torta l’ha messa Cambiaso, lasciandosi sfuggire Isaksen sulla fascia (anche se resta il dubbio: Di Gregorio poteva fare di più sul tiro?).
Nota positiva l’ingresso di Zhegrova, mentre preoccupano le condizioni di Conceição, che non è nemmeno riuscito a scendere in campo.
Considerazioni finali
Ho seguito il match distrattamente per via delle Olimpiadi e non voglio dilungarmi in analisi che ormai sanno di minestra riscaldata. Il messaggio è chiaro: l’obiettivo è il quarto posto, e nulla più.
P.S. Trovo vomitevole vedere ancora il calcio in prima pagina sui giornali sportivi proprio durante le Olimpiadi.
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Coppa Italia – Quarti di Finale – Atalanta 3-0 Juventus (1-0)
Un 3-0 difficile da digerire.
La Juve non ha dominato come in altre occasioni, ma ha comunque condotto il gioco per lunghi tratti.
Purtroppo, un episodio ha cambiato il volto del match: il rigore causato da Bremer.
Un rigore che, a mio modesto parere, definire esagerato è un eufemismo. Un fallo di mano che non era stato percepito nemmeno dal giocatore dell’Atalanta che aveva effettuato il cross (Ederson): questo la dice lunga sulla presunta “volontarietà” ed evidenza del tocco.
Decisione a dir poco ridicola.

Che bastonata terribile 🙁 Tuttavia, non voglio soffermarmi troppo sugli errori arbitrali — nonostante ce ne siano stati altri, come il rigore negato a Cambiaso — perché sarebbe una perdita di tempo.
Voglio invece analizzare l’incapacità dei bianconeri di pungere dalla trequarti in su. Non un cross preciso, non un filtrante, né un tiro da fuori: il nulla cosmico.
Senza Yildiz, lì davanti si apre un buco nero. Conceicao e David si muovono più delle pale di un mulino, ma quanto a incisività sotto porta fanno quasi rimpiangere i “fenomeni” Anelka e Bendtner.
Cambiaso resta troppo spesso nella sua comfort zone, senza osare la giocata. McKennie corre più di Forrest Gump, ma non può certo essere lui il nostro terminale offensivo. Trovo inoltre discutibile la scelta di giocare, seppur per pochi minuti, senza una punta di riferimento.
Poi, vedendo l’ingresso di Openda, ho parzialmente intuito la logica di Spalletti, ma il risultato non è cambiato.
Difensivamente parlando, la prova di Bremer e Kalulu è stata disastrosa. Il brasiliano, dopo l’infortunio, sembra aver perso lo smalto e la fisicità dei giorni migliori.
Note positive? Poche.
Ho apprezzato la prestazione di Locatelli, che ha provato a schermare ogni incursione bergamasca finché è rimasto in campo, e anche il nuovo acquisto Boga mi ha fatto una buona impressione nei 25 minuti finali.
Non ci resta che piangere? Purtroppo sì. Abbiamo già salutato il primo trofeo della stagione e, considerando il distacco dall’Inter in Serie A e il livello delle avversarie in Champions… la situazione sembra davvero compromessa.
Siamo alla fine!
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Juventus – Analisi del mercato bianconero: poche pretese e tanta realtà
C’è chi storce il naso davanti alla campagna acquisti bianconera: Boga e Holm. Due innesti che, di fatto, rappresentano i cambi per i titolari Yildiz e Kalulu.
Nessuna follia, dunque. Si tratta di due prestiti che dovrebbero essere con diritto e non obbligo di riscatto.

Mamma mia che nomi!!! Personalmente sono d’accordo: niente di eclatante, ma a differenza della maggior parte dei tifosi, io do la sufficienza piena a questo mercato di riparazione. Dobbiamo rassegnarci: i tempi in cui si spendeva follemente a gennaio sono finiti.
É sufficiente guardare all’estero: Liga e Bundesliga hanno speso meno della Serie A (tralascio ovviamente le solite follie della Premier League).
Il nodo dell’attaccante
Anche se la Juventus avesse voluto acquistare una punta, avrebbe avuto senso buttare soldi per nomi che non convincono?
- Kolo Muani: 16 partite e 0 gol con il Tottenham.
- En-Nesyri: dal Fenerbahçe con poche garanzie.
- Mateta: scartato dal Milan dopo le visite mediche.
- Icardi: l’unico nome che mi avrebbe entusiasmato, ma che non è mai stato realmente trattato.
Questa sessione mi ricorda molto gli arrivi di Alcaraz e Djaló della stagione ’23: giocatori che sembrano venire in Italia quasi a “svernare”… anche se svernare a gennaio a Torino non mi sembra una scelta molto oculata.
Il bilancio finale
Le uscite di Rugani, Joao Mario e Rouhi (pare alla Carrarese — un vero fenomeno!) non ci hanno certo impoveriti.
Inutile girarci intorno: la verità è che “non c’è una lira”.
E facciamo attenzione, perché di questo passo il giocattolo del calcio rischia seriamente di rompersi.
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Serie A – XXII Giornata – Juventus 3 – 0 Napoli (1-0)
3-0 Juventus e pratica Napoli archiviata.
Match giocato quasi alla perfezione.
Qualche polemica (ho usato un eufemismo) da parte dei tifosi paetenopei che si sentono costantemente vittime di furti (ahaha fa quasi ridere questa affermazione) ma ho visto un match condotto senza sbavature.

