Calcio,  Pensieri in libertà

Fenomeni per 90 minuti: l’irrimediabile schizofrenia del tifoso italiano

Noi italiani siamo incredibili.

Siamo il popolo degli eccessi: passiamo dallo sconforto più totale all’esaltazione infinita nel giro di novanta minuti.

Dopo la vittoria per 4-1 contro una Turchia allo sbando, per molti “esperti” siamo già pronti a vincere a mani basse la Nations League, il Mondiale 2030 ed ogni edizione dell’Europeo da qui ai prossimi cinquant’anni. Kayode è diventato d’un tratto Roberto Carlos, Pio Esposito il nuovo Cristiano Ronaldo e Sebastiano Esposito una versione con più garra di Michael Olise.

E perché non 50???

Non voglio dire che si sia vista una brutta partita, anzi. Il primo tempo è stato ragguardevole, ma… andiamoci piano.

Già domani contro la Francia ci confronteremo con un’avversaria di ben altra stazza. Non disperiamoci se non riusciremo a segnare tre gol nei primi 45 minuti e, soprattutto, non esaltiamoci oltre misura se dovesse arrivare una vittoria. Il percorso di Mancini è ancora lungo e pieno di insidie: ci saranno fisiologici alti e bassi.

Sto dicendo ovvietà? Per qualsiasi persona dotata di un minimo di buonsenso: sì. Ma per il tifoso medio questo concetto è più ostico di una dissertazione di Emmanuel Kant.

Il calcio in Italia — ormai seguito quasi solo dai più agés (qui ho sfoggiato acume), perché (fortunatamente) ai giovani frega sempre meno — viene vissuto con un fervore peggiore di quello di un integralista religioso. Una questione di vita o di morte.

E poi ci sono i soliti, incrollabili mantra. Tipo quello secondo cui un ragazzo di 18 anni non può giocare ad alti livelli: ma come si permette di calciare un pallone ad altissimo livello se ha appena preso la patente?

Tutto viene estremizzato, scivolando spesso nel ridicolo. Diatribe infinite tra interisti e juventini, l’eterno dualismo tra sostenitori di Mazzola o Rivera, le faide tra romanisti e laziali… Obiettività: pervenuta zero.

“Questo è il tifo!”, risponderà qualcuno. Certo, ma oltre una certa soglia non è più tifo: è solo follia, e nemmeno troppo lucida.

Che dire, quindi?

Venerdì sono davvero curioso di vedere all’opera la Nazionale. E no, non è una cosa che mi capita così spesso. Significa che qualcosa Mancini è riuscito a smuoverlo, perfino nel nostro disincantato animo da tifosi.

Che risultato prevedo? Beh, scriverò un pezzo ad hoc non appena si capirà chi scenderà davvero in campo.

P.S. Comunque, quanto mi manca la nostra squallida Serie A!