UEFA Nations League 2027 – La luce in fondo al tunnel: Turchia 1 – 4 Italia
1-4, ragazzi! Che ci crediate o no: la Nazionale Italiana di calcio può vincere!
Ci eravamo quasi convinti che esistesse una regola non scritta pronta ad imporre agli Azzurri di deludere sempre e comunque.
Invece ci sbagliavamo.
Prima di passare all’analisi del match, però, urge un doveroso disclaimer (che non so cosa significhi, ma mi sono ispirato alla parola scalper letta ieri in un post su FB! Faceva così figo!): evitiamo di pensare di aver già vinto il Mondiale 2030 solo per aver azzeccato una grande prestazione!
Noi italiani soffriamo storicamente di “eiaculazione calcistica precoce”, lo sappiamo fin troppo bene.
Allo stesso tempo, però, non dobbiamo commettere l’errore opposto: sminuire le tante cose buone viste in campo: un primo tempo praticamente perfetto non può e non deve passare in secondo piano.

Come dite? “La Turchia è una squadra di scappati di casa in cui si salva solo Arda Güler?”
Effettivamente la selezione di Montella ieri sera non è proprio pervenuta, nonostante a sostenerla ci fosse uno dei pubblici più caldi e rumorosi dell’intera Anatolia — quello di Bursa (con tanto di stadio a forma di coccodrillo, fantastico!).
Va detto, però, che nel match precedente di Nations League la Turchia aveva messo in serie difficoltà la fortissima Francia, uscita vincitrice soltanto per 1-0…
Va bene, d’accordo: ogni partita fa storia a sé. Limitiamoci quindi ad analizzare ciò che abbiamo visto ieri sera.
Mancini ha avuto il coraggio di osare.
Ha tenuto fuori chi in Nazionale non stava più rendendo (i vari Mancini, Di Lorenzo, Barella…) per spalancare le porte a volti nuovi e debuttanti, Kayode e Ruggeri su tutti. I due terzini sono stati travolgenti nel primo tempo, spingendo con sovrapposizioni continue che hanno mandato in tilt la retroguardia turca. Menzione speciale per Raspadori, straordinario nei primi 45 minuti: muovendosi tra le linee ha fatto ammattire difesa e centrocampo ottomani.
Fenomenale anche l’apporto di Frattesi: le sue doti di inserimento lo hanno portato a siglare il secondo gol al termine di un’azione corale degna della Spagna dei tempi d’oro.
Ottima, infine, la prestazione dei fratelli Esposito in attacco. Pio è già arrivato a quota 6 gol in 11 presenze: numeri pesanti per un reparto offensivo storicamente asfittico (oh, concedetemi la parola colta!).

Abbiamo quindi trovato la soluzione a tutti i nostri mali in soli 90 minuti?
Come dicevo poco sopra: andiamoci piano!
Però una cosa è certa: dopo aver toccato il fondo, forse abbiamo finalmente imboccato la risalita.
L’Europeo del 2021 ci aveva illusi, gli anni successivi ci hanno completamente abbattuti. Ora servono equilibrio e pazienza.
Non saremo ancora al livello dei colossi mondiali (Spagna, Francia, Argentina…), ma non siamo nemmeno inferiori a Bosnia o Macedonia del Nord.
Rendiamocene conto e, per favore, proviamo a qualificarci a un Mondiale prima che la mia giovinezza (posso ancora parlare di gioventù facendo riferimento alla mia veneranda età ?) giunga al termine! 🙂
Forza Azzurri, sempre!