• Calcio,  Notizie,  Pensieri in libertà

    FIGC – Malagò: Commissario di se stesso – Il grottesco teatrino del calcio italiano

    Non voglio parlare di politica e non voglio addentrarmi nei soliti giochi di potere del calcio, ma trovo semplicemente ridicola la situazione che si è creata attorno a Giovanni Malagò: presidente, o per meglio dire NON presidente, della Federcalcio.

    Il bel tomo (perché, parliamoci chiaro, è a tutti gli effetti ancora un bel ragazzone, ma “tomo” gli si addice alla perfezione) pur non avendone tutti i crismi è, da un paio di mesi, di fatto a capo del calcio italiano.

    Ma per l’impossibilità di essere stato eletto a tale ruolo (non mi addentro sui motivi, chi cazzo se ne frega) con quelle “percentuali bulgare” (termine tanto caro agli espertoni che amo spesso citare), la FIGC è stata inevitabilmente (??) commissariata.

    E sapete chi è stato nominato Commissario Straordinario?

    Che ci crediate o no: sempre lui, Giovanni Malagò!

    A chi non è venuto in mente questo meme con i tre Giovanni Mal… spiderman che si indicano l’un l’altro?

    In pratica, si ritrova a essere contemporaneamente il commissario e il commissariato (forse non è il modo più corretto di esprimersi, ma rende benissimo l’idea).

    La vera perla, però, arriva adesso.

    A dicembre, quando si terranno le nuove elezioni per scegliere finalmente un presidente vero, un candidato con i controcoioni, chi si presenterà ai nastri di partenza?

    Unico candidato disponibile: Giovanni Malagò!

    No, non sono vittima di un allucinazione né di un ictus… sto semplicemente descrivendo il grottesco teatrino del sistema Italia.

    Un paradosso burocratico in cui le regole vengono modificate, piegate o raggirate pur di far cadere la palla sempre sullo stesso numero.

    Qui mi fermo, perché la nausea ha preso il sopravvento.

    R I D I C O L I. 

    Fino al midollo.

  • Calcio

    Italia, nuovo CT ma soliti problemi: il cambio in panchina non basta

    Dopo la nomina di Mancini come nuovo (?) CT della nazionale, ho visto girare online alcune potenziali formazioni azzurre. Tutte mi fanno provare un brivido lungo la schiena.

    Ma veramente crediamo di poter tornare competitivi con il semplice cambio del commissario tecnico?

    Pensiamo davvero di risolvere problemi radicati da anni in un sistema calcio datato e asfittico affidandoci a Malagò, Mancini e Ranieri alla guida della FIGC?

    Persino il Polpo Paul ha “tiltato” di brutto! Ecco l’effetto Figc!

    Ci vorranno anni per vedere dei risultati, ma è fondamentale ripartire dalle basi e rifondarle, a cominciare dal settore giovanile.

    Oggi, però, voglio concentrarmi sul potenziale undici di Mancini.

    Si parte:

    Portiere: Donnarumma. È il nostro “fenomeno”, un punto fermo imprescindibile. Carnesecchi è un ottimo secondo. Giudizio Reparto decisamente coperto!

    Difesa: Palestra, Mancini, Calafiori, Bastoni, Dimarco, Scalvini. Nomi di discreto livello, ma siamo sicuri che contro gli attacchi di Francia o Argentina riusciranno a tenere botta per novanta minuti? E Leoni? Tornerà a giocare? Giudizio Reparto: appena sufficiente!

    Centrocampo: Barella, Tonali, Pisilli. Oddio, spero ci sia un uomo in più in mezzo al campo! Così mi sembra una mediana decisamente troppo leggera, anche se il materiale a disposizione è tutt’altro che esaltante: Locatelli, Frattesi e Ricci sono i primi nomi che mi vengono in mente per completare la zona centrale. Giudizio Reparto: discreto!