L’Extraterrestre Kenan! Fenomeno. Ma Luciano che lavoro sta facendo?? Locatelli e Thuram hanno dominato a centrocampo contro Lobotka e McTominay, non proprio due sprovveduti!
Kelly in difesa è diventato un totem. Sicuro, preciso nelle chiusure, un altro uomo rispetto all’anno scorso.
Kalulu come al solito: 90 minuti di concretezza. Non sbaglia una palla!
Davanti: Yildiz meraviglioso ed ispiratore: fenomeno!
David è stato autore del gol che ha sbloccato il match con un movimento da vero bomber (non lo avrei mai detto!), solo Conceicao non mi ha convinto. Troppo frenetico, poco preciso.
Anche Cambiaso non ha giocato la sua miglior partita, ma sapete che reputo il ragazzo in caduta libera da diversi mesi.
Kostic, entrato al suo posto, è stato autore della perla del 3-0. Bravo Filip!!
Luciano sta facendo un autentico miracolo con una squadra da metà classifica!
Grazie di esistere!!
Ed il Napoli?
Troppi infortuni lo stanno mettendo al tappeto. Ma devo essere sincero?
Me ne sbatto il ca**o!
L’unica cosa che conta é vincere!!!
Fino alla fine!!!
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Champions League: La Juventus può arrivare tra le prime 8?
Facciamo un po’ di “fantacalcio” e analizziamo quante possibilità abbia la Juventus di chiudere tra le prime otto in Champions League.
Partiamo dalla situazione attuale:
Juventus: 15ª posizione, 12 punti, differenza reti (DR) +4.
Ecco le squadre che precedono i bianconeri nel raggio di tre punti:
- 3º Real Madrid (15 pt, DR +11)
- 4º Liverpool (15 pt, DR +6)
- 5º Tottenham (14 pt, DR +8)
- 6º PSG (13 pt, DR +10)
- 7º Newcastle (13 pt, DR +10)
- 8ª Chelsea (13 pt, DR +6)
- 9ª Barcellona (13 pt, DR +5)
- 10º Sporting Lisbona (13 pt, DR +5)
- 11º Man City (13 pt, DR +4)
- 12º Atletico Madrid (13 pt, DR +3)
- 13ª Atalanta (13 pt, DR +1)
- 14ª Inter (12 pt, DR +6)
Gli scontri diretti dell’ultimo turno
Vediamo i match che interessano le squadre sopra elencate:
- Monaco – Juventus
- Athletic Bilbao (23) – Sporting Lisbona (10)
- Atletico Madrid (12) – Bodo/Glimt (28)
- Barcellona (9) – Copenhagen (26)
- Benfica (29) – Real Madrid (3)
- Dortmund (16) – Inter (14)
- Eintracht (33) – Tottenham (5)
- Liverpool (4) – Qarabag (18)
- Man City (11) – Galatasaray (17)
- Napoli (25) – Chelsea (13)
- PSG (6) – Newcastle (7)
- Union St. Gilloise (31) – Atalanta (13)
Ipotesi di Risultati
Proviamo a ipotizzare i risultati dell’ultima giornata. Trattandosi di congetture, il margine d’errore è altissimo!
- Athletic Bilbao – Sporting: X
- Atletico Madrid – Bodo: 1
- Barcellona – Copenhagen: 1
- Benfica – Real Madrid: 2
- Dortmund – Inter: X
- Eintracht – Tottenham: 2
- Liverpool – Qarabag: 1
- Man City – Galatasaray: 1
- Napoli – Chelsea: 2
- PSG – Newcastle: 1
- Union St. Gilloise – Atalanta: 2
Dando per “scontata” (si fa per dire) la vittoria della Juventus sul Monaco, con questa combinazione di risultati la Vecchia Signora chiuderebbe la fase a gironi al 12º posto.
Conclusioni
Ritengo quindi quasi impossibile una qualificazione diretta (tra le prime 8). Anche ipotizzando una vittoria del Napoli sul Chelsea e un pareggio tra PSG e Newcastle, la Juventus resterebbe comunque fuori a causa della differenza reti o degli scontri diretti o per il punteggio insufficiente.
Tuttavia, vista la situazione di classifica iniziale, possiamo comunque ritenerci soddisfatti: ringraziamo Spalletti (e il destino) per questa qualificazione ai playoff assicurata!