L’arte di ricominciare (anche quando non hai il controllo)
Sto vivendo l’ennesimo momento di transizione della mia vita.
Anche a quasi 48 anni si può cambiare.
Sarà in meglio? Lo spero.
In peggio? Chi lo sa.
Forse è proprio questo il lato intrigante della vita: la sua imprevedibilità.
Ogni giorno ci si incontra e scontra con situazioni che non possiamo controllare fino in fondo.
Sono circondato dall’amore della mia famiglia (gatti compresi, ma serviva davvero specificarlo?) e dei miei amici, e questo mi dà una gran forza.
Mi rendo conto che là fuori c’è una quantità di imbecilli che fa paura, ma bisogna saper fare buon viso a cattivo gioco.
Basta, non voglio tediarvi oltre con questa retorica da avanspettacolo…
Un’ultima cosa, però: quando sento dire che «l’azienda è una famiglia», non posso fare a meno di pensare che chi lo pronuncia sia un’enorme testa di cazzo e stia offendendo la mia, di famiglia!
Vi lascio con il testo di Good Riddance dei Green Day.
Perché lo faccio?
Perché mi va, ovvio.
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