    Attacco: Zaniolo, Kean, Pio Esposito, Retegui, Scamacca. Mio Dio. Il nulla più assoluto! Ma ci rendiamo conto che qualche anno fa uno come Montella faticava a trovare spazio e oggi sarebbe un titolare inamovibile? Ma potrei citare anche Gilardino, Pazzini… Giuro: faccio fatica a leggere certi nomi lì davanti. Ah, se non ci fosse stato il grave infortunio di Federico Chiesa… Giudizio Reparto: il vuoto assoluto!

    Quindi, cosa potrà mai fare il Mancio? “Inventarsi” in prima squadra qualche giovane dell’Under 21, naturalizzare nuovi oriundi, scovare altri “Zaniolo o Retegui” (magari con una sorte migliore rispetto ai vari Pafundi, Gnonto o Grifo) e…

    …sperare che il Mondiale venga allargato a 64 squadre e che la Nations League, primo banco di prova per l’ex fantasista della Sampdoria, non si trasformi in un massacro.

    Come la vedo male…

  • Calcio,  Chi ha fatto palo?

    Chi ha fatto palo? A Spasso nel Grottesco: Il Valzer dei CT e la Crisi del Calcio Italiano

    Per la serie “articoli invecchiati male”: dopo le righe di oggi, segue l’articolo che stavo scrivendo ieri.

    E quindi, alla fine: Pirlo non sarà CT della Nazionale perché Malagò ha scoperto che l’ex centrocampista è una spia del KGB! Maldini, preso a pesci in faccia, si è dimesso. Leonardo — che nessuno ha mai capito che cazzo stesse facendo in Federcalcio — è tornato nell’anonimato più totale.

    E dunque, dopo un mese di gestione Malagò? Non è cambiato assolutamente un cazzo. Siamo di nuovo al punto di partenza.

    Chi sarà il CT? Mancini? Conte? Baldini? Palladino? Ci sarà un Direttore Tecnico? Ma, soprattutto, ci sarà una rivoluzione nel calcio giocato?

    Perché fidatevi: dovesse arrivare anche Guardiola, in campo ci vanno i giocatori! E sono proprio loro a mancare! Non si possono nominare con una votazione, si devono “coltivare”.

    E la domanda che mi pongo da un po’ è: ma al nuovo CT, cosa viene chiesto? La qualificazione al prossimo Mondiale? Se diventasse a 64 squadre, non sarebbe comunque un po’ pochino? 🙂

    Siamo veramente caduti così in basso?

    È proprio vero: al peggio non c’è mai fine ed il calcio italiano sta affossando anno dopo anno…

    Articolo originale:

    Nooo, non ci posso credere: Pirlo potrebbe saltare come guida della Nazionale! 

    E Pirlo, Pirlo non lo sa che quando passa ride tutta la città!

    Sembra che l’ex centrocampista di Inter, Milan e Juventus sia legato a un’agenzia di scommesse russa… …posso dirlo? Non ho approfondito i rapporti tra Pirlo, la Russia, Putin, Rasputin e la zarina Caterina, ma che figura di merda sta facendo la FIGC?

    Si era partiti parlando del ritorno di Conte: saltato! Pare che il suo calcio non piaccia a Maldini. Poi? Mancini! No, lui no, è “divisivo”. Allora puntiamo al grande nome: Guardiola!! Tranquilli: Maldini e Leonardo sono andati a parlare personalmente con l’allenatore catalano! Risposta? “Cazzo me ne frega della Nazionale italiana?!”

    Allora ok, Pirlo è l’uomo giusto! È pure amico di Maldini! Scelta fatta di pura “simpatia”, quindi?? E invece no!!

    Andrea deve saltare, ha rapporti con un’agenzia di scommesse russa! E non nominiamo Baldini, che alla gente torna in mente il calcio in culo a Di Carlo e salta pure lui!

    È chiaro che il tono dell’articolo sia canzonatorio, ma ciò non toglie che la gestione della comunicazione della Federcalcio sia semplicemente grottesca!

    E cosa ancora più assurda: chiunque sia il prossimo CT… non cambierà nulla nel calcio italiano!

    Ci si accontenterà di acciuffare la qualificazione al prossimo Mondiale e si dirà che si sta ripartendo, quando in realtà si sarà svolto soltanto il compitino, il minimo sindacale!

    Lo ripeto: l’Europeo vinto nel 2021 è stato meritato, ma non doveva essere il punto d’arrivo, bensì una nuova ripartenza. Ci vorranno almeno otto anni prima di rivedere i primi risultati degni del nostro (datato) blasone.

    Sperando che la nuova dirigenza cominci ad azzeccare mezza decisione.

    Aggiornamento: pare che il nuovo CT possa essere Thiago Motta… …se è uno scherzo, non fa ridere!

  • Calcio,  Pensieri in libertà

    Oltre il Feticismo dei Campioni: La FIGC ha Bisogno di Manager, non di Eroi

    Sento parlare di azzeramento dei vertici, di rifondazione, di cambiamenti epocali. Lo sento dire da dodici anni: dodici lunghi, eterni anni che ci hanno trascinato all’ennesima, fallimentare esclusione dai Mondiali.

    Per questo so già che non cambierà nulla. Le proposte roboanti, i “tromboni” con la soluzione in tasca e i sedicenti esperti di calcio sono solo figure mitologiche create per rassicurare i tifosi più creduloni.

    Si parte sempre dal solito dogma: “Servono i Campioni del Mondo a gestire la Nazionale”. E allora via con Buffon e Bonucci. Campioni in campo, indubbiamente, ma sono dirigenti navigati? Chi lo ha stabilito?

    Serve professionalità, non improvvisazione. Non è una genialata, è buon senso.

    Poi passiamo alle riforme strutturali: 

    “Bisogna ridurre il campionato a 18 squadre”. A cosa servirebbe? A guadagnare una settimana di raduno all’anno? Davvero crediamo che sette giorni in più facciano la differenza per una qualificazione? Abbiamo perso contro la Bosnia, non contro il Brasile.

    E ancora: “Obbligo di schierare almeno X italiani ad ogni partita”. Ma davvero una società che investe milioni di euro dovrebbe essere costretta a schierare giocatori mediocri solo per “patriottismo”? Se un giocatore merita il posto, gioca, a prescindere dal passaporto.

    Si dice che Vergara al Napoli abbia faticato per colpa degli stranieri. Ma quale colpa degli stranieri!? La colpa era di Conte che non lo vedeva tra i titolari.

    Ricordiamoci che persino Yildiz (si lo so non è italiano) alla Juve ha faticato ad emergere: è servita una serie incredibile di infortuni per farlo scendere in campo. Di chi era la colpa? Degli stranieri o di Allegri?

    Si parla poi di stadi fatiscenti. Vero, lo sappiamo da Italia ’90. Forse perderemo anche l’organizzazione dell’Europeo per questa nostra arretratezza.

    Ma cosa c’entra con quanto succede in campo? Abbiamo perso in uno stadio che in Italia paragoneremmo a un campo di Promozione. Vogliamo capirlo o no?

    C’è chi rimpiange gli oratori: “Non si gioca più in parrocchia!”.

    La verità è che i bambini si allontanano dal calcio non perché manchino i campetti, ma perché negli ultimi vent’anni non c’è stato un solo calciatore italiano capace di far sognare le nuove leve.

    Un bambino di sette anni chi dovrebbe imitare? Politano? Bastoni?

    Infine, sento Gianni Rivera invocare “un uomo di calcio alla guida della FIGC”. Con tutto il rispetto, è l’ennesima sciocchezza.

    Per gestire una macchina complessa come la Federcalcio serve un “colletto bianco”, un manager capace di coordinare tecnici dello sport ed esperti di gestione.

    E ora? Abete come successore di Gravina? Un altro ritorno al passato? Non so se Malagò sia l’uomo giusto, ma perché infilarci a forza Baggio o Maldini?

    Siamo al fantacalcio.

    Io posso anche scherzarci sopra, ma chi comanda non può più tergiversare.

    Il calcio non è un gioco, è un’industria. E mentre noi discutiamo, ci prepariamo a guardare il terzo Mondiale consecutivo da spettatori.